Gli Awrizis sono una band della Repubblica Ceca che suona un mix di death, goth, thrash americano, nu metal anni 90 (fortissimo il rimando ai Coal Chamber in più punti), un pizzico di black e si presentano a noi tramite la Slovak metal army che prodice il loro “Gears of Fear” uscito il primo dicembre scorso. Per dare qualche idea di cosa abbiamo tra le mani:
Questo lavoro arriva dopo il loro ultimo lavoro “Dreadful reflection” del 2018 loro secondo album da studio. Quindi la band ha già esperienza e lo dimostra da subito.
Le scelte sonore sono molto interessanti dato che la combinazione di tutti questi generei, che di norma alcuni potrebbero pure stare insieme ma non certo tutti insieme, trovano un certo appeal e soprattutto trovano una loro dimensione in ogni traccia.
La produzione è ottima, la batteria si sente in modo ottimale ed ha un suo interessantissimo suono sia per i tamburi che per i piatti.
Le chitarre passano da quella acustica a quella elettrica e quest’ultima sia se viene suonata in modo super veloce, passando per quella stoppata ha sempre un ottimo risultato. Il basso purtroppo rimane un filino in ombra ma si percepisce e fa il suo lavoro di collante tra ritmica e chitarre.
La voce passa dal pulito sussurrato, molto evocativo, al growls più profondo e primitivo; arrivando alle punte di cattiveria e di malvagità dello scream.
Nota di colore in alcuni frangenti ci sono degli abbellimenti con il pianoforte ed i synth molto interessanti.
Qua e la trovo dei rimandi interessanti che sono oltre ai Coal chamber di cui sopra, anche di Sentenced, di un certo modo di approcciarsi in stile Behemoth e di certi approcci alla batteria che passano dai Marduk ai Pantera senza continuità. MA sia chiaro: la band non copia ma lascia un certo non so che di queste band.
Dei nove brani vi direi sicuramente che “The racing heart”, “Where the true nature of humand dwells in shadow”, “The great Plague”, “North of my heart” e “Broken clocks” sono le tracce che più delle altre mi hanno colpito. Va detto che anche le canzoni non nominate sono di altissima fattura.
A conclusione direi che questi Awrizis sono assolutamente interessanti; hanno una proposta valida e di qualità, pur non presentando un’innovazione nella composizione. Loro fanno un buon lavoro e con alti livelli di presentazione e di qualità con questo “Gears of fear”si presentano proprio bene.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin
















