Adliga è anche il nome di una giovane ban doom metal proveniente dalla Bielorussia. Con il loro EP di debutto “Kali Pacіače Nіeba”, uscito per Sliptrick records, mischia folklore bielorusso, principalmente per le liriche, con sonorità quasi psichedeliche e doom classiche.
Il loro EP è composto da due intermezzi e tre brani “completi” che si appoggiano ad un doom di stile classico con una voce femminile molto interessante.
Le capacità strumentali e compositive della band sono molto interessanti; si appoggiano, come già indicato, ad un passato ben solido e strutturato come il doom metal di qualche anno fa.
Inseriscono, però, delle componenti che rendono questo lavoro parecchio sopra le righe e tutt’altro che banale. Forse avrei provato a rendere più, “accessibili” gli intermezzi.
Momenti vicini a strutture dei My dying bride, ad arrangiamenti in stile Paradise lost e Anathema dei primissimi lavori ed un appeal molto intrigante proprio. Il bielorusso non è lingua semplice e di certo non è “super vendibile a livello commerciale”, ma indipendentemente da tutto la voce di Kate è straordinaria e per chi, come me, non sa il bielorusso viene comunque portato all’interno della melanconia e del sentimento che la band propone.
Buone le scelte di post produzione, anche se forse avrei scelto delle tipologie differenti di volumi e di missaggio per le strumentazioni che a volte risultano un pochino troppo “in dietro” rispetto alla voce.
Di certo le tre canzoni “intere” ovvero: “Kali Pacіače Nіeba”, “Boj” e “Vandroŭnik” sono quelle che mi hanno colpito. Se vogliamo gli intermezzi hanno un certo feeling ed una certa capacità interpretativo-emotiva ma va detto che per come sono proposte e presentate non aggiungono o tolgono nulla, anzi rendono non sempre così funzionale l’ascolto. Forse sarebbe stato molto meglio, ribadisco, comporle in modo più “esteso” e più “articolate” che in questa modalità.
In conclusione questo “Kali Pacіače Nіeba” è un buon biglietto da visita per gli Adliga, sperando di sentirli a presto e con un album intero li si promuovono con tranquillità. Sono “solo” di poco sopra la sufficienza a causa degli intermezzi che non rendono completamente fluente l’ascolto del loro lavoro, come già sottolineato. Attendiamo il prossimo lavoro.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin
















