Tredicesimo album dei britannici The Pineapple Thief, all’insegna di un Indie Pop sporcato da influenze Prog e sperimentazioni elettroniche ai limiti dello Shoegaze. La dimensione musical/concettuale dei TPT risulta caratterizzata da atmosfere intimiste e parecchio introspettive. I testi sono mirati alla descrizione di emozioni e sentimenti umani a tinte chiaroscure, in una continua catarsi tra benevolenza, rabbia e melancolia pura. Spesso e volentieri in un solo brano vediamo effettivamente avvicendarsi momenti più Hard alternati a fughe pinkfloydiane contornate di elettronica e clean guitars pesantemente effettate. La voce del frontman Bruce Soord è pregna di quel feeling tipicamente Indie Pop di cui i britannici sono da sempre maestri, e sembra rappresentare appieno le dimensione emotiva dell’album. Certo, nonostante “Versions Of The Truth” non paia essere il miglior album vertente su questo particolare melange di generi (sicuramente bands come gli Antimatter hanno ampiamente dimostrato di essere tra i migliori epigoni della contaminazione Indie/Prog/Psichedelica), cattura abbastanza la loro propensione, supportata dalla prediletta elettronica di contorno, a dilatare le atmosfere, trasformando i sentimenti più nascosti dell’animo umano in paesaggi sonori (in)contaminati e spesso splendidamente atemporali. Buon disco, comunque.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















