Damiano Biasutto pubblica il suo secondo album in due anni, e già questo è un bel traguardo, segno che il chitarrista friulano è ispirato e voglioso di mettersi in mostra. Prendendo spunto da formazioni come Iron Maiden, Hammerfall o Primal Fear, questo bravo chitarrista ci propone un album interamente strumentale, dove la sigla heavy metal è una legge, più che un semplice modo per descrivere la sua musica.
Sin dall’iniziale title track “Dangerous Railway”, abbiamo una cascata rovente di metal tradizionale ma prodotto con un occhio rivolto ai nostri tempi. L’assenza della voce non inficia più di tanto il risultato finale del disco, perchè le idee di certo non mancano a questo musicista, ed egli sopperisce a questo importante elemento apportando una quantità elevatissima di riff e di assoli di chitarra che potrebbero far pensare quasi all’opera di un guitar hero. In effetti le qualità tecniche non mancano a questo giovane musicista ma le canzoni sono appunto canzoni in questo caso, e non degli esercizi di stile, tantochè se si aggiungesse una voce su queste stesse note, a mio avviso non stonerebbe affatto, ma anzi, potrebbe riuscire a rendere il tutto sicuramente più appetibile per una fascia di pubblico più ampia.
Pezzi come la title track, “Running Blade”, “Hard Approach” e la cover di “Hearts On Fire” degli Hammerfall sono delle vere e proprie gemme di traditiional heavy metal e quindi chi ama questo genere non può ignorare questo album. Un disco in definitiva riuscitissimo, che getta anche curiosità sul futuro di questo progetto, perchè potrebbe cambiare tutto con una voce, oppure questa materia potrebbe essere sviluppata verso territori ancora più tecnici e strumentali. Staremo a vedere!
Voto: 7,5/10
Salvatore Drugo















