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Ancillotti: “il nostro nuovo album è una bella iniezione di fiducia e positività”

Ancillotti: “il nostro nuovo album è una bella iniezione di fiducia e positività”

"Rispetto agli altri dischi Hell on Earth suona molto più Heavy, un pò per la tipologia dei brani, tutti o quasi sulla stessa linea, ma anche per la produzione che è stata finalmente all'altezza"

Buongiorno agli Ancillotti. Benvenuti sulle pagine telematiche di GiornaleMetal.it. E’ fresca la notizia dell’uscita, il 29 di maggio, del vostro terzo album, “Hell On Earth”. Manifesto del Metal puro ed incontaminato. Volete parlarci della lavorazione, delle peculiarità di quest’album, di come esso si differenzia dai precedenti?

Bid: Venivamo da un periodo un po’ travagliato ma eravamo decisi a dare una svolta a una situazione di stallo che si stava verificando. Siamo entrati ai Fear Studio di Gabry Ravaglia un anno fa circa, avevamo questi pezzi molto intensi e veloci e fin dalle prime sessioni di registrazione ci siamo resi conto di essere nel posto giusto, abbiamo lavorato in tranquillità ma in maniera molto professionale i brani uscivano in maniera chiara, definita e molto grintosi dandoci la certezza che il disco una volta finito avrebbe suonato come sempre avremmo voluto. Rispetto agli altri dischi Hell on Earth suona molto più Heavy, un pò per la tipologia dei brani, tutti o quasi sulla stessa linea (nei precedenti lavori potevi trovare un po’ di tutto oltre ai nostri soliti ”Bombardieri” tipo Bang your Head – Warrior – Fight – The Hunter ecc. c’erano brani che spaziavano in più direzioni in ambito Hard’n’Heavy), ma anche per la produzione che è stata finalmente all’altezza. Gabry ha prodotto e mixato l’album, Jacob Hansen (non c’è bisogno di presentazioni) nei suoi Studios in Danimarca lo ha masterizzato dandogli un suono potente, d’impatto e molto professionale presentando H.o.E. nel migliore dei modi possibile. Tutto questo va detto con la supervisione del Ciano. Da ricordare anche, che le voci sono state registrate in Toscana all’FP Recording Studio di Freddy Delirio un grande personaggio con cui ci siamo trovati e abbiamo lavorato molto bene. Che dire H.o.E. ci ha resi contenti del lavoro fatto e le recensioni e i giudizi che stanno arrivando da tutto il mondo Italia compresa lo stanno a testimoniare, un raggio di luce, una bella iniezione di fiducia e positività che in questo particolare momento che stiamo vivendo ci vuole proprio.

La line-up della band è composta di “familiari”. Bud e Bid sono fratelli, mentre il batterista Brian è il figlio di Bud. Puoi raccontarci, Bud, come è avvenuto il “reclutamento”, di tutti anche del chitarrista “Ciano” Toscani?

Bud: Per rispondere alla tua domanda in merito alla genesi degli Ancillotti ti dico subito che è sempre stato nei nostri desideri, miei e di mio fratello Bid, di creare una band “familiare”, quindi non appena mio figlio Brian ha acquisito l’esperienza e la maturità per poterlo fare, dopo gli anni di gavetta, il sogno si è potuto realizzare. Anche col Ciano, ci si conosceva da tempo, e ci rispettavamo musicalmente ed umanamente entrambi! Lo reclutammo grazie ad una situazione particolare: io e il Bid mettemmo su con lui e con altri musicisti della scena metal italiana una cover band di brani metal, i The Maniacs, suonammo di supporto in occasione di un unica data del mitico Ross The Boss a Reggio Emila, e la cosa che ci è piaciuta subito in modo speciale è stato il rapporto ed il feeling sul palco col Ciano, quindi di li a coinvolgerlo poi nel nascente progetto Ancillotti è stato un processo naturale, una sorta di fratello aggiunto, un fratello di sangue! Era il 2010 (quest’anno ricorre il decennale) e parte la favola Ancillotti, il nome l’abbiamo scelto di comune accordo in onore del nostro caro babbo Renzo che ha sempre seguito le nostre avventure musicali sostenendoci e venendo ai concerti, fino alla veneranda età di 87 anni, un padre e un nonno unico e eccezionale R.I.P.. Nel 2012 esce l’EP “Down this road together” che ci spiana la strada e ci fa firmare un contratto discografico con la tedesca Pure Steel Record, con la quale nel 2014 esce il nostro primo album “The Chains Goes On” supportato da un lungo tour italiano e anche con alcune date all’estero, un tour che fa accrescere e solidificare sempre più la line up, nel 2016 arriva poi il secondo lavoro “Strike back” con una serie interminabile di concerti, di festival italiani ed europei, poi il tour europeo propio di spalla a Ross De Boss nel 2017… (chi l’avrebbe mai pensato anni prima a Reggio Emilia…) ed infine ai giorni nostri il terzo “Hell on Earth” un album bomba di cui siamo davvero soddisfatti e non vediamo l’ora di farvelo ascoltare!

La vostra label, la Pure Steel Records, è straniera. Tedesca per la precisione. Com’è avvenuto il contatto tra voi e la label?

Bid: Nel 2012 uscì ”Down This Road Together” il nostro primo EP. Qui da noi ebbe un buon riscontro così decidemmo di mandarlo in giro (proprio come si faceva ”ai tempi” con i demotape) per trovare un contratto che ci aprisse le porte anche all’estero. Devo dire che fummo contenti e sorpresi, quando dopo poco tempo cominciarono ad arrivare diverse proposte da varie label metal straniere. La Pure Steel Records (vedendo come lavorava) fra tutte fu quella che sembrava darci una visibilità, un supporto, una buona spinta promozionale e anche delle buone idee, firmammo con loro e nel 2014 con ”The Chains Goes On” cominciò la nostra avventura insieme.

Vi ritenete soddisfatti del trattamento a voi riservato ?

Bid: Si. Sono persone molto serie e precise e hanno una programmazione per quanto riguarda le uscite delle band che fanno parte della loro scuderia, formidabile. Anche con H.o.E. si è visto fin da subito come ci hanno seguito, il loro ufficio stampa promozionale in Europa e America sta lavorando molto bene e i risultati si vedono, passaggi su rockradio e recensioni dai vari magazine del settore da tutto il mondo. Quindi siamo contenti di essere con la PSR e a conferma di questo ribadisco la Serietà cosa che di questi tempi è merce rara in tutti i campi e spesso, anche nella musica.

C’é più possibilità per una Metal band italiana al giorno d’oggi di apparire in una scuderia estera?

Bid: Certo internet e il mondo del web in generale aiuta, le notizie e le immagini corrono veloci, puoi avere una grossa visibilità come band. Di contro mi piace pensare che se un gruppo è valido e investe su se stesso, è convinto e lo vuole veramente ce la possa fare a farsi strada e a firmare il fatidico contratto con un etichetta estera.

A livello concertistico, come affronterete la promozione del vostro album? Coronavirus permettendo, ovvio.

Bid: Avevamo già fissato alcune date per festeggiare il nostro decimo anniversario e presentare in anteprima alcuni dei nuovi brani da H.o.E. poi sappiamo com’è andata …. IL 23 Maggio avevamo il release party del nuovo album al Campus Industry di Parma e poi altri concerti in giro per l’Italia, con la nostra agenzia per l’Estero la DMC Group Belgium stavamo pianificando il tour Europeo …… La Musica i Concerti sono stati messi da parte in fondo alla lista delle priorità ma noi non vogliamo pensare che andrà a finire così. Appena ci sarà la possibilità cominceremo a mettere su il nuovo spettacolo per tutto il lavoro fatto, per noi stessi, ma soprattutto per i nostri Fans che ci aspettano con il nuovo album anche in sede live e per quanto riguarda i concerti e il tour, stiamo riprogrammando le date. Speriamo con tutto il cuore di poterci rivedere in giro con la musica che amiamo di più il prima possibile.

Bene, l’intervista volge al termine. Salutate chi volete.

Bud: Naturalmente rivolgiamo il nostro piu’ caloroso saluto ed un fortissimo abbraccio ai nostri magnifici fans, alla nostra incredibile crew, ai tecnici che hanno reso terremotante e grande il nuovo disco e parlo di Gabriele Ravaglia e Jacob Hansen, ai collaboratori John Goldfinch per le liriche, e James Hogg per la supervisione dei testi ed il supporto in studio, e poi ovviamente alle nostre famiglie, agli amici, a tutto lo staff e ai lettori di Giornale Metal…insomma siamo impazienti di trascinarvi in un vortice metallico qual’è “Hell on Earth” incrociando le dita affinche’ si ritorni alle attività live e alla normalità al più presto! Metal On!!!

Intervista raccolta da Alessio Secondini Morelli

Tags: ancillottibudintervistestrana officina
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