Arrivano al considerevole traguardo del 14mo album gli olandesi Sinister, indubbiamente annoverabili tra i prime-movers del Death Metal più brutale dell’intero decennio ’90s del ventesimo secolo. E ci arrivano… coerentemente con quanto realizzato finora. Niente di più niente di meno. Un album contenente 44 minuti divisi in 8 brani di Death Metal brutalissimo, frenetico, zeppo di cambi di ritmo spesso e volentieri tendenti al blast-beat, con chitarre dal suono eccessivo ed una performance vocale alquanto caotica (opera di cotal prestazioni di “bel canto” è Aad Kloosterwaard, che ricordiamo essere l’unico rimasto della formazione originale, e che ha svolto le mansioni di batterista fino allo scioglimento avvenuto nel 2003… passando alle vocals dalla riformazione del 2005), e oltretutto con svariato uso delle solite intro ed outro classicheggianti (coro gregoriano qui, orchestrazioni sintetizzate lì, qualche piccola reminiscenza simil-Goblin là…) che danno al disco il solito trito e ritrito mood “horror-medieval-oscurantista”, che ben si addice ai testi anti-cristiani, vetero-ateisti e horror-b-movies-oriented di cui è infarcito l’album. Il tutto incorniciato da un artwork che più “canonico” e stereotipato non si può… e per l’appunto perfetto per il disco in questione. Risultato? Prevedibile, scontato, anacronistico, noioso, insopportabile. Tutto questo, sempreché non siate VERI Deathsters duri e puri, che odiano anche la più piccola innovazione, che se ne fregano altamente di ciò che si dice in giro di loro e della “musica” che ascoltano. Bene allora. “Deformation Of The Holy Realm” è l’album che fa per voi. I Sinister sono rimasti quelli che sono sempre stati, e non vi tradiranno affatto. Ora… levatevi di torno e andatevi a comprare quest’album. Io… penso decisamente ad altro.
Voto: 4/10
Alessio Secondini Morelli















