In occasione del ritorno discografico dei Ritmo Tribale, abbiamo scambiato un’interessante chiacchierata con il bassista Briegel, che ci svelerà l’immediato futuro dei progetti già in atto della band.
Buongiorno a voi, Ritmo Tribale. Benvenuti sulle pagine telematiche di GiornaleMetal.it
Briegel: Ciao a Tutti i lettori di GiornaleMetal.it da Briegel bassista dei Ritmo Tribale.
Molti anni sono passati dal periodo di fervente attività a cavallo tra gli ’80 e i ’90. Si è aperto per voi un nuovo corso, con quest’ultimo album “La rivoluzione del giorno prima”. Cosa avete fatto di bello in tutti questi anni di inattività discografica?
Briegel: Tante cose. Nel 2007 abbiamo pubblicato “Huomini” un doppio CD compilation con un paio di inediti. Nel 2010 alcuni di noi, fra cui il sottoscritto hanno dato vita al progetto NoGuRu, pubblicato un album “Milano Original Soundtrack” nel 2010 e fatto parecchi concerti, sia con i NoGuRu che con i Ritmo.
Ora parliamo del nuovo album. Dal titolo piuttosto peculiare. Ci descrivete un po’ il processo di lavorazione, i punti forza del vostro come-back album, e soprattutto… su cosa vertono i testi?
Briegel: Il Processo di lavorazione è stato piuttosto lungo ed impegnativo ma alla fine ne è valsa la pena. Siamo molto soddisfatti del risultato. I punti di forza, a mio parere, si ritrovano nel marchio Ritmo Tribale, nel senso che, nonostante siano passati anni, abbiamo cercato di “suonare moderni” nel senso lato della parola, pur mantenendo fortemente il nostro marchio di fabbrica. I testi sono tutti di Scaglia, il cantante. Posso dire che mi piacciono molto poiché li trovo aggressivi e, soprattutto, non banali. Su cosa Vertono? Su qualcosa e qualcuno che vagano nella sua mente inquieta in cui, forse, qualcuno si può riconoscere.
Il vostro ex-singer, Stefano “Edda” Rampoldi, ha ormai da anni avviato una carriera da solista di stile Indie Rock. Vi sentite ancora, e ci sarà possibilità di rivederlo collaborare con la band?
Briegel: Qualche volta ci sentiamo. Non credo possa più collaborare con noi. Musicalmente lo sento molto lontano rispetto alle cose che stiamo facendo noi.
A livello concertistico siete stati piuttosto attivi negli ultimi anni, con dei concerti-evento come quello al Centrale rock Pub di Erba. Poi le cose sono tornate a girare anche discograficamente appunto con la pubblicazione del nuovo album. Come sono state le aspettative? I vostri fans vi hanno atteso?
Briegel: L’album “La Rivoluzione……” è stato accolto benissimo da pubblico e critica. I nostri fan erano lustri che aspettavano qualcosa di nuovo. Probabilmente non ci credevano più. Invece, alla fine, siamo riusciti a dargli musica nuova e, come sempre, hanno risposto alla grande. Devo dire che mi sono emozionato a leggere i loro commenti. I Tribali (mi piace chiamare così anche i fan) sono dei fedelissimi quasi come degli ultras. Gli voglio bene.
A livello concertistico, in che modo pensate di promuovere il nuovo album?
Briegel: Per ora causa Covid-19 siamo fermi. Nemmeno il release party abbiamo potuto fare. Appena tornerà la normalità inizieremo una serie di date.
Due parole sulla scena Indie Rock, da cui provenite. In precedenza avete avviato prolifiche collaborazioni con gruppi come Afterhours e Detonazione. Quanto è ancora vitale la classica scena Indie Rock degli anni ’90? Pensate vi siano nuove leve in grado di accogliere il testimone?
Briegel: Ti sembrerà strano ma io sono un metallaro cresciuto con Maiden, Saxon, Def Leppard, Metallica, Slayer, Anthrax, Judas Priest ecc. (grande \m/ NdR) e della scena indie non sono un grande conoscitore né un grande appassionato. Se per indie intendi roba come l’ultimo disco di Edda, non è roba che fa per me. La scena degli anni ‘90 è ancora viva e lo sarà finché i gruppi di quel periodo continueranno a suonare sia in Italia che all’estero. Mentre scrivo queste righe sto ascoltando One Second dei Paradise Lost 1997. I gruppi rock ci sono sempre stati da quando questo genere è nato. Il testimone degli anni ‘90 credo sia già stato preso e passato fra varie band ormai da qualche anno.
OK, siamo giunti alla fine dell’intervista. A voi i saluti finali.
Grazie Alessio per lo spazio concesso. Grazie ai navigatori del web che si fermeranno per qualche minuto a leggere qualche righe, soprattutto, se metallari.
Keep the Faith Alive
Briegel
Intervista raccolta da Alessio Secondini Morelli















