Freddy Delirio è un musicista di rilievo nel panorama metal mondiale, per la sua appartenenza agli storici Death SS, come compositore e tastierista. Da sempre coltiva progetti paralleli, prima gli H.A.R.E.M e poi Freddy Delirio & the Phantoms. Un monicker cambiato in Delirio & the Phantoms quando è stato imbarcato nel gruppo il giovanissimo e molto talentuoso figlio di Freddy, Chris. Un cambiamento che ha portato nuovo entusiasmo ad un gruppo che comunque aveva riscosso molto successo con “The Cross” del 2019 e “Platinum” del 2023.
La presenza del figlio, è per Freddy, che insegna musica e gestisce in prima persona uno studio di registrazione di ottimo livello (FP Recordings), motivo di grande soddisfazione e anche una costante fase di miglioramento e sviluppo della sua musica, pane quotidiano della famiglia, con il coinvolgimento del nonno Carlo, giustamente fiero di figlio e nipote. La citazione familiare non è fine a se stessa, perché “Strange Phenomena” è un concept album e si basa sulle presenze che aleggiano, secondo i Delirio, sulla casa di famiglia, che si trova nei pressi di Lucca.
Detto questo, aggiungo subito che “Strange Phenomena” è un grandissimo disco, una evoluzione intelligente e competente dei pur ottimi predecessori, che sviluppa un suono molto originale che richiama aspetti della musica elettronica tedesca e europea degli anni 70-80 che veniva racchiusa sotto la definizione di kraut rock.
La stessa cover, “Radioactivity” dei notevoli Kraftwerk, è una chiara indicazione della linea scelta per questo “Strange Phenomena”, che inserisce elementi molto innovativi su temi che appunto si rifanno al genere sopracitato, con personalità e qualità.
Il risultato è veramente degno di nota : in un contesto in cui spesso, nelle nostre recensioni, ci lamentiamo di essere di fronte a musica molto bene eseguita ma poco originale, qui sono presenti entrambi questi elementi, con un ricorso all’elettronica decisamente personale e di grande efficacia, secondo lo stile di Delirio, che volutamente non mette in primo piano la propria voce ma l’aspetto vocale è inserito in un contesto collettivo di grande resa sonora.
Ne è un folgorante esempio la title-track “Strange Phenomena”, dove suoni elettronici fanno da tappeto a una song molto evocativa, con un contrappunto ricorrente che pare intercettare un messaggio dallo spazio. Con “Haunted House” si torna al dark più convenzionale, con una grande progressione di suono, mentre molto bella è anche “Destined for Eternity”. Ha una certa solennità “Angel Door”, uno space-rock con venature dark in cui si sente una ottima propensione alla melodia, che trova la sua sublimazione nella sognante “Claire Moon”, il brano forse più intrigante del lotto, con un assolo di pianoforte di assoluto livello. La band è in grado di esplorare ogni terreno e gli effetti che vengono introdotti sono assolutamente funzionali alla resa sonora complessiva, come si sente bene in “Spectre”, che si caratterizza per uno straordinario assolo tastieristico profondo e ficcante. La chitarra, non particolarmente in evidenza nel full-lenght, trova il suo spazio in “Dinasty”, supportata da un tessuto ritmico dominato dal fraseggio di Chris Delirio. Ci sono tre strumentali, molto belli, dei quali uno, “Butterfly”, che confina con una new age di classe. “War” è il brano più aggressivo del disco, ha un incedere marziale che ricorda appunto le brutture della guerra, passaggio che rende ancora più attuale “Strange Phenomena”.
Per chi cerca qualcosa di nuovo, di fresco, ma profondo, è l’ascolto giusto.
Voto 8,5 / 10
Massimiliano Paluzzi
















