Anni fa iniziavo ogni recensione di dischi di questo genere sempre con una frase stereotipata, che suonava più o meno come “ecco l’ennesimo disco sfornato in serie dove la presenza di una female singer trasforma il (Power/Prog) metal di detta band in Symphonic Metal”. Se rispolvero lo stesso stereotipo di frase è soltanto perchè il disco ricalca lo stesso stereotipo sonoro. Ma iniziamo dalle info biografiche. Nascono come side-project di una cantante e di un polistrumentista/songwriter già attivi in altre bands passate e presenti. Questo è il loro primo album. Produzione standardizzata, arrangiamenti e composizioni tanto ben fatte quanto… intrappolate nei clichè e nel manierismo che è tipico del genere Sympho-With-Female-Vocals-Metal. Tutto ben eseguito ma anche stereotipato! La voce della cantante è uguale a mille altre, ve lo dico a priori. Insomma, un disco settoriale buono per i fan del genere… anzi per i fan dei CLICHE’ del genere. Se non vi garba detto genere, statene alla larga. Quello che a me dispiace mortalmente è vedere lo stereotipo uccidere il coraggio dell’originalità e della creatività… invece vorrei sentir parlare un po’ di più di Lisy Stefanoni e dei suoi Shadygrove e Evenoire… mah.
Voto: 5/10
Alessio Secondini Morelli















