E finalmente è arrivato il giorno. Dopo due anni di rinvii (causa la maledetta pandemia), rivoluzioni di line-up e cancellazione di band (e giornate, quella che doveva esserci il giovedì) gli organizzatori di questa splendida kermesse non si sono dati per vinti e hanno centrato l’obiettivo. Quindi prima di tutto bisogna fare i complimenti al Rock The Castle per non essersi perso d’animo e non aver mollato anche quando tutto sembrava remargli contro. La location del Castello Scaligero di Villafranca (meravigliosa costruzione edificata a cavallo tra il 1100 e il 1200) è senza ombra di dubbio una delle location più belle e suggestive in Italia (e nel mondo) per ospitare un evento di questa caratura. L’ampio cortile interno ed il suo prato hanno ospitato il folto pubblico presente, donando quell’atmosfera magica che solo i posti densi di storia possiedono. L’organizzazione poi è stata all’altezza della situazione disponendo di un nutrito numero di stand dove mangiare, un’area ristoro al coperto, un water point dove poter usufruire gratuitamente di acqua (per bere o rinfrescarsi, e vi assicuriamo che le temperature erano piuttosto elevate) due casse e zone per le bevande e, cosa da non trascurare, servizi igienici numerosi ma soprattutto puliti. Ci sono state le immancabili lamentele, ma di queste parleremo alla fine, non per puntare il dito, ma per cercare di dare una critica costruttiva in modo che il Rock The Castle non possa che migliorare. Ma veniamo alla musica, e che musica!
SADIST
L’onore e l’onere di aprire il festival spetta agli storici Sadist. Il gruppo genovese è perfetto per l’apertura in quanto la violenza sonora sprigionata da Trevor è compagni è un vero e proprio pugno in faccia. Il Techno Death/Thrash del nuovo singolo “Accabadora” con il suo inizio “soft” prepara l’assalto sonoro dei Sadist che nel tempo a loro disposizione ci pettinano per benino. Trevor visibilmente emozionato ringrazia a più riprese il pubblico (e conoscendo quello che ha passato sono state parole sincere e sentite), Tommy Talamanca si destreggia tra tastiere e chitarra in maniera egregia e la sezione ritmica è il solito rullo compressore. Quando “Tribe” chiude gli applausi dei presenti tributano il giusto merito ad una grande band.
Set List: 1. Accabadora 2. Sesons In Silence 3. One Thousand Memories 4. The Lonely Mountain 5. Tribe
GRAND MAGUS
I Grand Magus vengono dalla Svezia e sono attivi da un ventennio proponendo un buon heavy metal a tinte epic. Il trio di Stoccolma ci fece una buonissima impressione qualche anno fa in un festival al live di Trezzo e oggi hanno confermato quella impressione. Al di là dei problemi di suoni sul primo pezzo (“Gold And Glory”), la situazione migliora sensibilmente dalla successiva “Sword Of The Ocean”. Janne “JB” Christoffersson (cantante chitarrista) e i suoi due compagni ce la mettono tutta per rendere il pubblico partecipe (la formazione a 3 non è molto dinamica) fortunatamente i loro pezzi (“Steel Vs Steel”, “Iron Will” e la finale “Hammer Of The North”, su tutte) fanno immediatamente breccia nei presenti che sostengono calorosamente la band. Buona esibizione
Set List: 1.Gold And Glory 2.Sword Of The Ocean” 3.Ravens Guide Our Way” 4.Steel Vs Steel 5.Untamed 6.Iron Will 7.Like The Oar Strikes The Water 8.Hammer Of The North
DEATH SS
La storica band italiana si presenta sul palco indossando come di consueto il loro trucco orrorifico (da stimare immensamente visto il caldo). La nuova formazione di Steve Sylvester ci ha regalato uno “special show” con canzoni estratte solo dai primi 3 album (più “Zora” dal loro ultimo “Ten” e “Chains Of Death” da “The Story Of Death SS 1977-1984”). Uno Show intenso, teatrale, estremo, certe volte bizzarro, certamente stravagante come da loro marchio di fabbrica. I tre crocifissi sulle aste dei microfoni e uno sfondo infernale fanno da cornice, ma è la teatralità e il magnetismo di Steve a catalizzare le attenzioni del pubblico (tranne su “Zora”, “Horrible Eyes” e “Heavy Demons” dove fanno capolino sul palco due avvenenti ragazze, poco vestite e dagli atteggiamenti particolari). La band comunque è perfetta in ogni passaggio, con Freddy Delirio ottimo alter ego di Steve. Show tecnicamente e scenicamente al top, gradito dal pubblico e certificato dagli scroscianti applausi e dal continuo incitamento alla band. Bellissimo concerto di una band che ha fatto la storia dell’heavy metal tricolore.
Set List: 1.Zombie 2.Cursed Mama 3.Horrible Eyes 4.Chains Of Death 5.Zora 6.Baphomet 7.Family Vault 8.Inquisitor 9.Kings Of Evil 10.Heavy Demons
VENOM
Finalmente I Venom,. Non avevamo mai presenziato ad un loro concerto e a conti fatti è stato un grave errore. I padrini del black metal sono stati devastanti. Il vero mattatore della serata è stato senz’altro Cronos che possiede una personalità da vendere. Questi ci ha condotto tra malignità e invocazioni a Satana come un vero servo del demonio. Partenza fulminante con Black metal” (con pioggia annessa). Ferocissimi nell’approccio, un vero e proprio muro sonoro imponente. I Venom colpiscono duro senza un attimo di tregua. Grandissimi in “Bring Out Your Dead” (dall’ultimo cd), strepitosi nei grandi classici come “Welcome To Hell”, “Countess Bathory”, “Don’t Burn The Witch” e “One Thousand Days In Sodom”, resi ancora più potenti e maligni che su disco. Chiude, con un pubblico in visibilio, “In League With Satan”. Straordinari i Venom, inossidabili!
Set List: 1.Welcome To hell 2.Bloodlust 3.Bring Out Your Dead 4.LOng Haired Punks 5.Rip Ride 6.The Death Of Rock n’Roll” 7.Don’t Burn The Witch” 8.Dark Night (Of The Soul) 9.Buried Alive 10.Welcome To Hell 11.Countess Bathory 12.One Thousand Days In Sodom 13.In Nomime Satanas 14.Witching Hour 15.In League With Satan
BLIND GUARDIAN
Come non amare Hansi Kürsch e la sua band? L’esecuzione integrale di uno dei loro migliori album come “Somewhere Far Beyond” era già di per sé un motivo sufficiente per presenziare al loro live. Ma i Blind Guardian sono andati oltre le più rosee aspettative. Sin dall’attacco di “Into The Storm” abbiamo capito di trovarci davanti ad una vera macchina da guerra. Suoni perfetti, Hansi in perfetto spolvero (ha cantato in maniera divina) e la band insuperabile in ogni passaggio. In più il combo tedesco è amatissimo dal pubblico presente che conosce a memoria ogni singolo testo. I momenti topici sono sicuramente la riproposizione di “Somewhere Far Beyond” per intero (grande Hansi su “Black Chamber”), il pubblico su “The Bard’s Song (In The Forest)” e l’accoppiata finale “Mirror Mirror”, “Valhalla” che mette la parola fine al loro set. Che Dire? Prestazione immensa dei Blind Guardian, sicuramente nella Top 3 del festival.
Set List: 1.Into The Storm 2.Welcome To Dying 3.Time What Is Time 4.Journey Through The Dark 5.Black Chamber 6.Theatre Of Pain 7.The Quest For Tanelorn 8.Ashes To Ashes 9.The Bard’s Song (In The Forest) 10.The Bard’s Song (The Hobbit) 11.The Piper’s Calling 12.Somewhere Far Beyond 13.Mirror Mirror 14.Valhalla
MERCYFUL FATE
Battesimo di fuoco (per noi e per tanti fan accorsi) anche per quanto riguarda gli headliner di questa prima serata. La prima cosa che colpisce del set dei Mercyful Fate è l’allestimento del palco. Dominato da una enorme croce rovesciata, rappresenta, con le sue finte scalinate in marmo, la cattedrale del demonio, ottimamente interpretato (con tanto di maschera caprina) da King Diamond. La seconda (e non meno importante) sono stati i suoni mozzafiato e il singer danese in serata di grazia, in grado di passare dal suo tipico falsetto alla voce normale con estrema disinvoltura. In più il suo modo teatrale di muoversi sul palco (e i vestiti di scena) aggiungono un ulteriore pathos alle canzoni. Il resto dei compagni è poi perfetto nell’esecuzione lasciandoci a bocca aperta (specialmente Joey Vera al basso e Hank Shermann alla chitarra). Scaletta perfetta con brani estratti dai primi due album (“Melissa” e “Dont Break The Oath”) e dal primo Ep Omonimo. In più viene suonata “The Jackal Of Salzburg” un nuovo pezzo inedito. Si rimane estasiati dalle varie “Black Funeral”, “A Dangerous Meeting” e “Curse Of The Pharaohs e quando “Satan’s Fall” manda tutti a casa, la sensazione di aver assistito ad uno show storico si materializza in tutta la sua concretezza. Grandissimi Mercyful Fate ci avete fatto rivivere la storia del metal.
Set List: 1.The Oath 2.The Jackal Of Salzburg 3.A Corpse Without Soul 4.Black Funeral 5.A Dangerous Meeting 6.Melissa 7.Doomed By The Living Dead 8.Curse Of The Pharaohs 9.Evil 10. Come To The Sabbath Bis. 11.Satan’s Fall
Finisce qui la prima giornata del Rock The Castle, una giornata musicalmente super positiva che ha lasciato tutti i presenti davvero soddisfatti e pronti per rivivere ulteriori emozioni il giorno seguente.














































