di Maurizio Mazzarella
L’11 luglio 2026 il Sequoie Music Park di Bologna ha vissuto una delle serate più attese dell’estate per gli amanti del metal. Sul palco del Parco delle Caserme Rosse si sono alternati due nomi di assoluto prestigio della scena internazionale: i Blood Incantation e gli Opeth, protagonisti di un evento che ha saputo unire tecnica, atmosfera ed emozione.
Ad aprire la serata sono stati gli statunitensi Blood Incantation, ormai considerati una delle realtà più innovative del death metal contemporaneo. La formazione di Denver ha proposto un set potente e visionario, caratterizzato da continui cambi di atmosfera, passaggi psichedelici e improvvise accelerazioni estreme. Il pubblico ha accolto con entusiasmo la band americana, premiandola con lunghi applausi e confermando il crescente seguito conquistato negli ultimi anni.
Con il calare della notte è arrivato il momento degli Opeth, accolti da un’autentica ovazione. La band guidata da Mikael Åkerfeldt ha confermato ancora una volta la propria fama di formazione capace di trasformare ogni concerto in un’esperienza musicale completa, alternando con naturalezza violenza sonora e momenti di assoluta delicatezza.
La scaletta ha attraversato le diverse fasi della carriera del gruppo svedese, offrendo spazio ai grandi classici e ai brani più recenti. Le lunghe composizioni, ricche di cambi di tempo e raffinati intrecci strumentali, hanno catturato l’attenzione del pubblico dall’inizio alla fine, mentre la voce di Åkerfeldt ha saputo passare con disarmante naturalezza dai celebri growl alle melodie pulite che hanno reso inconfondibile il marchio di fabbrica degli Opeth.
Dal punto di vista scenografico, lo spettacolo ha puntato sull’essenzialità. Un sofisticato gioco di luci ha accompagnato ogni brano, creando atmosfere suggestive senza mai distogliere l’attenzione dalla musica. Proprio l’esecuzione impeccabile dei musicisti è stata il vero centro dello show, impreziosita da una qualità sonora che ha valorizzato ogni dettaglio delle complesse composizioni.
Il pubblico, composto da fan provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, ha seguito con grande partecipazione ogni momento del concerto, alternando il coinvolgimento fisico dei brani più aggressivi ai lunghi applausi riservati alle sezioni più intime e progressive.
Quella del Sequoie Music Park si è così confermata una delle tappe più significative dell’estate metal italiana, capace di riunire due delle band più apprezzate del panorama internazionale. I Blood Incantation hanno dimostrato ancora una volta di essere una delle realtà più interessanti della nuova generazione, mentre gli Opeth hanno ribadito il loro status di autentici maestri del progressive metal, regalando a Bologna una serata destinata a rimanere nella memoria degli appassionati.
















