Proposta black metal, vecchio stile da parte di questi Morguiliath, one man band ferancese, fondata da tal “Rat” nel 2004 che che dal 2004 al 2020 ha fatto uscire in modo autonomo un paio di demo. Nel 2020 esce il primo album per la Vacuum Tehiru Productions “Age of misanthropia human blood and chaos”, ora esce per Osmose productions questo “Occult sins, new unholy dimension” ed allo stesso tempo due altri progetti: uno con Meyhnach, molto conosciuto nell’ambiente black metal francese, progetto dal nome “Suicide circle” sempre sotto Osmose, ed un progetto solista dal nome Dhärnürgh che per ora è indipendente e quidni in autoproduzione.
Se debbo dire la mia… “Niente di nuovo sotto al sole” o forse “niente di nuovo nelle tenebre” per stare in tema. Stessa metodologia e scelte sonore di parecchie altre band black metal francesi. Un mix tra quello che è il suono scanidnavo ed un pizzico di “scelte personali” che sinceramente alla lunga non aiutano a digerire il lavoro.
Produzione ruvida, rustica e primordiale se vogliamo esser buoni. Abbozzata e banalmente prevedibile se dobbiamo essere trancianti. Basso praticamente non pervenuto. Batteria secca e parzialmente abbandonata a se stessa. Chitarre che anche loro abbandonate a se e con volumi casuali. Scream immancabile con il classico metodo di leggero riverbero e con volumi che sovrastano il resto della strumentazione. Post produzione pressoché inesistente all’urlo di “raw and dirty”, ma che sinceramente non si comprende fino in fondo fino a che punto sia scelta di stile e dove “mistificazione” di mancanza di idee e capacità.
Seppur l’appeal e l’attitudine ci sono, il risultato manca nel complessivo. Tutto pesantemente prevedibile ed alla lunga stufa. Dispiace dato che la band sono 18 anni che sta dietro a questo progetto e a questo modo di essere; ma ad una certa è palese che se non ci si vuole evolvere, si rimane in una nicchia sempre più piccola. Certo nicchia “elitaria” e di “pure evil” ma diventa una noia.
Va ammesso questo è un lavoro solo per gli amanti del black metal vecchio stile e con una quota di lo-fi parecchio alta. Ho faticato ad arrivare in fondo al platter, e sono solo quarantotto minuti, attanagliato dalla voglia ancestrale di chiudere e passare oltre. semplicemente perché era tutto mostruosamente prevedibile.
Giustifico il mio cinque e mezzo solo per un fattore di dedizione della band se dovessi ragionare di escusiva percezione sonora si andrebbe in basso di un altro punto. Sicuramente questo, ripeto, è un album per i soli cultori del balck vecchio stile.
Voto: 5,5/10
Alessandro Schümperlin















