Secondo album per questa band svizzera dal nome latino “Ad Infinitum”, originariamente nata come progetto solista della singer Melissa Bonny e poi diventata una band a tutti gli effetti, anche grazie al contratto firmato nel 2019 con la label austriaca Napalm Records.
Nel giro di diciotto mesi hanno pubblicato la “doppietta”: “Chapter I: Monarchy” (2020) e “Chapter II: Legacy” (2021) oggetto della presente recensione; la proposta musicale e’ un mix tra i Within Temptation di “Silent force”, gli Evanescence e qualcosa dei Temperance per via dell’ uso della doppia voce (in realta’ tripla per quanto concerne la band italiana).
Verso la fine degli anni 90′ – inizi 2000 c’erano band che emulavano gli Stratovarius, sulla scia dei quali sono nati i vari Sonata Arctica, Thunderstone, ecc…; passata quest’ ondata “power”, adesso e’ il turno delle “symphonic-metal female band” (sulla scia di Nightwish, Epica, W.T.,ecc…) che sono nate come funghi e alla velocita’ della luce.
Mettiamo le cose in chiaro, la voce di Melissa e’ molto gradevole, i brani sono farciti da “ritornelli” simil-pop dalla grande presa, risultano immediati, melodici ma non troppo commerciali, anche grazie alla voce growl maschile che fa da contraltare a quella pulita della Bonny.
La formula e’ certamente “vincente”, ma non “convincente”, in parole povere: niente di nuovo all’orizzonte.
Se in un mercato altamente inflazionato dal genere, una label come Napalm ha deciso di puntare su questa band, avra’ sicuramente visto del potenziale, al momento inespresso secondo me: per lo meno per quanto concerne il songwriting e l’originalita’.
Basta ascoltare il brano “Haunted” per trovare piu’ di una similitudine con la recentissima “Abyss of time” degli Epica, oppure le influenze degli Evanescence in “Afterlife”, pezzo che esalta la suadente voce di Melissa che per l’occasione canta in coppia con Nils Molin dei Dynazty.
Il disco si ascolta piacevolmente, scorre bene senza mai risultare “noioso”, in evidenza l’ottima produzione e la voce ammaliante di Melissa Bonny.
Giudizio finale: in attesa di una maggior “personalizzazione”, di un trademark specifico a loro riconducibile…”rimandati (metaforicamente) a settembre!
Voto: 7/10
Stefano Gazzola















