Ronny Munroe non è certo un nome che necessità di presentazioni, ex cantante dell’ultima re-incarnazione dei Metal Church e membro della macchina circense dei TRANS-SIBERIAN ORCHESTRA, da sempre delizia la scena heavy/power metal americana con la sua stupenda voce.
E la sua voce credo sia il fulcro di questa uscita targata Frontiers Records, il progetto dal nome Between Worlds dà alle stampe in questo inizio autunno del 2021 un album omonimo dove è tutto perfettamente confezionato a misura per Ronny e per gli ascoltatori.
Come altri progetti dalla nostrana Frontiers troviamo una formula che si è rivelata nel corso di questi anni decisamente collaudata e meritevole per aver dato “respiro” a voci e artisti che altrimenti non avrebbero potuto esprimersi e dare continuità alla loro carriera.
La questione sulla necessità di avere al giorno d’oggi progetti come questo è molto delicata, ma chioserò alla fine di questo articolo alcune mie semplici considerazioni personali.
Between Worlds è un album dove quasi tutti i pezzi rendono a pieno alla funzione del disco stesso, le canzoni sono tutte pregevoli e da segnalare sicuramente abbiamo: Between Worlds, These Walls, Times Of Change, Scent Of An Angel e Calm Before The Storm (che non è un riferimento al capolavoro dei DARE…lì eravamo su livelli artistico-musicali molto differenti).
In questi pezzi, come buona parte del resto dell’album, abbiamo una proiezione musicale creata ad doc per sorreggere la formidabile voce di Ronny Munroe, dalle parti rock a quelle metal, passando per i momenti più delicati ad esempio di Scent Of An Angel. Tutto questo dimostra la dinamica vocale di un gran cantante e ne sottolinea la capacità di rendere con la sua voce una album che, senza il suo talento, sarebbe solo un buon album di rock/metal melodico, dove le tastiere la fanno da padrone. Tastiere che sono suonate da Alessandro Del Vecchio (ormai onnipresente nella produzione della label italiana) che firma l’album anche come co-autore. Il resto della band, davvero ottima, presenta alcuni nomi importanti della scena di cui Ronny fa parte o di cui ha fatto parte: Pete Alpenborg e Jack Frost alle chitarre, Alex Jansen al basso e Michele Sanna alle batterie.
La loro performance sull’album è davvero ottima, tutto molto preciso…a tratti pure troppo…quasi tutte le strutture sono molto simili negli arrangiamenti, i suoni sono moderni e al passo con i tempi, molto cristallini. Tutta questa pre-confezionatura però lungo l’album incide in modo negativo, questo perché il progetto in realtà non è una vera band, gli elementi sembrano che suonino “a chiamata” e senza una verve o una spinta artistico-espressiva. Che ci siano loro o altri ottimi musicisti al loro posto non farebbe alcuna differenza. L’impressione generale è che ci sia molto “turnismo” in questo e altri progetti targati Frontiers. In generale il mood e le strutture dei pezzi ricordano molto alcuni progetti come quello di Robn McAuley e “svelano” la vacuità di tali dischi.
Perché allora ascoltare quest’album? Per avere nuovo materiale co-scritto e cantato in modo formidabile da Ronny Munroe ovviamente. Ma la musica è, forse, un’altra cosa…e per chi scrive è spesso una questione di espressione artistica e qui in questo Between Worlds vedo più un prodotto che andrà a saturare ulteriormente mercato ormai asfittico.
Per i fan del genere sarà un album da avere…per chi crede che la Musica sia un veicolo artistico a 360° e non di intrattenimento questo è un album da sentire sicuramente, ma forse non da collezionare.
Voto: 7/10
John Sanchez















