Dopo quasi 5 anni dall’uscita di “Too heavy too fly” ( primo album con i Vanexa per Pier Gonella e Andrea Ranfagni ) ,ecco finalmente il nuovissimo album “The last in black “ in uscita il 10/07/21 ( in occasione del loro concerto al Abracadabra Metal Fest che si terra’ nella splendida cornice di Villa Serra –GE ) per l’etichetta genovese Black Widow Records .
L’album si compone di 11 tracce ( ottimamente prodotte ) , alcune delle quali gia’ edite ( si tratta di nuovi brani resi disponibili dal 2019 sul loro canale Youtube ) : “My Grave” ( che affronta la tematica delle violenze domestiche ) , “Armless” ( ascoltata dal sottoscritto, in anteprima in sede live, cui segue il bellissimo video girato a Istanbul : https://www.youtube.com/watch?v=BvG9U1-ue2Y ) ed il rifacimento di “Hiroshima” qui disponibile nella versione cantata in inglese ( su Youtube era stata pubblicata anche cantata in italiano ).
Che dire….se il buongiorno si vede dal mattino …..dico questo perche’ queste due tracce avevano suscitato in me parecchia curiosita’ circa la direzione artistica che avrebbe preso il nuovo platter ( un plauso particolare per la copertina davvero bella !!! ).
Apre le danze “ The last in black”, brano hard rock dal gusto retro’ in pieno stile anni 80 ‘ ( una sorta di incrocio tra i Def Leppard e Whitesnake ) con un coro dove immagino gia’ il “Ranfa” puntare il microfono verso il pubblico per farli cantare “ Last in black !!! ….. Last in black !!! “
Segue la gia’ edita “ My grave “ , uno dei miei brani preferiti , dove e’ presente un giro di chitarra iniziale che mi ricorda il buon Iommi , anche qui siano su territori hard rock con un ritornello riuscitissimo e di grande impatto .
“Earthquake” si apre malinconica, con un bel arpeggio di chitarra elettrica/acustica ed un cantato che a tratti mi ricorda ( per espressivita’) “ Soldier of fortune “ , il brano e’ un mid-tempo di zeppeliana memoria e dalle varie sfaccettature : nella parte centrale , un bel giro di basso fa da preludio ad un finale interamente strumentale ( con parti di chitarra davvero ispiratissime )
“ No Salvation” brano di buona fattura , hard rock di vecchio stampo con alcuni passaggi di chitarra in stile “Voodoo Child “di Jimi Hendrix : ottima la parte centrale strumentale che precede e segue lo strepitoso assolo di chitarra ( un mix tra Malmsteen e Iron Maiden !! )
E’ l’ora della semi- ballad “ Perfect ! “ dove chitarre acustiche e piano accompagnano un ispiratissimo Ranfa autore di una prestazione con la P maiuscola , a ¾ del brano entrano in gioco tutti gli strumenti e le chitarre elettriche ( anche qui ottimo assolo ) prendono il posto di quelle acustiche ; il brano termina con il volume del cantato e degli strumenti in fade-out e con l’arpeggio di chitarra acustica che si sovrappone passando in primo piano : ottimo brano !!
“Armless” e’ il secondo brano “edito” ed anche il piu’ lungo in termini di minutaggio dell’intero disco : inizio strumentale dal mood “arabeggiante” per quella che e’ una sorta di “kashmir” nostrana : ) ; anche qui come per “Earthquake” i ¾ della traccia sono strumentali, ottimo lavoro di tutta la sezione ritmica e un plauso particolare all’intreccio delle due chitarre nel tessere le loro trame “orientali”
“Dr.Strange” : non so se il brano si riferisca o meno al supereroe Marvel , ma anche qui siamo al cospetto di un roccioso e melodico Hard rock tipico del Vanexa’s sound
“Dead man walking “ mi ricorda l’hard rock proposto da Slash , quello attuale dell’ era Myles Kennedy per intenderci , anche in questa traccia un plauso particolare a tutta la sezione ritmica , applausi !
“Like a Mirage “ si apre con un riff di chitarra che sembra annunciare oscuri presagi ( nel senso buono del termine ! il brano sembra andare in una direzione musicale , invece vengo tratto in inganno !! ) , salvo poi aprirsi in maniera “ariosa” in un brano di matrice rock vecchio stampo.
“I don’t care “ altro esempio di hard rock settantiano , un mix tra Led Zeppelin e Deep Purple dove spicca l’eccellente guitar-work e con un solo di chitarra che farebbe rabbrividire lo stesso Blackmore: il brano piu’ corto presente e al tempo stesso quello che mi ha entusiasmato meno ( senza offesa ).
Chiude il disco il remake ( terzo brano “edito” ) di “Hiroshima” , il brano piu’ veloce dell’intero platter dove il Ranfa sfoggia tutta la sua bravura ( io avrei osato ancora di piu’, come fa in sede live quando gli strizzano le p….) ; la versione cantata in italiano dovrebbe essere presente come ghost-track nell’edizione cd destinata alla vendita.
Che dire , un grandissimo ritorno che segue quanto di buono fatto con il precedente album , se amate l’hard rock genuino , quello scritto con il cuore ( e non con e per il portafoglio ) , se apprezzate la band ligure ( quasi dato che il cantante e’ fiorentino) , acquistatelo ad occhi chiusi che non ve ne pentirete !!!!
Voto: 8/10
Stefano Gazzola
















