A pochi mesi dall’uscita dell’ultima fatica discografica “Dystopia”, la band procede alla ripubblicazione , attraverso la propria etichetta Northpoint productions , del cd “Paper Blood” uscito originariamente nel 2005 per Frontiers records.
Il disco versione 2021 e’ pressoche’ identico all’originale , non si tratta di una versione remixata o ri-masterizzata , presenta pero’ 4 bonus tracks ( in parte gia’ edite ) : Day In Day Out , One By One (nuove versioni ) , Never Give Up e Paper Blood ( prese da “live 2006” ) ; non e’ dato sapere se le due nuove versioni di Day In Day Out e One By One siano con John West alla voce in quanto non sono presenti nel promo in oggetto.
Il disco apre le danze con “Break your chains” :dopo un inizio simil-celtico condito da un rullare di tamburi , ecco arrivare l’acuto sparato di John West a cui segue il tappeto tastieristico del “Malmsteen” dei tasti d’avorio Andre’ Andersen a tessere la classica trama di un up-tempo decisamente riuscito : uno dei brani migliori del cd in oggetto !
Segue “Not my kind” , brano hard rock “settantiano” che presenta varie sfaccettature: si passa da parti piu’ cadenzate dove si rimanda ai Deep Purple ( con l’hammond-sound di Andre’ a farla da padrone ) a passaggi piu’ veloci tipici della discografia della band danese , risultato che centra il bersaglio !
“Memory lane “ inizia con una tastiera malinconica per poi sfociare in un drumming a tratti progressive : e’ il preludio ad un brano interamente strumentale dove c’e’ alternanza di solos tra chitarra e tastiera; pur non apprezzando eccessivamente i brani strumentali , questo risulta piacevole.
“Never give-up” e’ un classico up-tempo in stile Royal Hunt , brano sulla falsa riga di “Surrender” ma molto piacevole ; “Seven Days” delizioso mid-tempo dove ho particolarmente apprezzato l’uso dei cori in pieno stile “ Paradox” con la voce di Maria Mc Turk in primo piano.
E’ il tempo della seconda traccia strumentale del disco “SK983” ( discreta ma nulla di trascendentale ) ; “Kiss of faith” canzone che spiazza con un’inizio in stile country ma che poi si apre in un bel coro anthemico , forse un po’ troppo radio-oriented .
E’ il turno della title track” Paper blood “ , altro up-tempo in pieno stile Royal Hunt che presenta un John West sugli scudi ( nella parte centrale che fa da preludio al solo di chitarra , e’ artefice di un’interpretazione a tratti teatrale ) , un up-tempo che presenta il riff di chitarra piu’ “heavy” dell’interno album : brano non particolarmente originale ma che amo da sempre .
Siamo arrivati alla penultima traccia ( bellissima per me ) “ Season’s change “ , canzone malinconica che presenta un refrain dal grande impatto emotivo ( che cantante che e’ John……prestazione da brividi ! ) : questa canzone , ancora oggi , mi fa letteralmente venire la pelle d’oca quando l’ ascolto. Il brano migliore dell’intero disco : applausi !!!!!!
Piccola curiosita’ , questo brano era stato scelto da fare cantare a Mark Boals nelle audizioni per entrare nella band ( essendo questo l’ultimo disco con John West alla voce ….e che voce !!! ) .
La conclusiva “ Twice around the world “ altra traccia strumentale ( la terza ! ) mid/up-tempo dove troviamo vari cambi di passo : dalle accelerate in doppia cassa , ai passaggi progressive con tanto di solo di chitarra blueseggiante ; brano che esalta tutta la bravura dei musicisti coinvolti ( trattasi del brano piu’ lungo del disco…un po’ duro da digerire per me che non amo troppo i brani interamente strumentali ).
Paper Blood e’ l’album che contiene piu’ brani strumentali in assoluto della loro intera discografia, nel complesso un bel disco, con un John West sugli scudi !
Voto: 7,5/10
Stefano Gazzola















