Quarto volume e quarta recensione. Cosa particolare è la band che andiamo a recensire; gli Stöner. Per voi potrebbe non dir nulla, proviamo a dire la band da chi è formata: Brant Bjork, Nick Oliveri e Ryan Güt. I primi due sono ex membri dei Kyuss.
Per il primo andate qui e per il secondo qui ed il terzo volume qui.
Come già detto troverete i rimandi dei precedenti live.
Sette brani di stoner, di nome e di fatto, la mano e la voce dei primi Kyuss si sente e parecchio. Strutture sonore minimali, ossessive e sinuose a cavallo tra blues e rock “desertico”. Il basso è particolarmente saturo e distorto, la batteria è troppo “secca” per quello che concerne il rullante arrivando quindi ad esser leggermente invasiva per l’ascoltatore medio. La chitarra è leggermente in secondo piano, quasi a fare una scelta opposta del normale per tenere in secondo piano la chitarra. Sia chiaro si fa vedere durante gli assoli, mentre per le parti ritmiche abbiamo il basso in primo piano con voce e batteria.
Brani medio-lunghi che restano in linea con le durate delle precedenti tre proposte, con lo stesso appeal e la stessa attitudine. Volendo anche con una certa dose comune di malia e di lisercica attività.
Anche in questo caso le scelte da banco regia sono interessanti e tutt’altro che scontate per un live di questo tipo. Rispetto agli altri live le scelte di banco di registrazione sono particolari e di molto differenti. Come già fatto presente troviamo la batteria con una punta alta, con poche basse sul rullante; per il resto della batteria le scelte sono interessanti, persino le code dei piatti sono “giuste” e non eccessivamente lunghe. Il basso saturo e distorto che fa da padrone ed una chitarra altrettanto distorta ma che resta leggermente indietro. Le voci hanno un livello di eco e di riverbero corretto e che non disturba.
Questa nuova forma dei Kyuss è molto interessante, e brani come “Stand down”, “Own the blues”, “Evel never dies” e “The older kids” che vi daranno la dimensione di ciò che vi ho scritto fino ad ora. Come sempre vi consiglio di ascoltare tutti e cinque i volumi, ma di dare particolare attenzione a questo lavoro che permette di farvi comprendere, se non avete già fatto, ascoltando i lavori degli Stöner.
Concludendo quarto centro per la label che ha deciso di fare questo quintuplo album. Per gli Stöner buona prova e buon lavoro. Certamente un lavoro che potrà essere apprezzato in modo massiccio dagli amanti dello stoner, del rock psichedelico e di un certo lavoro che non è certamente il meccanismo di muscia “usa e getta”.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















