Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati. “Live in Mojave desert vol 3”.
Ora è il tempo degli “Spirit mother”, per il primo andate qui e per il secondo qui come per le precedenti le parti comuni le troverete li, per quello che compete invece la band si parte ora:
Gli Spirit Mother sono altra band con influenze anni settanta e di un certo tipo di psichedelia, sotto un certo aspetto vicino ai Nebula, con una malia ed un approccio alle composizioni piuttosto oscuro; ma se i primi si rifacevano ad un certo doom, qui abbiamo l’approccio più “lagunare”, seppur comunque con soventi momenti di rallentati e di ossessivi ritmi marziali, e più vicino al blues del delta del Mississipi con l’aggiunta di un basso particolarmente distorto e saturato, che è in ottima compagnia di una chitarra altrettanto mefistofelica e con l’aggiunta di alcune risoluzioni di archi.
Volendo a tutti i costi riassumere in una frase il tutto direi della psichedelia rallentata con un approccio stoner.
Anche in questo caso le scelte da banco regia sono interessanti e tutt’altro
che scontate per un live di questo tipo. PEr ora di tutti i live della serie per ora avrei preferito delle scelte differenti da mixer. Sia chiaro sono comunque piuttosto buone, gli unici dubbi sono legati alle scelte di infarcire pesantemente di echi e di riverberi il tutto che talvolta possono risultare eccessivi.
Per il resto buona la prestazione di tutti gli strumenti e l’inserimento nelle composizioni di questo violino particolarmente “cattivo” rende il tutto molto curioso ed ammaliante.
Da questo terzo volume, composto da dieci tracce come il precedente, ho trovato estremamente interessanti “My head is sinking”, “Ether” , “Premonitions”, “Black sheep” e “Dead cells”.
Come uso vi consiglio di ascoltare questo lavoro che ne vale la pena, come del resto gli altri capitoli.
Rispetto agli altri è per ora il live più sottotono, seppur un buon lavoro pecca di certe scelte di mixer e di post produzione che vanificano parzialmente il senso del live. A conti fatti poteva esser un “banale” album da studio e non un live vero e proprio. Purtroppo non si percepisce il “fattore live” dalle tracce, o quantomeno non lo percepisco io. In ogni caso lavoro più che sufficiente e sta nel mezzo degli altri, per ora, live che ho ascoltato.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin
















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