I Pentesilea Road sono una band progressive metal italiana, o per meglio dire è una realtà multinazionale viste le provenienze e le attuali residenze di alcuni dei partecipanti al progetto. Hanno pubblicato il loro primo album omonimo alla fine di febbraio in formato digitale. Attualmente sappiamo che la band ha deciso di poter stampare anche il CD, ed è ordinabile direttamente dalla band. Inoltre il materiale è stato composto e registrato in prima battuta da Vito F. Mainolfi, il creatore di questo progetto, già nel 2019.
Per spiegare meglio la situazione i musicisti partecipanti al progetto hanno imparato i loro brani a distanza. Inoltre, sappiate che Ray Alder e Mark Zonder (membro uno ed ex l’altro di Fates Warning) hanno preso parte al progetto in alcuni brani. In aggiunta troviamo Alfonso Mocerino(Temperance, e molti altri progetti) e Michele Guaitoli (Visions of Atlantis, Temperance), Paul Prins(in un cameo jazz in “Give them space”), Lorenzo Nocerino ed Ezio Di Ieso.
Non sono un grande estimatore del prog metal, ma va detto che questo album è molto più che un semplice “album di prog”; è un album di musica ottimamente composto e proposto.
Una batteria interessante e piena di groove, Basso e chitarre ben suonate, ma alcune distorsioni della chitarra le ho digerite poco e probabilmente sarebbe stato meglio cercare delle altre tipologie effettistiche. Voci ottime, che riescono a dare un buon risultato in ogni fronte; I synth e le tastiere sono interessanti, presenti ma non opprimenti.
La produzione è molto curata e da la possibilità di poter apprezzare le sfumature degli strumenti che si intrecciano nelle composizioni, ma forse ci sarebbero potute essere delle dinamiche, probabilmente più per le registrazioni che non la post produzione, per poter dare una resa più importante. Le voci si alternano a brani strumentali dando comunque un senso di connessione tra i vari pezzi e senza facendo mancare il mood ed i feeling. Musicisti di livello assolutamente alto e con una produzione buona, ripeto, direi anche ottima per essere un esordio.
Dodici brani di media lunghezza, o meglio undici con una bonus track, che non sono assolutamente scontati e neppure banali. “Stains”, “Noble art”, “Shades of the night” in tutte e due le versioni sia con Guaitoli che Adler alla voce, “A tale of dissidence”, “Genus loci” e “Stranded” sono i brani che mi hanno colpito pesantemente.
Come sempre vi invito a prendere l’album e ascoltatelo in modo da farvi la vostra personale classifica delle top songs; ne vale la pena
A conclusione di questa mia vi direi sinceramente che questo esordio di Pentesilea road è un buon inizio, ci sono fasi e margini di miglioramento, ma per un esordio abbiamo un buon lavoro. Non ultimo il fatto che il progetto a distanza, come accennato ad inizio recensione, non è sempre immediato e di facile gestione, per cui un minimo di tolleranza in più ci va.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















