Ciao Alex, benvenuto su Giornale Metal!
Ciao Sonia, Innanzitutto grazie per questa intervista. Un caro saluto a te e ai preziosi lettori di Giornale Metal.
Beh prima di tutto, parlaci di te. Chi sei? Qual’ è il tuo background e come sei finito a Los Angeles?
Sono Alex Cole, showman, cantante, chitarrista e compositore, conosciuto nell’industria della musica Rock a livello internazionale. Scrivo musica Power Rock, amo unire il Blues con il Rock ottenendo i suoni classici degli anni settanta e ottanta. Sono un rocker e ho sempre voluto fare Rock’N’Roll. E’ stato importante andare negli Stati Uniti e lavorare con il meglio del meglio in questo genere musicale. Sono originario della provincia di Milano, ma sono partito nel 2014 perché in Italia, anche se stavo facendo una carriera di successo sia nella musica che nel circuito teatrale e televisivo, non ero felice e non mi sentivo libero. In Italia il tipo di musica che fa profitto è romantica, dolce e lirica. Oggi anche latina, trap e hip hop. Vocal coach e produttori mi stavano preparando per diventare una pop star, a cantare perfettamente, e solo in italiano. Il Rock’N’Roll non funziona quando canti in italiano. “Johnny B. Goode” in inglese suona benissimo, ma in italiano suona strano. È come guardare un film originale con i sottotitoli o doppiato. Quindi, sono andato in America. Il mio primo giorno a Los Angeles sono stato in uno due dei clubs più famosi del Sunset Strip, Whisky A Go Go e Viper Room. Sono felice di poter dire che in futuro ho suonato in quei clubs molte volte. Un altro dei più famosi locali di Hollywood dove tutti i musicisti si incontrano è The Rainbow Bar & Grill. Li ho conosciuto Mario Maglieri, nominato “The King Of The Sunset Strip”. Da un “Ciao!” scambiato da entrambi abbiamo iniziato a parlare e mi ha raccontato storie incredibili come quando fece suonare al Whisky a Go Go leggende come The Doors, Jimmy Hendrix, The Who, Janis Joplin e Led Zeppelin. Mi ha chiesto se poteva ascoltare alcune delle mie canzoni che ho riprodotto dal mio telefono, e la sua reazione è stata: “Wow! Non ascolto questo tipo di musica da trent’anni! Questa è la musica che ha reso il Sunset Strip famoso. Questo è il suono che ha costruito The Rainbow, The Whisky e The Viper Room”. Poi mi ha chiesto: “Ti piacerebbe suonare al Whisky a Go Go domani sera?” Ho detto subito di si, dopo avere raccolto la mascella dal tavolo. Prese il telefono, e con una chiamata mi assicurò una data al Whisky per il giorno seguente. Ho passato molti pomeriggi con Mario e ogni giorno è stato un regalo. Era un uomo speciale che amava quello che faceva. Era generoso e divertente. E per qualche motivo voleva aiutarmi. L’ultima volta che l’ho visto, mi ha detto: “Figliolo, ce la farai. Continua a suonare.” È morto qualche anno fa e mi manca davvero. Quella prima volta che mi ha offerto l’opportunità di suonare al Whisky, non avevo una chitarra. Andai il giorno stesso in un banco dei pegni e comprai una bellissima chitarra da $250, che custodisco ancora oggi. Bene, Il giorno dopo suonai al The Whisky a Go Go ed è stato un sogno che si è avverato.
Il genere musicale che proponi è “Power Rock”, il quale riprende da quella tradizione di band come AC/DC, Van Halen ma anche Ted Nugent con cui tu hai intrapreso un tour e ne parleremo dopo, che fanno del Rock N’ Roll più energico, il loro mantra. Un tipo di approccio al Rock che oggi E’ quasi sparito…
Sono cresciuto a pane e musica ascoltando alcune delle grandi band come AC/DC, Ted Nugent, Deep Purple, George Thorogood, ZZTop, Motley Crüe ecc. Andavo ai loro spettacoli e tornavo a casa con la voglia di scrivere ed eseguire musica con la stessa energia e attitudine. In USA ho trovato il mio vero io. Non mi veniva più detto di essere qualcun altro. Ero libero di essere Alex Cole. Non sono mai stato cosi tanto a mio agio. Questo è davvero il motivo per cui la mia musica suona così come la si ascolta. Amo il Rock’n’Roll e voglio mantenere la sua la torcia accesa. E’ la musica che è presente anche in molti film. È la colonna sonora delle nostre vite. Questa è la musica che scrivo. Ted Nugent con la chitarra riesce a mescolare il Rock’N’Roll con il Blues facendone scaturire una miscela adrenalinica di puro Hard Rock. Rimasi estasiato quando lo vidi dal vivo a Londra nel 2009, emanare un’incredibile ondata di energia e potenza. Così come AC/DC mi hanno ispirato a scrivere Power Rock e dare un senso ai miei racconti. Bon Scott e Brian Johnson non stanno solo cantando, ma ci raccontano storie, e tutti ricordano le loro canzoni. Questo è anche ciò che ispira la mia qualità vocale. Non cerco di cantare alla perfezione, mentre canto butto fuori tutto me stesso, con tutta l’anima. A volte mi trovo a muovermi come James Brown. A James importava molto del groove, e io mi sento allo stesso modo. Il mio corpo si abbandona al ritmo, e lo spirito della musica prende il sopravvento.
Come abbiamo dato la notizia qua sul nostro giornale, un tuo pezzo “Bad Boy Rocker”, Ë stato inserito nella colonna sonora di “Senior Moment”, nuovo film di Giorgio Serafini (in sala in America lo scorso 26 marzo). E’ uscito il video clip ufficiale che include anche alcune scene del film. Come sei arrivato a iniziare questa collaborazione? Conoscevi già Giorgio?
Di recente ho aperto la mia publishing company, “Unleash The Beast Music Publishing”. Ho fondato questa compagnia per poter avere il controllo delle mie canzoni. “Bad Boy Rocker” è la storia di una rock star. È l’immagine che tutti hanno in mente quando pensano a un rocker. Quando la scrivevo pensavo proprio ai gloriosi tempi di un vero frontman selvaggio come Bon Scott, di come potesse divertirsi sul palco e quanto fosse eccitante suonare dal vivo ed essere ricercati da tutte le ragazze. La mia canzone si presenta a tutto volume nella scena in cui William Shatner, proprio come una rock star, sta conquistando Jane Smart alla guida di una BMW coupe in una guida in pista. Sono orgoglioso che “Bad Boy Rocker” faccia parte della colonna sonora di “Senior Moment, un fantastico film con stars di fama internazionale come William Shatner e Christopher Lloyd. Dopo aver terminato con successo un tour di supporto a Ted Nugent, ho sentito che Giorgio Serafini voleva girare un videoclip con me. Ero molto emozionato. Sono onorato di collaborare con un regista straordinario come Giorgio, ci siamo divertiti molto sul set. L’amico Rocco Nugent, il figlio di Ted, ha partecipato come guest star, la cui presenza ha dato un tocco di profondo spirito alle riprese. Film e video sono prodotti da Gina G. Goff e Screen Media Films. Sono fortunato di fare parte di un team stellare. Sono anche orgoglioso perché la bravissima Laura Karpman, vincitrice di un Emmy Award, ha scritto la colonna sonora di questo film. Hanno contribuito alla realizzazione di questo video l’occhio artistico del filmmaker Giovanni Moriconi, la talentuosa attrice Jordyn Cox, e i musicisti Micheal Risucci al basso e Lee Piatelli alla batteria. Sono molto felice del successo che sta ottenendo il film “Senior Moment”. Il video sta ricevendo molti commenti positivi anche su IMDb e sul mio canale YouTube.
Nel 2019 sei stato chiamato come chitarrista solista da “The Madman”, sua maestà Ted Nugent. Un’autentica leggenda del Rock americano. Un sogno che per te si E’ avverato. Quando ti ha contattato cosa hai provato? Hai rischiato uno svenimento o hai fatto come Eddie Van Halen che riaggancia due volte il telefono in faccia a Quincy Jones ( 😀 )?
Ho avuto il privilegio di essere Special Guest di Ted Nugent per sette date tra California e Arizona durante il suo tour “The Music Made Me Do it Again!” 2019. E’ stato un grande successo. I fan di Ted Nugent sanno cosa vuol dire Rock’n’Roll. È stato fantastico suonare per così tante persone ad ogni spettacolo e percepire il loro amore per la mia musica. Ted Nugent è sempre stato una grande fonte di ispirazione per me, ora sono ancora più ispirato dopo averlo visto esibirsi in tutta la sua forza in due ore di spettacolo ad alta energia show dopo show. Il tour includeva due spettacoli consecutivi al The Coach House a San Juan Capistrano. Dopo il primo spettacolo mi sono trovato in camerino con Ted a parlare di musica, concerti e chitarre. Ero affascinato nel sentire le sue storie e mi ha fatto piacere quando mi ha detto che adora la mia musica ed era davvero felice di avermi in tour con lui, facendomi sapere che avrebbe voluto fare altri show insieme in futuro. Il giorno dopo fui chiamato per tornare nel suo camerino, questa volta perché voleva che facessi una foto con lui e la sua band. Ero oltremodo elettrizzato. Un paio di giorni dopo mi hanno avvisato che la stessa foto era stata condivisa sui suoi social insieme a parole gentili dallo stesso Ted Nugent: “This young Alex Cole rocks the house every night! Keep your eyes and ears out for Alex Cole. He is the real McCoy!”. Sono stato lusingato da quello che ha detto. Sento una connessione genuinamente musicale tra di noi. Ho sentito molto il supporto dalla comunità musicale di Los Angeles. Prima e dopo il tour con Ted Nugent ho avuto concerti a Los Angeles ed è stato magnifico poter ricevere complimenti da musicisti con cui facevo le jam dire che avevo coronato un sogno. Quasi non me ne rendo conto ancora adesso. Ti regalo una perla, la prima chiamata da Ted Nugent avvenne nel 2017 dopo averlo conosciuto a Dallas in Texas al “Dallas International Guitar Festival”. Atterrato a Los Angeles dopo quel weekend incredibile avevo ancora la valigia da disfare quando squillò il telefono: “Ciao, sono Ted Nugent, sto parlando con Alex Cole?” il mio corpo incominciò a vibrare e non potevo stare fermo: “Si sono io, per caso è uno scherzo?” Ted: “Si sono io! Hey Alex, volevo dirti che è stato un piacere conoscerti e non vedo l’ora di poter fare una jam insieme!”, un momento incredibile e indelebile nella mia anima.
Tu hai collaborato anche con artisti italiani come ad esempio Maurizio Solieri. Quanta differenza c’è tra il modo di lavorare e vedere la musica in Italia e negli States?
Il mitico Maurizio Solieri mi disse che ero il piccolo Ted Nugent, ci aveva visto lungo! E’ stato fantastico poter aprire per un pilastro della musica italiana cosi come al grande Pino Scotto, e ho avuto il piacere di collaborare all’ultimo disco dell’amico rocker Dario “Kappa” Cappanera (Strana Officina) registrando in chiave riarrangiata uno storico brano dei Mountain “Mississippi Queen”, che abbiamo poi suonato insieme sul palco a Pisa. Ho avuto il privilegio di essere stato invitato a suonare con Tony Currenti, primo batterista degli AC/DC, che registrò l’album “High Voltage”. Una persona umile e meravigliosa. Suonare in Hollywood in clubs come Whisky a Go Go e Viper Room è stata una grande opportunità e al tempo stesso una vera impresa. Ci sono delle regole tecniche e contratti da rispettare. Non c’è il privilegio di potere fare un soundcheck, ti devi presentare mezz’ora prima del concerto e avere tutta la strumentazione pronta prima di salire sul palco. Ho trovato cosi la modalità linecheck un metodo disciplinare serrato ma funzionale perchè in una serata ci sono due o tre gruppi e non ci deve essere tempo morto tra una band e l’altra, per non fare annoiare e andare via il pubblico. Ci sono sia fonici di palco che fuori palco che ci aiutano con i suoni e luci. E’ stata una palestra che mi ha preparato ad ogni evenienza, come per esempio procurarmi un orologio a numeri grandi da posizionare sul palco accanto alle spie, per non andare oltre il tempo a mia disposizione anche nel tour con Ted Nugent. Ora ho un team che mi aiuta, questo mi permette di essere rilassato e pensare al mio show. I social media sono anche molto importanti perchè li sfrutto facendo sapere ai miei fans dove possono vedermi al mio prossimo spettacolo. Sono sicuro che anche in Italia ora le band usano i social per questo motivo e per promuoversi. In questi anni ho collezionato una lunga lista di fidati e esperti fotografi, e giornalisti che si sono appassionati alla mia musica e puntualmente vengono ad immortalare e scrivere bellissime recensioni dei miei concerti, quando si dice teamwork, lavoro di squadra!
Ho avuto modo di vedere alcune tue performance live su Youtube e hai un modo di suonare e porti sul palco in una maniera veramente energica. Io credo che oggi nel 2021 il Rock abbia ancora bisogna di musicisti come te che ci mettono passione e impegno. Cosa ne pensi?
Per sopravvivere ai miei concerti ad alta energia e rimanere in ottima forma fisica, richiede organizzazione, tecnica e disciplina. Mi alleno tutti i giorni e mangio sano e pulito. Le persone mi contattano e mi dicono che per loro sono un’ispirazione, mi chiedono consigli su come faccio ad essere allenato, e questo mi appassiona ancora di più. Circa quattro anni fa ho iniziato a saltare la corda combinando esercizi a corpo libero e HIIT per bruciare più grasso, mantenere la forza e divertirmi. Posso saltare la corda per quaranta minuti, bruciare cinquecento calorie e non pensare a nient’altro. E’ una delle mie tecniche di meditazione. Compongo, mi esercito molto sulla chitarra e armonica; inoltre gestisco il mio sito web, comunicati stampa, la mia music publishing company e social media. Può essere travolgente, ma quando sei un artista dai il massimo per quello che fai. A dodici anni ho iniziato a cantare nei locali di Milano. Non ero abbastanza grande per alcuni clubs; mi lasciavano esibire e poi dovevo andarmene con i miei genitori. Sono stato anche un attore e ho sempre amato la commedia. Sono una persona molto attiva e mi piace fare, non aspettare. Questa è la mia personalità. Lo faccio a modo mio. Ho molta energia. Mi sveglio ogni mattina e mi concentro immediatamente su cosa posso fare per portarmi al livello successivo. Quando vedi il mio spettacolo non aspettarti di vedermi suonare un assolo guardando le mie dita, assicurandomi che ogni nota sia corretta, è noioso per me. Non lo considero potente come lo spirito del Rock’n’Roll. Quando canto guardo le persone negli occhi. I miei assoli sono un momento di pura energia per me e per il pubblico. Il mio show è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, perché mi sto nutrendo dell’energia della gente e loro si stanno nutrendo della mia. Quando guardo i miei video mi vedo saltare sui monitor, correre sul palco, interagire con il pubblico, ballare come Elvis Presley. Onestamente non ho mai pianificato niente di tutto questo. La musica mi seduce, quando entro in scena sul palco essa prende controllo di me ed è come andare in trance. Non è una scelta. È quello che succede quando si ha la libertà di suonare la propria musica.
Tu non ti limiti al semplice suonare, ma componi anche i pezzi e sei anche cantante, il che ti rende un artista poliedrico e non un semplice turnista come tanti. Ti dai da fare?
Quando ero un ragazzino non ero un bravo studente in musica, questo perché la musica che mi insegnavano col flauto non mi interessava. Poi ho visto il film dei Blues Brothers e ho sentito per la prima volta un suono soul potente e penetrante. Ho visto la luce! Non riuscivo a togliermi quel Rhythm’n’Blues dalla testa. Mi sono reso conto che la musica è più delle semplici note che suoni, è sentimento, spirito e ritmo. Mi piace un po’ di narrazione nelle mie canzoni, raccontare delle storie. Posso trasformare qualsiasi esperienza buona o cattiva in un brano, in modo positivo. Mi piace scrivere musica su donne che sono forti, persone che credono in se stesse. Sono fortunato di fare ogni giorno quello che voglio. La responsabilità del mio successo è determinata dalla quantità di energia che do alla qualità del lavoro che svolgo ogni giorno. Quindi mi piace pensare alla musica, non c’è mai un momento in cui non vi siano note, motivi, melodie nella mia testa. Non mi sveglio pensando “Oh no devo andare a lavorare!” Ma sono ispirato perché lavoro su ciò che amo fare ogni giorno, e penso che le persone possano sentirlo quando ascoltano la mia musica e vengono ai miei spettacoli. Il ritmo mi introduce alla dimensione della canzone che voglio creare. Lascio che l’ispirazione scorra fluida senza limitazioni. A volte una canzone nasce da un groove di batteria che ho nella testa, oppure quando suono con la mia chitarra creo prima il riff e poi ritornello o viceversa, o su una progressione di accordi. I testi vengono sempre per ultimo, quando ho arrangiato e completato le musiche. Ho un disco nuovo pronto. Sono davvero contento del risultato e dell’incredibile lavoro che è stato fatto. Ha visto la luce dopo quasi 2 anni di lavoro incessante. Sono sollevato che sia finalmente completo. Credo davvero in questo album, rilascia una pura energia Power Rock e sono grato per i fantastici musicisti che hanno contribuito e suonato in questo album che è stato registrato mixato e masterizzato da ingegneri fantastici presso i Clearlake Studios di North Hollywood. Sono anche grato che Rocco Nugent ha voluto partecipare in una delle canzoni presenti nel disco.
Paradossale come tu sia conosciuto più all’estero che in Italia e purtroppo non sei l’unico. Nel tuo caso come nel caso di altri grandi musicisti professionisti dell’ambito Rock e Metal italico, la famosa frase “nemo profeta in patria” ti si addice molto. Ti senti un po’ estraneo a casa tua?
Recentemente ho avuto l’onore di essere ospite del mitico Mark “The Animal” Mendoza (Twisted Sister) nel il suo Talk Show in diretta da New York. A Los Angeles sono stato invitato e insignito di vari riconoscimenti tra cui il “Make Music Day”, un evento mondiale che celebra la musica, tenutosi lo stesso giorno in più di 750 città in 120 paesi in tutto il mondo, e invitato a suonare cinque anni consecutivi al “Lotus Festival” dove sono stato riconosciuto dal sindaco di Los Angeles per aver contribuito a rendere la città un posto migliore in cui vivere e suonare. Sto vivendo prevalentemente negli Stati Uniti da sette anni. Non sono sicuro di come sia la scena musicale Italiana, specialmente in questo momento. Quando ero in Italia la gente amava la mia musica, ma la maggior parte dei clubs e le organizzazioni erano piccoli. Mi sentivo come se in Italia non capissero il vero spirito del Rock’n’Roll e di come sia parte integrante del mio essere. La mia anima è rock’n’roll. Questo è ciò che sono. Molte persone, specialmente nel circuito del music business in Italia non capiscono e vengo frainteso, facendomi sentire sconfortato e fuori posto a casa mia. Ci sono tantissimi però che capiscono, le persone che mi sono vicine, ma in generale la cultura musicale in Italia segue le regole dettate dal mainstream. Ma so che il mondo esterno capisce e apprezza ciò che amo fare. ho avuto la fortuna di suonare molto tra Los Angeles, Las Vegas e Arizona, e di creare un giro di persone che mi hanno supportato e tutt’ora credono nel mio percorso artistico; negli Stati Uniti le persone amano uscire e ascoltare musica dal vivo e sono un bel pubblico. C’è una comunità attiva di appassionati che supporta la scena musicale. Ora ci sono tante persone e fans che mi vorrebbero vedere anche in Italia, mi piacerebbe molto tornare e fare un tour in Europa. Forse un giorno qualcuno capirà la mia essenza e sarà un piacere ricevere un’offerta da un promoter/booking agent. Sono certo che sarà fantastico.
Alex la nostra intervista termina qua. Puoi lasciare un saluto ai nostri lettori!
Grazie per il supporto e voce che date a noi artisti. Questo significa tanto. Sono molto attivo sui social, ricordo ai tuoi lettori di seguirmi sul mio sito www.alexcolerocks.com e su Facebook, Instagram Twitter e youtube: alexcolerocks. I sogni non sono gratis, quando hai la musica nel sangue e ascolti quella vocina, la tua coscienza, che ti dice ostinatamente di inseguire la tua passione lo farai, ad ogni costo. Keep on Rocking!
Sonia Giomarelli
















