Dieci anni esatti da quel “Symmetrical” che si rivelò un piccolo gioiello del Prog nostrano e che portò finalmente gli Odd Dimension fuori dal tunnel della lunga gavetta fino a lì decennale. Una band che possiede molti punti in comune con i cugini Secret Sphere, sia per la città di provenienza (Alessandria), sia per l’approccio ad un sound che qua è decisamente più Prog in senso tradizionale (Dream Theater, Vanden Plas, Porcupine Tree), sia perché in line-up hanno orbitato tre membri della band di Lonobile, di questi tre c’è Gabriele Ciaccia, fondatore storico e tastierista dei SS dal 2009. Il reclutamento del nuovo vocalist Jan Manenti (The Unity) e la presenza del duo chitarra/basso Gianmaria Saddi e Gigi Andreone e del batterista Marco Lazzarini (Secret Sphere, Hell In The Club) vanno a completare quella è la nuova line-up in forza in questo 2021.
Gli Odd Dimension si sono fatti conoscere nell’Underground metallico italiano per due lavori pregevoli, il già citato “Symmetrical” e il successivo e intimista “The Last Embrace Of Humanity” (2013), oggi nel 2021 la band alessandrina arriva al traguardo della terza prova discografica con l’interessante “The Blue Dawn”, sempre sotto la scuderia della Scarlet Records che li ha accompagnati dagli esordi.
Un concept album ispirato alla fantascienza e che ruota attorno alla due figure di Markus ed Eloise, due viaggatori spaziali che a causa di un attacco da parte di un popolo sconosciuto, sono costretti ad atterrare sul pianeta “Blue Planet” in una lotta alla sopravvivenza per riportare l’ordine.
“The Blue Dawn” (introdotto da una copertina firmata da Gustavo Sazes, già in DGM e Firewind) è costruito attorno a pezzi complessi e variegati che puntano su una base di Prog Melodico e da quello virano verso altre soluzioni. Così si trovano episodi come dove la componente Prog è rilevante come “The Invasion” e la stessa title-track, quest’ultima arricchita dall’assolo finale di Derek Sherinian. La ricerca della melodia trova terreno fertile lungo la trama sonora della sognante “Solar Wind” caratterizzato da pianoforte e archi e attraverso la ricerca di un approccio da parte di Jan Manenti a linee vocali che strizzano l’occhio a certo Hard Rock/AOR dei primi anni ’80 (e che tanto ricordando un altro grande vocalist come Marco Basile dei DGM). La partecipazione di Roberto Tiranti in “Flags Of Victory” e di Eliana Parodi ed Aileen (Holy Shire) rende “The Blue Dawn” un album ambizioso, pieno di elementi eterogenei e diversi approcci, i quali risultano equilibrati e mai fuori posto.
Un lavoro sopra le righe, personale, interessante che spedisce gli Odd Dimension ancora una volta nell’orbita del Metal di qualità. L’alba blu dei piemontesi brilla per originalità ma soprattutto per un approccio al genere che se punta alla tradizione, lo fa con uno sguardo rivolto al futuro cercando di prendere spunto da altri generi come già altre band di genere si sono cimentate . Il risultato è veramente ottimo e questo nuovo disco e questa band meritano un ascolto e una menzione quando si parla di Metal italiano di qualità.
Voto: 9/10
Sonia Giomarelli
















