Gli I Prevail con la versione pop-punk di “Blank Space” di Taylor Swift si sono fatti conoscere ai più. Se devo dire la mia non è un modo estremamente funzionale per poter andare molto avanti; a meno di fare come i “Me first and the gimme gimme gimme” che hanno basato la maggior parte della propria carriera sulle cover riarrangiate; quindi con l’EP “Heart vs. Mind” ed il successivo debutto sulla lunga distanza “Lifelines” hanno proposto un esempio di metal-core con una certa tendenza al radio oriented che ora va abbastanza nella loro terra d’origine: gli USA.
“Trauma”, loro secondo disco uscito da qualche mese, pur rimanendo in sonorità vagamente pop; si dipana su arrangiamenti e composizioni più differenti e non monotone . Oltre alle solite formule di break down e riff monocorde di chitarra, tipici del metal core, trovano spazio diverse risoluzioni elettroniche; a livello vocale doppia voce, growl e pulita quasi d’obbligo, ma vi sono scelte strane più vicine al rap (ed al trap volendo), e con la complicità femminile in una canzone da parte di Delaney Jane per un brano vagamente più morbido, le ballad ci sono ma non con la sua voce, che pare un singolo tipico da “top of the pop”.
Poi vi sono brani vicini a quello che furono gli Slipknot di “Iowa”, per poi ritornare a rimandi trap ed electro. Produzione di alto livello, non c’è che dire, ma ribadisco risulta più un lavoro di pop reso un pelino più pesante che non un album metal alleggerito. Forse la mossa di “infettare” il metal con altro lo ha reso del pop infettato dal metal. Se si prendessero singolarmente i brani si potrebbe dire con serenità che hanno un certo appeal, ma nel complessivo c’è una mancanza di coesione.
Come si dice sovente “Chi troppo vuole nulla stringe”. Dispiace ma alla fin fine il risultato è una serie di singoli assiemati in modo “frettoloso” per giustificare un album, ma non sempre va bene fare una cosa del genere. Quando si riesce si ha tra le mani un lavoro che è top di gamma, ma quando si fallisce, o più semplicemente come in questo caso si è mancato di poco, il risultato non è all’altezza delle aspettative. Consiglio alla band di decidere che strada percorrere e di conseguenza puntare anima e corpo in ciò. La sufficienza c’è ma non credo che fosse l’obiettivo degli I preveal.
VOTO: 6/10
Alessandro Schümperlin
















