le Babymetal sono passate dall’essere un fenomeno esclusivamente nazionale, come mille altre idol di J-pop (per chi non sapesse è un genere i J-pop prettamente circoscritto in giappone e per gli Hotaku, appassionati di cultura nipponica, sparsi per il mondo), alla possibilità di spaziare a platee più ampie e di approcciare, o forse in parte farsi digerire, da soggetti che fino a ieri le schifavano. Le Babymetal, con “l’ok” di Judas priest, Metallica, GNR e Slayer giusto per fare qualche nome, sono state prese in considerazione dal metallaro medio di più di prima. Sinceramente pur apprezzando i mash up e le contaminazioni con l’elettronica fatico a considerare le Babymetal più di un “banale” fenomeno mediatico da band “studiata a tavolino” e che a tratti risultano disturbanti dato che alcune delle loro canzoni sarebbero più facilmente assimilabili più come sigle di anime che non canzoni per un live.
Non fa eccezione questo nuovo lavoro dal titolo “Metal galaxy”, che trova l’assenza di una delle tre Idol, per la precisione Yui Mizuno, che nel 2018 ha lasciato la band per motivi di salute,prima, e poi affermando di essere interessata alla carriera solista. Le restanti due Babymetal: Suzuka Nakamoto e Moa Kikuchi continuano per la loro strada ed aggiungono sonorità “varie ed assortite” per dar corpo a questo lavoro; si passa da melodie irish a cavalcate power fatte e finite con stacchi rap e avanti così con variazioni sul tema elettronica e J-pop e su quello metal. Da live, per completezza d’informazione, la Mizuno viene sostituita da una ballerina presa ad hoc per delle coreografie.
Chi abbiamo in questo album? Il produttore Kobametal che unisce diversi musicisti, oltre a quelli già ottimi che stanno sul palco con le idol, vengono assoldati: il rapper thailandese F.HERO, il chitarrista Tak Matsumoto, Joakim Brodén dei Sabaton, Tim Henson e Scott LePage dei Polyphia ed Alissa White-Gluz degli Arch Enemy.
A dimostrazione, visti certi nomi di collaborazione, che vogliano puntare ancor più un alto che in passato.
Di quello che è il lavoro da studio,registrazioni – arrangiamenti – post produzione – et simila, non ne ho parlato fino ad ora, semplicemente perché è un lavoro ad altissimo budget e di conseguenza il risultato è ovviamente alto.
Ribadisco nuovamente però che quello che ho ascoltato è molto più vicino ad una potenziale colonna sonora di un anime, probabilmente fantascientifico, che non un album metal; seppur con tutte le variazioni sul tema e tenendo conto che le infezioni ed i mix tra generi sono cose che mi garbano molto. Ma faccio fatica a prendere sul serio un lavoro del genere al cento per cento.
Le cinque tracce con la comparsata degli artisti di cui sopra ovvero: “Da da dance”, “Oh! Majinai”, “Brand new day”, “Distortion”, “Pa pa ya!!” aggiunta di “Elevetor girl” sono le canzoni che possono darvi il senso delle mie parole. Ma essendoci la bellezza di quattordici tracce potrete trovare la vostra dimensione nella “galassia del metal” secondo le Babymetal.
Il voto che leggerete in fondo è la media ponderata tra quello che è il livello tecnico e quello emozionale, tenendo conto che quest’ultimo ha ridotto il risultato finale, col rischio di passare per “boomer” o per passare per “oltranzista” ma pazienza … Quello che considero infezione e crossover ha altre basi ed altri risultati.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin
















