I Warrior Path sono una band che si è formata recentemente con, all’attivo due album in studio, se contiamo il nuovo The Mad King. Se già con il precedente e omonimo lavoro si erano fatti notare da un bel po’ di gente, addetti ai lavori e semplici appassionati di musica prettamente metal, con il secondo album allargheranno sicuramente la loro notorietà perché autori di un importante disco di sano e ottimo power metal. Un ruolo abbastanza importante è da attribuire non solo ai musicisti veramente eccezionali, ma anche all’ingresso nella band di un cantante che nel tempo ha saputo far diventare la sua ugola, un marchio riconoscibile praticamente ovunque. Stiamo parlando di un certo Daniel Heiman, voce storica in ambito power metal, che ha contribuito con i mitici Lost Horizon a risollevare in maniera decisa un genere come quello che abbiamo appena citato. Già dalla copertina dell’album iniziamo ad avere un certo nodo in gola che si trasforma in acquolina vera e propria quando dopo una splendida strumentale, It Has Begun, che funge da introduzione, partono le note in pieno stile power metal di The Mad King. Questo brano ha il compito di inserire Daniel Heiman nel contesto Warrior Path, che fin dai primi istanti ci fa gioire con una prestazione di altissima qualità. Come del resto ha da sempre fatto. Innegabile che si senta una certa influenza dei primi e mai dimenticati Lost Horizon e noi non possiamo che esserne pienamente felici, anche ascoltando un brano del calibro di His Wrath Will Fall. Se consideriamo anche il fatto che dietro le chitarre ci sono due musicisti impressionanti come Andreas Sinanoglou e Bob Katsionis, autori di un lavoro pazzesco dietro le due scintillanti asce da guerra, i vari brani quali Beast Of Hate, Don’t Fear The Unknown o la splendida e granitica Savage Tribe assumono un valore immenso all’interno di una scena ormai fin troppo inflazionata. Le canzoni sono tutte proiettate verso la potenza, che non cala mai di tono, la melodia pura ed epica che solo questo genere di musica sa dare in alcune occasioni. Poco importa davvero se all’interno di The Mad King si sente qualcosa che ricorda le band del passato, questo fattore passa in secondo piano, fino a scomparire del tutto dopo i vari e ripetuti ascolti di altri gioielli come Avenger, Out From The Shadow e Neverending Fight. L’album non poteva essere chiuso in maniera migliore se non con una stupenda e trascinante Last Tale, che con quel pizzico di malinconia power riuscirà a fare letteralmente impazzire sicuramente tutti gli amanti del power metal puro e incontaminato. La produzione e il missaggio affidati allo stesso Bob Katsionis, registrando il tutto ai Sound Symmetry Studio, hanno avuto il suo peso certamente, perché è uscito fuori un prodotto di cui la band può andare fiera ed orgogliosa.
Voto: 9/10
Sandro Lo Castro















