Il quarto album degli svedesi Veonity consolida sicuramente lo status raggiunto dai nostri a livello europeo nel settore del Power Metal. I nostri ci danno dentro, sono ottimi musicisti, si pregiano della produzione di Ronny Milianowicz (Shadowquest) allo Studio Seven, così come di una ospitata di Jonas Heidgert (Dragonland) sulla traccia “Where Our Memories Used To Grow”, e dell’ottimo artwork firmato da Thomas Holmstrand (Sinergy). Anche il songwriting è praticamente ineccepibile. Insomma, tutto perfetto nei minimi particolari. Un album competente che ha tutte le carte in regola per ricevere consensi a livello internazionale. Seppur orgogliosamente “Power Metal-manieristico”. Con questo non voglio di certo dare un giudizio negativo. Solo ribadire che, con l’inflazione di album Power Metal da anni in atto su scala internazionale, è difficile che alla fine dell’ascolto di un disco come “Sorrows” rimanga impresso qualcosa piuttosto che altri albums di sonorità similari. Possiamo di certo dire che il sottogenere Power Metal è arrivato a livelli davvero alti di qualità tecnico-compositiva. Solo che, com’é naturale che sia, sta subendo un ristagno globale che rende difficile individuare albums capaci di reggere la prova del tempo. E questo solo il tempo ce lo potrà dire. Per ora, possiamo affermare di trovarci difronte un album formalmente ottimo. D’altronde, i nostri se ne fregheranno altamente di ciò che un povero recensore dice di loro. E proseguono inesorabili per la loro strada. Questo di sicuro fa loro onore. Auguriamo quindi ai Veonity tutto il meglio per il futuro. Ribadendo che la votazione un po’ bassina (ma non di certo negativa) è motivata appunto dall’inflazione di albums similari presenti oggi giorno sul mercato. Come dicevo prima, solo il tempo ci saprà dire quanto i nostri saranno ricordati. Ma per ora, è giusto che proseguano il loro cammino musicale pensando al proprio presente. L’album, perfetto per tutti gli amanti del Power Metal, è in uscita il 21 di agosto. Buone vacanze e buona attesa a voi.
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















