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Tony Tears, “Non succederà mai di vedere una copertina slacciata alla musica”

Tony Tears, “Non succederà mai di vedere una copertina slacciata alla musica”

"Sono ossessivo, quasi a livello maniacale nella scelta delle copertine, di ciò che possono contenere, nelle location, nelle maschere (in tutto!) non lascio mai nulla al caso"

Dopo aver recensito quello che è davvero un gran bel disco, The Atlantean Afterlife (…Living Beyond), facciamo una lunga ed interessante chiacchierata con tutta la band:

E’ davvero intrigante questo nuovo disco dei Tony Tears. Descriveteci come si è articolata la sua realizzazione, dalla composizione alle registrazioni vere e proprie. A voi la parola!!!

Tony “Tears” Polidori (guitars e synth): Nel 2019 avevo creato con la tastiera nuove composizioni in stile Goblin/Antonius Rex e con la chitarra quelle più Rock/Metal e nell’ arco di qualche mese riuscii ad inserire i testi mettendo assieme il tutto. Comunicai ai ragazzi della Band che era giunto il momento di lavorare su un nuovo Album e che volevo dare una svolta definitiva alla Band. Nel giro di vari mesi ho passato tutte le cose fatte ai membri della Band. Tra mille difficoltà, essendo in piena pandemia, siamo entrati in studio in rari momenti di riapertura nella nostra città e alla fine siamo riusciti a realizzare l’ Album.

Lawrence Butleather (drums): Per quello che riguarda la composizione e la registrazione delle mie parti, Tony mi aveva dato delle indicazioni precise su come dovevano essere realizzate, per cui a cui ho lavorato durante il primo lockdown utilizzando una batteria elettronica. Tony mi passava le sue parti e io componevo le mie registrando su video, che poi passavo ai ragazzi per eventuali consigli e pareri, per cui in studio avevo già le idee chiare su come avrei dovuto lavorare. Una volta in studio le mie parti sono state registrate nell’arco di una giornata.

Artorias (bass): Posso dire che è stata una gran bella esperienza poter lavorare a questo album, nonostante sia l’ultimo entrato in band studiare i pezzi già pronti, che quelli del nuovo album mi ha dato una bella carica, per certi versi posso dire di essere rapito da questo nuovo album!!! Per quanto riguarda le registrazioni di quest’ultimo sono state molto meticolose e divertenti ripensando ad alcuni avvenimenti…

Sandra Silver (vocals): Conoscevo i pezzi e mi ero fatta un idea ma arrivando a Genova (vivo a Rimini) al momento delle registrazioni ho seguito l’istinto.

David Krieg (vocals): Per prima cosa c’è da dire che l’esplosione della pandemia ha un po’ ritardato i lavori per la realizzazione del disco perché secondo i nostri programmi già a marzo 2020 saremmo dovuti entrare in studio, cosa che di fatto è avvenuta solo in estate. In ogni caso l’iter lavorativo è stato pressappoco identico a quello degli altri dischi: Tony compone in solitaria gran parte della musica e poi fornisce al resto della band il materiale per operare tutti insieme su arrangiamenti e rifiniture. Una volta pronti si entra in studio.

Tony, il concept mi sembra abbastanza complesso… E’ quindi naturale chiederti di descrivercelo. E’ frutto di una visione o di tue letture in ambito esoterico?

Tony: Come ti dicevo poc’anzi, volevo dare una bella svolta alla Band Tony Tears. Quindi, anche a livello di concept decisi di immergermi nel nuovo coinvolgimento esoterico che mi si stava palesando. Dal 2018 c’è stata un’ ascesa paurosa del genere umano, in quel periodo uscì “Demons crawl at your side” dove descrivevo ciò che di li a poco sarebbe successo, da quell’Album vi fu un seguito coerente con il mini Album “30Th Anniversary Ep” e con “The wail of the elements”. Quello che dico spesso è questo: ascoltate bene le parole di quei lavori e (nel caso di “The wail of the elements”) leggete i titoli ascoltando la Musica guardando la copertina (che è un mio dipinto ad olio) e poi traete le vostre conclusioni con quello che è accaduto poco (ma veramente poco …) dopo. Queste cose nella mia vita sono una costante e mi capita tantissime volte di essere un mezzodi certe Entità. Comunque, il messaggio non è sempre e solo su avvertimenti generici ma anche su questioni personali (anzi, sono quasi sempre personali) e vogliono spronarmi a “fare” sempre di più. Anche per il concept del nuovo Album vale lo stesso discorso. Nel periodo dopo “The wail of the elements” stavo facendo i miei esperimenti/contatti e ricevetti un disegno che poi scoprii essere la copertina di un libro (questo libro doveva venire a me). Il suddetto libro riguardava l’ origine della civiltà umana e della fonte spirituale/magica per eccellenza da cui deriva anche la base fondamentale del culto Therionico di Aleister Crowley. Conoscevo l’autore ed anche le sue opere successive ma non sapevo dell’esistenza di questo primo libro (fondamentale), era chiaramente un segno, anzi, un indirizzarmi poiché avevo chiesto di farmi avere delle conoscienze più approfondite per fuggire dallo smarrimento che sta avvolgendo la popolazione mondiale. Questo libro mi diede alcune conferme e risposte di cui avevo bisogno, infatti, fu proprio grazie ad esso che racchiusi meglio il concetto che ho sempre avuto di Magia e Spiritismo. Il libro mi è stato consegnato da loro, non si può quindi considerare solo lettura, anche perché prima della sua lettura io ho chiesto cose specifiche .. a loro .. e tanto per cambiare (loro) non mi hanno tradito. Il libro in questione è “La Magia Di Atlantide” di Frank G. Ripel, non è un libro recente ma poco importa, aveva al suo interno delle chiavi per me importanti (conferme …). Quindi, da tutto questo capii che il nuovo Album doveva parlare del ritorno di questa antica civiltà, la civiltà di Atlantide. Un ritorno che nella sua prima parte vedrà la presa di coscienza tra l’ essere umano, la natura, la magia come vero sostegno spirituale oltre che “materiale” (compreso la reincarnazione) ed anche lo Spiritismo. Il concept, quindi, è realmente sentito e non si basa tanto sull’ aspetto storico ma sul significato più intimo di questo Culto. Nel mondo ora è chiaro che la chiesa nel suo aspetto di istituzione non può più reggere, ed anzi, è veramente causa di tante brutture (meglio non entrare nello specifico). Cercavo una conferma in quello che sentivo e mi venne data. Il mio interesse verso la Deità egizia comunque non è nuovo. Fin da ragazzino, ero affascinato e mi sentivo a mio agio (nei miei riti) con effigi del Pantheon Egiziano. Tuttavia, negli anni ho “cambiato” pantheon a seconda della situazione e del mio stato d’animo, ma l’ essenza e le forze che vi erano dietro (gli archetipi) erano sempre le stesse e questa è la cosa più importante. Aggiungo solo che i due draghi Ra-Hoor-Kwuit e Hoor-Par-Kraat devono saper convivere, il mancato bilanciamento tra la forza vendicativa (vendicativa in senso di giustizia, con Ra-Hoor-Kwuit) e l’ introspezione e la coscienza della morte (il drago nero Hoor-Par-Kraat) porta ad un universo disarmonico ed è proprio questo che sta vivendo la popolazione mondiale, uno squilibrio che invece chiede di far spazio all’ equilibrio, o dentro o fuori! Spesso si parla di cambiamenti, è ovvio che non sono repentini o nettamente visibili ma per chi è dentro queste cose sono più percettibili, nonostante ciò, credo che negli ultimi 5/6 anni la cosa è veramente evidente anche per chi non è addentrato in certi argomenti. Solo chi non vuol vedere o sentire si ostina nel dire il contrario, mi sento di dire che la magia sta tornando nel senso di divulgazione mondiale, poiché, in realtà, la magia non ci ha mai abbandonato, la magia ha vinto. Alla base di tutto quello raccontato fin’ ora, scelsi di intitolare il nuovo album con il nome dell’ antica civiltà del Culto al quale ero connesso in quel periodo. Il titolo scelto fu “The Atlantean afterlife”, aggiungendo una parte di titolo che rappresentasse il ritorno nelle ruote della reincarnazione, concetto più vicino allo Spiritismo e con l’aiuto di David Krieg scegliemmo (…Living beyond). Infatti, il titolo intero rappresenta la magia e lo spiritismo uniti come unica fonte del: vivere ora, ricordandosi che si va sempre oltre. Per me, per noi Tony Tears, la magia, l’ occultismo sono una fede. Ognuno di noi a proprio modo ha avuto un percorso sincero verso queste cose, non so quante Band vi sono dentro in maniera totale (nel senso che tutti i membri vi sono dentro). Ho cercato di semplificare al meglio un discorso assai più lungo e complesso, e non è mai facile, credimi.

L’artwork è particolare e pregno di significati. Puoi chiarirci tutti i dettagli? E ci piacerebbe sapere qualcosa di più sulle maschere e, più in generale, sull’iconografia della band.

Tony: Sì, nei Tony Tears non succederà mai di vedere una copertina slacciata alla musica, in realtà non dovrebbe succedere in nessuna Band. Sono ossessivo, quasi a livello maniacale nella scelta delle copertine, di ciò che possono contenere, nelle location, nelle maschere (in tutto!) non lascio mai nulla al caso. Per “The Atlantean afterlife” (…Living beyond), la scela più dura è stata la location. Dopo aver visto molti posti all’ aperto, perché volevo rendere al massimo l’ idea del popolo Atlantideo che emergeva dalle rovine di un Culto passato e decadente, scegliemmo una chiesa abbandonata (consigliata perché vicino la sua abitazione dal nostro batterista, Lawrence). La scelta si rivelò azzeccata, e anche la foto scattata assieme intorno ad un braciere antico (vero e personale…) con il fuoco acceso ha un significato enorme della civiltà che riemerge dalle rovine, e in questo senso l’ altare decrepito e decadente alle nostre spalle (la vecchia religione cristiana storica) ne rende ancora più il senso. Il fuoco del braciere invece, rappresenta il ritorno del Culto Atlantideo (come il fuoco sotto le ceneri/macerie). Una foto voluta fortemente e di cui andiamo fieri, secondo me alla pari per bellezza e significato esoterico di altre foto di Band esoteriche degli anni ’70 come i Coven, Black Widow, e più “recenti” Death SS di Black Mass. La Sandra nelle foto è a parte, ma anche lei con quei capelli rosso fuoco e totalmente vestita di nero, rappresenta i due aspetti del culto Therionico, ovvero il drago rosso ed il drago nero (quindi anche la sua foto è significativa). La foto di Sandra è stata fatta in uno studio professionale a Rimini, non potendosi spostare per la pandemia facemmo la foto a parte. Per le maschere mi sento di poter dire di essere stato il primo (almeno in Italia) ad usarle. Se pensi che già dall’ esordio del progetto (1988) usavo la maschera. Quello che vedevo fin da ragazzino in una maschera era l’ anima, l’ essenza che a seconda di un periodo particolare poteva essere mutevole (nel bene e nel male) proprio come le reincarnazioni e alcuni aspetti magici, era ed è una parte reale di me, non il contrario. Poi, penso che queste cose vanno dimostrate, ed anche in questo i Tony Tears lo hanno ampiamente dimostrato, in noi (anche con questa spiegazione appena data) chiunque osservi le maschere usate negli album si accorge che hanno un significato che va ben oltre l’ aspetto estetico, non è solo un atteggiamento quello di indossare una maschera, atteggiamento molto inflazionato oggi giorno. Sarà che siamo stati i primi ad usarle ma credo sia evidente ciò che ho appena detto. Per “The Atlantean afterlife” (…Living beyond) mi sono voluto ispirare a Hans Ruedi Giger. Mi sono detto :<<…Ci vuole una maschera che sia metà umana e metà teschio/alieno, in modo da rappresentare un essere evoluto che dalla morte ritorna, in maniera magica….>>. Da questa idea, mi saltò subito alla mente una delle tantissime opere del grande Giger usate per la copertina di “Brain Salad Surgery” dei grandi “Emerson, Lake e Palmer”, ma poi cambiai lievemente direzione e se pur mantenni Giger come riferimento, andai sulla copertina del Film del grande Dario Argento, ovvero: “Inferno”, che per la copertina di quel film si ispirò proprio a quella dell’ album citato degli E.L.P. (grazie anche a Keith Emerson, che suonando la colonna sonora del film fece da tramite per il permesso). Volevo mantenere quella linea, quell’ idea, così grazie al nostro bassista (Artorias) conoscemmo il Black Oni Studio (di Nicolò Buffa), uno studio di maschere professionali. Oltre a trovarci subito in sintonia, creò le maschere su mie indicazioni. Esse rappresentano un teschio (vagamente alieno) ma con un color creta/ramato e degli effetti di pelle raggrinzita, il tutto fino a metà viso, lasciando spazio al nostro vero volto, dove comunque abbiamo aggiunto il Make-up nero per rendere il tutto ancora più simile al Giger di “Inferno”. I globi colorati sono i colori individuali di ognuno di noi a rappresentare un’ energia che parte dal centro della fronte (come un terzo occhio) che fa tornare la vita dopo la morte e la chiave della vita dorata (l’ Ankh Egizia) come simbolo del Culto Atlantideo. Inoltre, i quattro colori su ogni maschera rappresentano gli elementi e tante altre cose, sono proprio la prova di cui ti parlavo sopra che nulla è lasciato al caso. Sommariamente, rappresentano la forza e vita magica che torna nel mondo grazie agli “esseri/entità” di quest’ antichissimo Culto. La scelta della copertina, un’ altra cosa che non è stata facile. Visto la complessità del concept qualsiasi cosa poteva risultare banale o esagerata. Dopo non poche scelte (e prove) di copertine varie, mi imbattei (anche qui qualcuno o qualcosa volle sia così …) in un libro che ho da quando ero ragazzo, vidi una foto reale di una Stele egizia, ritenuta dagli antichi egiziani un potente amuleto. La stele si chiama “Il cippo di Horus” e rappresenta un giovane Horus che tiene in mano animali velenosi senza che essi possano morderlo e cammina su due coccodrilli, al fianco di esso vi sono due torri, una delle quali in cima ha un falco (simbolo del cambiamento). Questa Stele ha il senso Magico del vivere ora, l’ azione magica per eccellenza (legata anche al culto Therionico/Atlantideo) i coccodrilli sul quale cammina sono comunque liberi e quindi prima o poi possono mangiarlo, così come il cambiamento (per cambiare prima devi morire) è inevitabile, la torre con i falco ed il volto che osservano il giovane Horus rappresentano questo. In tutta questa spiegazione noterai il concetto di Magia e reincarnazione di cui ti ho spiegato sopra; copertina migliore non poteva capitare per rappresentare il nostro nuovo album. Tuttavia, essendo un simbolo aveva bisogno di uno sfondo. Dopo aver provato i soliti sfondi neri ecc. mandarono uno sfondo color ramato il quale venne scelto con grande entusiasmo da tutti (Sandra e David furono i più convinti in questo colore), poiché il rame è un catalizzatore di energia, e l’ energia di questo album è veramente palpabile pensammo fosse il colore più adatto. Inoltre, il rame, è uno dei colori che rappresenta uno degli Eoni in cui il Culto della Madre (la Madre Terra) conservava quel valore magico Therionico/Atlantideo ancora valido (poco storpiato o corrotto), il massimo della sua deformità avvenne nell’ Eone successivo con il culto solare (cristianesimo-storico). Quindi, venne scelto il color rame, un rame antico per esattezza. Infine c’è un immagine particolare, ma questa ha un potere che non può essere svelato, purtroppo non posso dire niente su di essa. L’iconografia dei Tony Tears “cambia” così come le maschere, se sono mutevoli le maschere perché rappresentano l’ evoluzione dell’ anima cambia anche l’ iconografia. La coerenza sta nel genere musicale che va da un Darksound italiano nelle canzoni più Dark/Progressive-Metal cantato in italiano (alla Goblin/Jacula e simili) fino al Metal Oscuro a 360° nei brani più tirati.

Il tuo cammino spirituale si accompagna alla passione per le arti marziali. Secondo me son due fattori strettamente connessi, che si scambiano energia l’uno con l’altro. Cosa ne pensi e che ruolo svolgono nel tuo cammino artistico, ma anche nella tua vita di ogni giorno…

Tony: Le Arti Marziali le pratico dall’ età di sei anni ed ho avuto molte soddisfazioni anche a livello professionistico: ho vinto diversi incontri di combattimento a contatto pieno poiché ho gareggiato a livello serio per tanti anni. Oggi le pratico come mantenimento e alleno ragazzi che a loro volta debbono svolgere gare, ma le cose che da sempre svolgo maggiormente nelle Arti Marziali sono le respirazioni e le meditazioni, due cose veramente indispensabili anche per il mio cammino spirituale/esoterico. Anzi, ti posso assicurare (e sono convinto) che se una persona sa fare molto bene alcune meditazioni vale già il 75% dei risultati nelle operazioni magiche, oltre acquisire aperture e facoltà Medianiche, so quello che dico a riguardo. Come ti dicevo, anche se oggi le svolgo a livello di mantenimento (dopo una vita me lo posso permettere) esse sono un tutt’uno con il mio credo Esoterico e quindi sono sempre molto importanti. Non ho una palestra solo per il fatto che nella vita bisogna saper fare delle rinunce ed io avendo a cuore anche la mia principale passione, ovvero la musica, ho scelto di non possedere la palestra (purtroppo non ci si vive) quindi, lavorando, andando ad allenarmi, l’unico modo per mantenere anche la musica è non possedere una palestra, ma è una scelta felice. Tutto sommato preferisco allenarmi e preparare comunque i ragazzi nella palestra dove mi alleno piuttosto che averne una mia. Nella vita di tutti i giorni le Arti Marziali mi danno sicurezza e al tempo stesso mi fanno amare la vita. Sono contrariato verso chi (da sbruffone) usa le Arti Marziali per offendere qualcuno. Guardiamo le recenti vicende dei due ragazzi, prima il povero Juri e poi quel povero ragazzo in coma, una cosa vergognosa che non è degna di poter essere accostata ad un vero praticante di queste discipline. Qualsiasi atleta o Maestro serio ti risponde come me.

Nel gruppo voi siete quelli che hanno dovuto dar voce ai quadri sonori dipinti da tutta la band… Le vostre vocals seguono, di volta in volta, gli umori del momento musicale che si sta interpretando… In che modo avete deciso che tipo di timbrica utilizzare e se, in qualche modo, vi siete psicologicamente calati nella parte che si andava ad interpretare.

Sandra: come ho detto prima in questo lavoro ho cercato di esprimermi senza schemi quindi improvvisando ciò che sentivo lo stesso vale per la timbrica.

David: Io generalmente mi approccio al cantato combinando un mix fra tecnica vocale acquisita negli anni e puro istinto. Mi è difficile spiegare razionalmente la scelta di una timbrica particolare rispetto ad un’altra nei vari pezzi. In primis tendo a privilegiare l’interpretazione e solo in un secondo momento perfeziono intonazione e modulazione: in base alla musica e al testo mi lascio trasportare dalle emozioni che essi mi suscitano e le esterno usando la mia voce come uno strumento al servizio della resa sonora generale e del messaggio che la canzone vuole esprimere.

Viene naturale chiedervi quali sono i vostri modelli storici di riferimento…

Sandra: Negli anni ho ascoltato di tutto e quindi caos totale… Non potrei seguire solo un genere perché mi annoierei a morte, ma scegliendo un modello l’unico che mi è rimasto impresso è l’immensa Irene Papas in Infinity da Aphrodite’s Child 666, album che amo alla follia.

David: Un nome su tutti: King Diamond (sia in veste solista che nei Mercyful Fate). L’artista danese è stato il vero motivo scatenante che mi ha spinto a cantare quando ancora ero un ragazzino e non sapevo neanche da che parte cominciare. Ovviamente apprezzo, stimo e rispetto molti altri cantanti non necessariamente nell’ambito del metal. Generalmente ciò che mi colpisce di un vocalist è la capacità di narrarmi una storia con la sua sola abilità interpretativa anche quando non conosco il testo della canzone. Per farti qualche nome che considero mio nume tutelare citerei: Messiah Marcolin, Mr. Doctor degli italiani Devil Doll, Eric Clayton dei Saviour Machine, Rozz Williams dei Christian Death e A. Varney (Sopor Aeternus). Sicuramente al momento ne dimentico tanti altri, ma rischierei di fare un elenco chilometrico.

Ed invece, Anthony Polidori chitarrista… Quali i “numi tutelari” che ti hanno fatto crescere ?

Tony: Come Antonio Polidori chitarrista ne ho veramente molti di “Numi Tutelari” e non mi piacefossilizzarmi in generi e Band preferite (anche se qualche preferenza ce l’ ho comunque). Ascolto veramente di tutto, tranne il rap e il trap che proprio non sopporto. Se proprio devo citare qualche nome, più che nelle Band lo faccio per i chitarristi, ed essi sono: Tony Iommi, David Gilmour, Ritchie Blackmore, Allan Holdsworth, Randy Rhoads, John Norum, Criss Oliva. L’ ordine fatto nei nomi è casuale non di preferenza, e comunque, ce ne sarebbero molti altri. Non ho messo nomi di chitarristi del Darksound italiano perché studiando musica da tantissimi anni le mie preferenze sono su nomi che seguivo veramente da tanto, da prima che ascoltassi il Darksound stesso, vado oltre il concetto di genere musicale.

Artorias e Lawrence, come ho chiesto a Tony, mi piacerebbe sapere quali sono i vostri modelli di riferimento…

Artorias: Ascolto diversi generi musicali posso passare dal black metal al prog nella stessa ora senza problemi. Ispirazioni ne ho avute tante ma posso dire con certezza che i seguenti artisti mi hanno in qualche modo ispirato negli anni: Steve Sylvester, Mortiis, Dead, Nik Turner, Ian Anderson, Joe Perry, Bob Bond, Marco Pesenti, Pier Gonella, Gus G, Jeff Loomis, Tony Iommi, Mikael Åkerfeldt!!!

Lawrence: Da sempre sono affascinato dai grandi nomi del Rock e del Jazz, artisti come Ringo Starr, John Bonham, Keith Moon e Ian Paice, per poi passare a Buddy Rich, Steve Gadd e Bernard Purdie. Se devo pensare all’artista che più di tutti mi ha portato a scegliere la batteria sicuramente devo fare il nome di Phil Collins, di cui amo lo stile e la capacità creativa che lo hanno distinto nei Genesis così come nei Brand X.

Come ho scritto in sede di recensione, è interessante notare che tutte le vostre influenze compositive e “realizzative” sono rielaborate restituendo una visione sonora estremamente personale… Tanti i gruppi del passato che abbiamo citato… Ma se dovessimo citare artisti o gruppi più “recenti”, quali attirano la vostra attenzione?

Tony: Ascolto molte Band Rock e Metal moderne (non solo o per forza oscure), ascolto anche il Synth/Pop piacendomi molto anche la musica Elettronica di un certo tipo tendente al malinconico ed alla New wave, in questo genere mi piacciono i Somerset ad esempio; poi ascolto il Black Metal solo se è fatto bene però, e altri generi e Band. Se devo fare dei nomi di Band “recenti” mi piacciono i Jinjer, i Nervosa/Crypta, gli Huntress, i Ghost, i Triptykon, i Greta Van Fleet. Anche qui, come per i miei chitarristi preferiti, ce ne sarebbero molte altre di Band, ed anche qui sul discorso del Darksound italiano che non ho citato, vale lo stesso discorso della risposta sui “Numi Tutelari”.

Artorias: Come ho detto precedentemente ascolto molti generi, nella mia Playlist “recente” attuale trovate: Opeth, Alter Bridge, Ghost, Jex Thoth, Lamb of God, Powerwolf, Monster Magnet, Gus G, Nevermore.

Lawrence: Nell’ultimo periodo sto consumando album di band Post Rock come Mogwai, Explosion In The Sky, God Is An Astronaut, Godspeed You! Black Emperor e Slint, oppure tanto Post Hardcore come At The Drive In e Fugazi su tutti.

Sandra: Tutti e nessuno…

David: Personalmente mi piace avere la mente aperta e mantenere viva la curiosità quindi, pur ovviamente amando e continuando a seguire le band storiche formative, non mi stanco di andare alla ricerca di realtà più o meno nuove, anche nell’ambito del metal più estremo. Ultimamente ascolto molto Albez Duz, Demon Head, Tanith, Cattle Decapitation, Glitter Wizard, Gaahl’s Wyrd. Un gruppo relativamente moderno che seguo con particolare dedizione sono gli svedesi Isole.

Sandra, non possiamo non ricordare i tuoi trascorsi artistici con un grande chitarrista e compositore come Paul Chain. Tra le altre cose tu hai seguito da molto vicino la realizzazione di Alkahest, hai calcato il palco con lui e qualche volta anche con i Death SS nel breve periodo in cui Paul collaborò con loro come fonico live… Che differenza noti tra lo spirito dell’epoca e quello odierno… E tu, dopo tanti anni, come ti rivedi nuovamente come parte della scena?

Sandra: Ringrazio artisticamente il mio passato perché è da lì che sono nata come Sandra Silver ed ho avuto la possibilità di esprimermi ed iniziare il mio percorso che ho ripreso poi grazie a Tony…. Direi che lo spirito di ieri è un continuo di oggi con la consapevolezza di una crescita personale e tecnica.

Tony, sei cresciuto nella florida scena genovese… Abysmal Grief, Helder Rune, Zess… I tuoi ricordi dell’epoca e dal tuo punto di vista, come ho chiesto a Sandra, come vedi la scena oggi e come ti rivedi in essa…

Tony: Degli Abysmal Grief ho un bellissimo ricordo, anche perché il leader Regen Graves è (Realmente!) un nostro fan ed un amico, lo ha dimostrato sempre con i fatti e non con le parole. Di tutti gli altri progetti da te citati, ho rispetto perché mi hanno aiutato a formare ulteriormente il nome Tony Tears che comunque esisteva contemporaneamente ad essi, ma ti posso assicurare che in quei progetti non c’era ne un coinvolgimento in certe cose e (mi dispiace dirlo) ma qualche persona non è stata nemmeno di parola facendomi perdere molto tempo (tra l’ altro). Comunque, complessivamente ogni periodo è servito a capire e a farmi aprire gli occhi. La scena genovese oggi è molto buona e folta, devo dire che tra le Band che conosco c’è molto rispetto autentico e ci si aiuta/collabora, mi piacciono molto e sono anche loro nostri amici i Damnation Gallery. Invece, se per scena intendi anche fuori Genova, cioè scena italiana, purtroppo la cosa cambia un po’. Ho notato che molte finte amicizie purtroppo esistono. Personaggi che copiano (alcuni anche molto male …), altri che ti sono amici solo se compri le magliette, i Cd, o altri ancora se gli metti i like. Personalmente odio questo genere di cose e cerco di starne fuori in maniera totale anche al costo di sembrare uno che se la tira (non è affatto così). Purtroppo ho visto cadere in questo genere di cose anche personaggi di un certo livello, che sono più propensi a regalare bei voti a destra e a manca per non “mettersi contro” le case discografiche, cose assurde. Sono dell’ idea che se una persona segue una Band debba comprare il suo materiale o merchandise e basta, Stop! Non deve essere un “giochino” a rialzo che sa di “minaccia” velata e di finta amicizia, lo trovo poco professionale, e se mi permetti, dopo una decina di Album e una storia che parte dal 1988 puoi capire che non è tirarsela, è semplicemente stare fuori da queste stronzate ed essere professionali.

Una curiosità! Sei in contatto con Mercy (mitico singer di Malombra, Zess, Helder Rune, Il Segno Del Comando)? Non fa più musica?

Tony: No, Mercy lo intravedo a qualche concerto. So che aveva il suo progetto Ianua ma non so se ha qualche interesse nel tornare a fare musica oscura in un contesto più Rock rispetto agli Ianua. No, non sono più in contatto con lui, finito le nostre vecchie collaborazioni dove mi hanno visto coinvolto come chitarrista in Helden Rune e negli Zess, ci fu uno stacco anche personale (e non tanto da parte mia che credevo in quei progetti) ma ero più giovane e mi illudevo. Oggi ho imparato a tagliare corto e ad andare avanti con le mie gambe. Sinceramente, spero stia bene ma non so più nulla e sto bene così.

E allora, alla fine di questo strano periodo di clausura forzata, quali sono i vostri programmi?

Tony: Tornare a fare concerti, a vederli, a riavere un contatto e riavere un volto, a fare tutto e di più. Tra i programmi, ci sono almeno quattro Album già pronti (nella mia testa) ma non svelo nulla a riguardo … tempo al tempo.

Lawrence: Tornare a suonare dal vivo e andare a vedere concerti.

Artorias: Non vedo l’ora di poter andare nella mia casa in montagna, tornare a suonare su un palco sia con Tony Tears che con i Damnation Gallery, in più avrò parecchio da fare nella mia associazione esoterica…

Sandra: Sorpresa!!!!!!

David: Cercare di restare vivo, non per paura del Covid bensì dell’ignoranza umana, che fa molti più danni.

A voi la chiusura di questa chiacchierata ed il saluto ai lettori…

Tony: Grazie a te Salvatore per questa stupenda chiacchierata, grazie anche a tuo fratello Maurizio e a GiornaleMetal.it, e infine un grande abbraccio a tutti i lettori. Un grande Abbraccio a tutti voi!

Lawrence: Grazie a Salvatore Mazzarella e a Giornalemetal.it per lo spazio dedicatoci e grazie a tutti i lettori per il loro sostegno.

Artorias: Nascere, morire e ancora rinascere e progredire senza sosta, questa è la legge.

Sandra: A te Salvatore va un carissimo abbraccio e complimenti per la tua sensibilità e che dire ai lettori… SIATE I BENVENUTI IN QUESTA ENERGIA…

David: Ringrazio di cuore te per la bella recensione e questa intervista, saluto e ringrazio altrettanto i tuoi lettori per l’attenzione che vorranno prestare a queste parole ed eventualmente alla nostra arte e chiudo chiedendo scusa a questo pianeta per la nostra demenza.

Salvatore Mazzarella

Tags: Tony Tears
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