Che a Tommy Lee piacessero sonorità elettroniche lo si sapeva da parecchio. Basti ricordarsi del periodo Methods of Meyhem, ma il mio batterista Glam preferito della mia band glam preferito,i Mötley Crüe appunto, ha dato vita ad un album parecchio pop con sfasature verso Rap Rock, R&B, Hip Hop e con il tentativo, non sempre riuscito al meglio, di dare sonorità industrial.
In collaborazione con Lee ci sono rispettivamente: Lukas Rossi, Josh Todd, Brooke Candy, Mickey Avalon, King Elle Noir, Shotty Horroh, Moon Bounce, Plya,Push Push e Killvein.
Tutto fatto con processori, synth e post produzione altissima. Resto basito dalla proposta, non tanto perché non si possa “cambiare” ma un salto così distante dalle “radici” di provenienza mi ha lasciato senza parole. Carini alcuni refrain di una canzone famosa di Prince in un brano.
Se le prime tracce comunque davano un certo appeal tra metal, rock e rap (mix estremamente timido con parte più verso il rap e l’hop hop), andando sempre più avanti dell’ascolto le sonorità si fanno sempre più rap, hip hop, dub e R&B ed il rock, l’industrial e il metal lasciano il passo.
Direi che se ci si aspettava materiale particolare, Tommy Lee ce l’ha piazzato sotto al naso. Le batterie sono ottime, anche se completamente elettroniche e con beat differenti dal solito. La produzione, ripeto, è oltremodo alta, non ci sono sbavature di sorta… anche perché di strumenti non elettronici non se ne sentono per molto in questo lavoro.
Sinceramente non essendo un grande estimatore della “nuova” scena rap non saprei cosa dirvi di più, a livello puramente tecnico il materiale è composto in modo tale da spingere l’ascoltatore a dondolare al ritmo delle tracce, ma se non si è “dentro alla scena” difficilmente si apprezzerà questo lavoro.
Fuor di dubbio che La maturazione artistica di Tommy Lee è arrivata al punto di, anche grazie alla sua esperienza pregressa anche in ambito cinematografico, esasperare delle idee che aveva già in passato e portandolo ad andare oltre alle le proprie precedenti vedute produttive.
Sinceramente non saprei quali tracce proporvi come migliori, probabilmente le due con Killvein ovvero la opener “Knock me down” e “Leave me alone”, ma volendo anche “Demon bitches” con Brooke Candy e Moon Bounce.
L’unica cosa che mi viene da dire è che questo lavoro è da ascoltare dimenticandosi il passato ed evitando di aspettarsi materiale rock e/o metal. Il voto è solo per la parte tecnica dato che di tredici tracce ne apprezzo sono tre.
Voto: 6,5/10
Alessandro Schümperlin
















