Esattamente 2 anni dopo l’uscita di “Return to eden” Frontiers da’ alle stampe il quarto capitolo di Timo Tolkki’s Avalon e la prima domanda che viene spontanea e’ : “sara’ questa la volta buona per il buon Timo ? “ …la risposta purtroppo e’ pressoché scontata : purtroppo NO.
Qualitativamente lo ritengo un gradino sotto rispetto ai precedenti tre album , anche solo per i cantanti coinvolti che hanno sempre aggiunto quel un qualcosa in piu’ alle produzioni ; siamo passati da Russell Allen , Rock Rock, M. Kiske, Sharon Den Adel ecc…. presenti sul disco d’esordio a Floor Jansen , David De Feis , Zak Stevens , F.Lione ( presente anche nel nuovo disco in realta’ ) , Simone Simons, ecc… nel secondo cd per passare a Todd Michael Hall , E. Hovinga , Zak Stevens , ecc.. presenti nel terzo a Jake E. , Raphael Mendes , Caterina Nix ( presente anche in passato ma in maniera meno ingombrante ) , Britney Slayes , ecc….che con tutto il rispetto non reggono il confronto con i precedenti interpreti.
Vero , sul nuovo disco c’e’ la presenza di James La Brie , Fabio Lione e Marina la Torraca , troppo poco pero’ per far salire la qualita’ di questo lavoro, che come il precedente si avvale della collaborazione di Aldo Lo Nobile ( a dire il vero l’album e’ composto quasi interamente da membri attuali ed ex dei Secret Sphere , lo stesso Tolkki appare in maniera pressoche’ marginale e forse questa e’ un buona notizia : ) e forse per questo era lecito aspettarsi quel qualcosa in piu’ che elevasse questo lavoro ben sopra la media delle uscite del genere.
Il disco si apre con la title track “ The enigma birth “ , canzone in pieno stile Stratovarius che spinge sulla doppia cassa e dalle alte note raggiunte dall’ ugola di Pellek ( ex Damnation Angels ) : brano di buona fattura e dalle melodie accattivanti ….ottimo inizio direi.
Le successive “ I Just collapse” e “Memories” sono discrete canzoni ( mid-tempo ) , piacevoli , ma nulla piu’.
“Master of hell” e’ una canzone che da’ maggiormente la sensazione di gia’ sentito rispetto alle altre…..un brano power penalizzato ( a mio modesto parere ) dalla voce di Raphael Mendes ( sara’ colpa mia…ma a me non piace….fatico a digerirla….mi sembra un incrocio –clone- tra Brune Dickinson e Blaze Bayley ) : cantata magari da un Zak Stevens o da un Russell Allen avrebbe avuto quella marcia in piu’.
“Beautiful life “ ha un sound “techno-metal” , tipico degli Amaranthe ma alla voce non troviamo l’ex Jack E. ma bensi’ James La Brie : forse non era il brano piu’ adatto per lui, ma il risultato e’ piacevole , pezzo molto melodico ( a tratti ballabile ).
Per la successiva “Truth “ vale lo stesso discorso fatto per “Master of Hell” …..
E’ il turno dell’ ottima ballad “ Another Day “ interpretato dalla splendida voce di Marina La Torraca ( Ayreon , Exit Eden ) , segue il secondo brano cantato da Mendes “ Beauty and war “ ( anche questo brano soffre di una sorta di “deja-vu” con un pre-chorus che rimanda agli Iron Maiden ,ma con un E. Hovinga o un Todd Michael Hall dietro al microfono avrebbe alzato notevolmente l’asticella verso l’alto ).
Il disco cresce di qualita’ nel finale con le ultime quattro tracce del platter :
-4 e’ il turno di Fabio Lione con “Dreaming” : inizio sinfonico in pieno stile Secret Sphere , mid-tempo interpretato magistralmente da Fabio , brano che non avrebbe sfigurato nella discografia della band alessandrina ,
-3 segue la seconda ballad del disco “The fire and the sinner” che vede duettare Jake E. ( buona la sua prova vocale ) e Brittney Slayes , bella canzone , semplice e immediata , il cui ritornello si stampa in testa gia’ dal primo ascolto
-2 “Time” : vede l’ottima performance vocale di Marina in un up-tempo che a livello “emotivo” mi riporta a “Godsend” dal precedente album ( anche se quest’ultima aveva una ritmica piu’ veloce rispetto a “Time” )
-1 “ Without fear” ultima canzone del disco , in pieno stile power-Stratovarius che rivede al microfono il buon Fabio , anche qui autore di un’ottima performance vocale.
Conclusioni : un buon disco, ottima produzione ma nel complesso senza infamia e senza lode ,che avrebbe potuto essere migliore con scelte diverse sui cantanti , includendo magari qualche pezzo da 90’ in piu’ come fatto in passato.
Voto: 6,5/10
Stefano Gazzola















