Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?
“All You Can Eat” nasce nel luglio 2020, in circa un mese abbiamo scritto le musiche e iniziato a lavorare alle voci. Per via della pandemia abbiamo deciso poi di cercare il momento migliore per pubblicarlo e la data del 22 Febbraio 22 ci è parsa la più opportuna. L’album parla di fatti e di vita quotidiana, ruota attorno al dolore e alla sofferenza dell’uomo, costretto a convivere con una realtà indesiderata. Il titolo dell’album nasce dall’eterogeneità dei 10 brani che lo compongono, tutti marcati da una forte personalità che nasce dallo stile delle linee vocali e dai riff di chitarra.
Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?
La band ThirdSton3 nasce a Benevento nel 2015. Con Luca Cocca alla voce, Eliseo Bancheri alla batteria/programmazioni e Mario Zeoli alla chitarra/basso, iniziano subito col comporre materiale inedito e ad esibirsi come tributo a JIMI HENDRIX nei locali della Campania e di tutta Italia. Nel luglio 2018 pubblicano il primo singolo inedito “BACK HOM3”, promosso in radio ed emittenti TV locali e nazionali. Tra le varie esibizioni live spicca quella a “Città Spettacolo” a Benevento il 27 Agosto 2021. A causa della pandemia il primo album ufficiale della band slitta al 2022. Il 22 Febbraio 2022 sarà infatti pubblicato “ALL YOU CAN EAT” primo album della band.
Come è nato invece il nome della band?
Il nome nasce proprio dal tributo a Jimi. “Thirdstone From The Sun” è uno dei nostri brani preferiti, e quando decidemmo di suonare le sue cover scegliemmo il nome ThirdSton3, modificato col 3 perchè siamo un trio, e da li non ce ne siamo mai più separati.
Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?
L’album parla di fatti e di vita quotidiana, ruota attorno al dolore e alla sofferenza dell’uomo, costretto a convivere con una realtà indesiderata. Si va da “Back Hom3” ispirata agli eventi del Bataclan del 13 Novembre 2015 a “Stone 1” che tratta della violenza sulle donne. Alcuni brani, come “Heat”, “Fiumi” e “Ceneri”, parlano di lotte interiori e di quanto la vita sia in salita lottando contro il giudizio altrui ma che con costanza e forza d’animo si rialza e ricomincia più forte di prima. C’è “The Referee”, traccia 7 dell’album, che nasce dalla reale esperienza di vita di Luca (cantante) e Mario (chitarrista) come arbitri su i campi di provincia. Per cui abbiamo provato a immaginare la musica come soundtrack al racconto del testo.
Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?
Il filo conduttore delle storie raccontate nell’album è la potente anima rock, con un impianto melodico e ritmico che sostiene e valorizza la voce del cantate. Abbiamo provato a creare il nostro sound, avvolgente e diretto, sia nei brani più tirarti che nei momenti più soft. Il sound “ThirdSton3” punta alla fusione del groove della batteria con le melodie dei riff di chitarra, a sostegno delle linee vocali che sono la vera amalgama di tutti e 10 i brani. Gli assoli di chitarra sono invece un’istantanea, un flash che riassume il racconto del testo o cerca di creare un breakdown dall’atmosfera del pezzo.
Come nasce un vostro pezzo?
Ciò che ci ha uniti nella composizione dei brani di “AYCE” è stato un momento di forte empatia e ispirazione, dovuta alla profonda amicizia che ci lega da anni. Per cui ad un tratto è stato come se l’album si fosse manifestato a noi. Il nostro compito è stato quello di decifrare questi input in note e ritmo. A volte da un riff di chitarra o da una melodia vocale , così come da un ritmo che con impeto si manifesta, insieme abbiamo scritto e poi calibrato ogni singola nota.
Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
Dal lato emozionale sicuramente “Back Hom3”, che è stato il primo singolo che nel 2018 ci ha messo alla prova come compositori inediti, senza ancora avere una precisa idea di che direzione avrebbe preso la band. Anche “Ceneri” nelle melodie e nel ritornello ha un impatto decisamente emozionale. Da lato tecnico sicuramente “Stone 1” è il brano più impegnativo tecnicamente e che ci diverte sicuramente di più da suonare come singoli musicisti. Ma dalle prime esibizioni live che abbiamo tenuto come preview dell’album ci siamo resi conto che anche brani più soft come “Colt” hanno un impatto deciso e potente.
Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?
Suonando insieme già da un po, uno dei nostri obiettivi primari è stato quello di creare un “Sound ThirdSton3”. Partendo così dalle comuni influenze rock e metal di tutti e 3 come Dream Theater, Bon Jovi, Disturbed, Iron Maiden, ecc… abbiamo provato a confezionare un sound unico nel suo genere, capace di suscitare reminiscenze in quanti più ascoltatori dei più svariati generi musicali possibili.
Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?
Per il prossimo futuro sono previsti un lyric video e il videoclip ufficiale di quello che sarà il nostro prossimo singolo. Stiamo organizzando, al passo con i ritmi dettati dalla pandemia, quello che sarà il tour che accompagnerà “AllYouCanEat”..stiamo cercando di portare l’album sia in Italia che all’estero. Intanto ci occupiamo anche di ricevere recensioni ed interviste per pubblicizzare la nostra attività sia in radio che su canali social o qualsiasi tipo di piattaforma che voglia ospitarci.
E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?
Fa sicuramente parte delle nostre ambizioni e se nel tempo ci guadagneremo una Fan Base vorrà dire che se ne potrà parlare.
Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?
E’ sicuramente una scena viva e ricca di proposte, in cui speriamo di trovare il nostro spazio e magari di affermarci come band emergente. Sicuramente il periodo pandemico ha stravolto i ritmi e i progetti di milioni di persone, per cui appena usciremo da questo stato che ci tiene fermi ai box, sapremo valutare oggettivamente il momento. In passato per fortuna non abbiamo riscontrato particolari problemi .
Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?
Avendo tutti e 3 iniziato a suonare negli anni 90 possiamo sicuramente affermare che Internet è il supporto che abbiamo sempre sognato. Anche se dopo anni di esperienza la rete va utilizza con focus e criterio. Perché potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio offrendo facili esposizioni al pubblico ma senza poi un vero ritorno pratico o economico.
Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?
Se dall’ascolto dell’album si può evincere del talento, allora possiamo sicuramente affermare che ogni brano ci valorizza e ci caratterizza in modo diverso. Data la spiccata personalità e riconoscibilità, ogni brano è come un nuovo personaggio con una nuova carta di identità, con talenti diversi e nuovi valori.
C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?
Per cominciare su “Hero”, traccia 5 dell’album, abbiamo come guest Mark Basile (vocal coach, producer, polistrumentista) frontman dei “DGM, con un super assolo di synth. In futuro pertanto ci riteniamo aperti a collaborazioni, ma per ora senza nomi specifici.
Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Keep in touch & Stay Thirdston3 ( PORTATE LE BIRRE)!!!
Intervista a cura di Maurizio Mazzarella
















