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THE UNITY, “Penso che la musica, intesa come mercato, sia chiaramente morta”

THE UNITY, “Penso che la musica, intesa come mercato, sia chiaramente morta”

“The devil you know” e’ la meta’ di un modo di dire inglese che cita: “Is better the devil you know, than the devil you don’t”

Pur non essendo un “fan” delle videochiamate, il disponibilissimo Gianbattista Manenti (cantante dei THE UNITY) si e’ concesso a Giornametal.it per questa video intervista che poi ho provveduto a trascrivere.

Ciao Gianbattista e benvenuto su Giornalemetal.it !
Puoi raccontarci come sono nati i THE UNITY e come sei stato contattato per entrare nella band ?

Allora, io con Micky (Michael Ehré –batterista Gamma Ray/Primal Fear/The Unity) gia’ lavoravo per questa band che si chiamava “Love might kill”; le cui canzoni erano si’ ben fatte ma le produzioni erano un gradino sotto quelle dei “The Unity”, anche le attenzioni che avevamo raccolto erano due gradini sotto i “The Unity”, ma stavamo bene insieme e di base i “Love might kill” erano i “The Unity” senza Henjo Ritcher.
( N.D: ho scoperto dopo anni che il suo nome di pronuncia “Ennio”, come in italiano).

Ora che mi viene in mente, ho sentito qualcosa di voi…
Ma si, c’e’ qualcosina in giro, avevamo fatto anche un pezzo con ospite Andi Deris alla voce nel brano “Addicted To The Night”, in cui duettiamo insieme (https://www.youtube.com/watch?v=Sfj-I_2qQus)
Come nascono i “The Unity”: mentre i “Love might kill” andavano alla deriva, Henjo ci veniva ad ascoltare e contestualmente i Gamma Ray andavano verso il periodo di pausa (vista la reunion degli Helloween), quindi si e’ plasmata questa cosa con Henjo che gia’ suonava con Michael nei Gamma Ray, ed ha creato i “The Unity”; dove ovviamente Micky e’ stato l’anello di congiunzione.
Le sonorita’ dei “The Unity”, rispetto a quelle dei “Love might kill” (andati in “pensione” verso il 2015) , sono diventate un pochettino piu’ “power”, con una produzione migliore e la band e’ risorta congiungendoci a Henjo. Grazie al focus su Henjo e Michael, l’attenzione verso la nuova band e’ stata maggiore rispetto a prima ( vedi contratto con SPV-Steamhammer).

Vieni coivolto nel processo di song-writing o ti occupi solo delle linee vocali ?
E’ una bella miscellanea, ci incontriamo sul song-writing: tanto viene da me, da Stephan (l’altro chitarrista) e da Michael; quindi noi scriviamo tanto, ma anche Henjo ovviamente.
Henjo non e’ che facendo il suo ingresso nella band, e’ entrato a gamba tesa pretendendo di scrivere tutto lui, anzi…e’ un ragazzo dal cuore d’oro, non ha la puzza sotto il naso e non pensa assolutamente di essere il migliore, e’ estremamente umile.

Cosa ne pensi del panorama musicale attuale ?
Penso che la musica, intesa come mercato, sia chiaramente morta, in piu’ dopo gli anni 90’ si sono create queste situazioni –che e’ brutto a dirlo- ma se io vado a fare cover in un locale in centro a Brescia, guadagno di piu’, ma non ti dico niente di nuovo e queste dinamiche le conoscerai anche te.
Ormai la musica si attesta a tutti questi “mordi e fuggi”, dove viene fatto l’album in un mese, con qualche ospite del caso (esempio il Russell Allen di turno) dove si sente che ha cantato di fretta, perche’ magari non sa neanche che cosa sta cantando a livello di testi, di emozioni e li’ la qualita’ del cantante, seppur strepitoso, scende.
Tornando ai “The Unity”, non sono nati perche’ Henjo era fermo con i Gamma Ray, non e’ stata una scelta studiata a tavolino ma ci siamo accorpati con entusiamo e per entusiasmo; mi ricordo ancora la prima volta che ci siamo conosciuti con Henjo, c’e’stato un gran feeling immediato , quelle cose per cui vai veramente “a pelle” e devo dire che con lui ho un forte legame ed e’ una delle persone piu’ importanti per me e penso anch’io per lui. Anche se Henjo poi e’ un’amico con tutti ! ovviamente, interagiamo tra noi parlando in inglese, perche’ io non parlo il tedesco e lui non parla italiano.
Ci siamo conosciuti ad Amburgo (citta’ in cui lui vive) perche’ e’ venuto a vederci con i “Love might kill” e da li’ e’ nato il suo intereresse nei nostri confronti che poi e’ sfociato in un barbecue a casa di Michael, tutto alla vecchia maniera, tra amici, ci siamo misurati e a livello di “pancia” e’ sembrato tutto bello sin dall’inizio e cosi’ e’ nata questa band parallela alla sua attivita’ con i Gamma Ray.
Siamo tutti grandi amici prima che una band, e cosi’ che dovrebbe sempre essere.

Secondo me, nel panorama metal (e non solo) attuale, c’e’ una saturazione del mercato fatto da band o di progetti di musicisti che tra di loro nemmeno si conoscono, registrano in casa a migliaia di chilometri di distanza gli uni dagli altri; mentre prima si andava in studio di registrazione, si condividevano idee e opinioni, si componeva e si stava insieme andando a creare quell’amalgama speciale, dove prima di essere una band si era un gruppo di amici (un po’ come quello che mi hai raccontato sui “The Unity”).
Sulla saturazione del mercato sono d’accordo con te; sul discorso del gruppo, ci vuole ancora quella roba li’, eh.
Io penso di essere arrivato a fare quello che sto facendo, anche perche’ ho avuto la fortuna di stare nell’epoca di internet, mi permette di restare in contatto con Michael che abita in Germania.
Io ad esempio ho un mio studio, costruito nella mia abitazione e investendoci dei soldi, studio che ovviamente utilizzo solo per le cose mie, che mi produco con i miei tempi ecc.. Ho tutto il minimo indispensabile per poter fare delle registrazioni professionali a modo, con i miei tempi: e’ un pro e un contro al tempo stesso, perche’ a volte una registrazione che andrebbe gia’ bene cosi’, la rifaccio anche sei volte (sono abbastanza critico con me stesso !)
Prima invece chi e’ che faceva gli album ? chi aveva “le palle quadrate” ed erano dei cazzo di fenomeni; non so se in quell’epoca il “Gianba” della situazione avrebbe trovato il suo spazio.

So che ti piace particolarmente Russell Allen ( che ho avuto l’onore di avere ospite a casa mia nel 2016 ) , ma trovo piu’ similitudini in certi frangenti , tra il tuo timbro vocale con quello di Tony Kakko dei Sonata Arctica , come scritto in fase di recensione del vostro nuovo album live, cosa ne pensi di questo accostamento ?
Penso che adesso sia diventato un fenomeno “pop-metallaro”, nel senso che ormai il dizionario e’ sulla bocca di tutti, non e’ piu’ quel fenomeno passeggero solo perche’ gli hanno messo uno spotlight sopra, e’ un cantante “incredibile”, “incredibile” !
Della somiglianza con Tony, se l’hai sentito di sicuro ci saranno state delle similitudini, quando canto “pulito” magari posso anche ricordare voci del genere, dei cantanti del nord Europa che fanno parte del mio background; soprattutto nella fase tra i 12 e i 20 anni , sono quelli che ti formano di piu’ come cantante, dopo inizi a trovare le tue sfumature che prevalgono su un certo tipo di gusto.
La somiglianza potrebbe anche essere “anatomica”, il canto e’ fatto da tanti approcci in un dato momento per una data interpretazione e soprattutto tensione vocale per quel pezzo specifico da cantare, che puo’ avere mille variabili.
A me ad esempio un cantante come La Brie mi emoziona sempre, puo’ piacere come no, ma i Dream Theater per me sono stati tra i miei gruppi preferiti che mi hanno cresciuto, La Brie e’ chiaro che adesso e’ un po’ cotto rispetto a quello che era negli anni 90’; solo Glenn Hughes , Michele Luppi e pochi altri stanno andando avanti cantando sempre bene.
Comunque si, e’ possibile che ci sia qualche sfumatura che tu hai colto rispetto alla voce di Kakko.

Secondo me, Russell e’ attualmente il miglior cantante “metal” in circolazione, per versatilita’ e potenza vocale.
Il fatto del migliore in senso assoluto, secondo me non esiste; nel senso che c’e’ chi e’ tanto adeguato a quello che fa e chi e’ meno adeguato a quello che fa’. Nel caso di Russell, lui e’ estremamente versatile, e’ sempre “sul pezzo” su qualsiasi cosa che canti: sia livello di potenza che di interpretazione; tu guarda come cambia tra gli Adrenaline mob, gli Star one o i Symphony X.

Cosa ne pensi dei talent show ? per me e’ un mondo “finto”…
Ma si, l’agenzia paga il gettone cosi’ creano la visibilita’ di quella tale persona che poi diventera’ il prodotto da vendere l’anno dopo.

Immagino che abbiate deciso di pubblicare questo live anche per via del Covid , cioe’ senza che ci fosse un’idea iniziale di utilizzare queste registrazioni, per fare uscire cosi’ nel breve, un live album, oppure no ?
Allora, la risposta e’ nel titolo dell’album ,“The devil you know” e’ la meta’ di un modo di dire inglese che cita: “Is better the devil you know, than the devil you don’t” che tradotto vuol dire “E’ meglio il male che conosci o il male che non conosci ” ; con questo volevamo dire “Non possiamo andare in giro a fare live in questo momento di pandemia, quindi pubblichiamo questo live che e’ un modo per ricordare, per stare comunque insieme ai fans”…perche’ potra’ anche sembrare strano , ma abbiamo i nostri fans .
Per certi versi il Covid ha accellerato, o meglio “galvanizzato” l’idea di fare uscire questo live album.

Alcune tracce presenti su “The Devil You Know” ( 4 per l’esattezza )sono gia’ edite? ovvero sono le stesse versioni pubblicate nel bonus cd di “PRIDE” ? mi riferisco al bonus cd “Loud and proud”.
No, direi che si tratta di altre versioni, queste presenti su “The devil you know” sono registrazioni live piu’ recenti.

Peccato non aver trovato il brano “Rise and fall ” tra quelli presenti in scaletta…cioe’ un brano maggiormente “tirato”…
Dai !! La facevamo pero’ dal vivo ! “Rise and fall ” e’ stata la nascita dei “The Unity”: primo singolo del primo album, il nostro primo biglietto da visita. E’ una canzone molto bella con cui abbiamo aperto i tour degli Ed Guy e dei Sinner.
La scelta dei brani da mettere nella scaletta, ci sembrava un buon elenco di ascolto un po’ fruibile a tutti, che comprende pezzi piu’ ammiccanti dei nostri lati un po’ piu’ spinti e quelli anche un po’ piu’ melodici.

Molto bella e’ “The Willow tree”, cantata in maniera sublime !
Ah, beh, quella l’adoro ! ah..grazie, grazie

Avete in programma di registrare a breve il quarto album ?
Eh….boh….chi lo sa…..chi lo sa…..di sicuro nei nostri programmi c’e’ quello di continuare, ci sono due elementi della band che sono fonte inesauribile di canzoni, di demo; quindi e’ estremamente verosimile di si , magari tra poco ne parleremo e ci riuniremo.

Le registrazioni avvengono a distanza oppure ti rechi fisicamente in Germania per registrare ?
Te pensa che per videochiamata ci saremo visti solo due volte in sei anni, quindi non siamo utilizzatori di videochiamate, tra l’altro un paio di membri non hanno nemmeno Whatsup; a me questa cosa piace molto , infatti Michael organizza, ogni tanto, due giorni di chiacchere e barbecue a casa sua (in Germania) per il solo scopo di “stare insieme”. Come ben sai io sto in Italia, Henjo ad Amburgo, un chitarrista sta a Monaco di Baviera e gli altri a tre ore di macchina da Amburgo; ci vediamo sicuramente prima dei tour stando 3-4 giorni insieme per fare le prove e poi per le composizioni facciamo anche tramite internet, email ecc…
Le melodie vocali al 80% sono tutte mie, tranne “No more lies” che e’ tutta farina del sacco di Stephan, che e’ spesso autore di trovate geniali che il piu’ delle volte restano invariate, per tutto il resto magari si parte da un riff di chitarra fatto da me, migliorato da Henjo che poi lo passa a Michael che lo scompone, ci fa l’arrangiamento e lo passa all’altro chitarrista che lo alleggerisce (perche’ magari troppo articolato) e cosi via’.
I testi vengono scritti da 4/6 della band , vengono poi corretti dal bassista che, avendo vissuto per molti anni ad Edinburgo, e’ come un madrelingua inglese (e’ tanto bravo con l’inglese da potersi permettere di correggere i testi): il fatto che i tedeschi sappiamo tutti perfettamente l’inglese (meglio degli italiani) e’ un falso mito, questo e’ vero solo per il nord della Germania, in altri posti anche loro fanno una bella fatica (al nord come detto sono davvero tutti molto in gamba con l’inglese).

Sei autodidatta oppure hai preso lezioni di canto ?
Assolutamente ho studiato e anche tanto, ora non piu’ pero’.
Mi ha spinto mia mamma ad andare a studiare perche’ capiva la passione che avevo per la musica ( ce l’ha anche lei tra l’altro), all’eta’ di 14 anni pensavo solo a quello, mi ero partito il cervello per la musica, neanche un po’ di figa ma solo musica (ahhahh….-ride-); mia mamma era preoccupata perche’ era venuta a vedermi ad un concerto dove cantavo “Walk” dei Pantera, mi vedeva con la “venona” grossa, aveva paura che mi esplodesse il cervello a cantare quella roba li’ e cosi mi ha fatto studiare.
Sono andato prima dalla persona che mi ha fatto “sbocciare”, ci tengo a dirlo: si chiama Alberto “Drago” Ragozza, cantante dei Love Machine: lui e’ stato il mio primo insegnante che mi ha fatto nascere vocalmente, ha creduto tantissimo in me ed e’ stata una persona fantastica.
Finito il percorso che e’ durato 3-4 anni con lui, intorno al 2000/2001 ho incontrato “JT” Terenziani e da li’ ho iniziato ad andare a lezione da Michele Luppi per 4/5 anni per due/tre volte l’anno, forse il primo anno andavo anche una volta ogni due mesi: Michele mi ha preso e mi ha elevato, penso che lui sia piu’ bravo ad insegnare che a cantare (glielo dico sempre anche a lui), e’ un visionario della voce.
Entrambi i miei insegnanti, due persone fantastiche !
Negli ultimi anni sono andato da Michele soltanto per fare dei check, ma non e’ che ho proprio “studiato”.

Recentemente hai collaborato con membri dei Secret Sphere “Odd Dimension” e’ un progetto estemporaneo oppure una band a tutti gli effetti ? come nasce la collaborazione ?
E’ una band a tutti gli effetti, avevano gia’ degli album all’attivo, cercavano un cantante ed io inizialmente ero un po’ titubante per via dei vari impegni; poi ci siamo chiariti su cio’ che poteva essere la mia disponibilita’ e visto che alla base condividiamo la stessa passione per il prog, per i Queen, i Symphony X, alla fine ho accettato e sono entrato nella band (che a me piace molto).
Sono tutti dei musicisti incredibili e Gigi Andreoni , il bassista, ha una mano, una testa, un musicista immenso!

Preferisci i Dream Theater o i Symphony X?
Non so risponderti, cioe’ se voglio provare determinate emozioni in un determinato momento, allora metto i Symphony; ad esempio stamattina era la giornata di “Scenes from a memory”, quindi il meglio non esiste.
Portnoy e Petrucci mi fanno impazzire, anche se da quando e’ andato via Portnoy, il mio interesse verso i Dream e’ andato a diminuire: mi e’ piaciuto qualcosa di quello che hanno fatto dopo, ma le vivo come due band diverse.

La tua professione primaria e’ nel settore meccanico se non erro , come riesci a gestire i tuoi impegni musicali con quelli lavorativi ? piu’ che altro in sede live , quando partite in tour ?
La risposta e’ molto semplice, anche altri membri dei “The Unity” lavorano e quindi e’ chiaro per tutti che un tour non potrebbe mai durare tre mesi; che poi non essendo una band da decine di migliaia di spettatori, la nostra dimensione ideale sono tour di due o tre settimane al massimo, magari come special guest.
Non sono quindi impegni infiniti e riesco a gestirli senza problemi.

Tu stesso sei insegnante di canto giusto ? presso MMI se non erro
Si, ho insegnato nella sede di Brescia sino a tre anni fa, poi ho smesso; questa esperienza mi ha fatto crescere molto pero’.

Non ti rubo altro tempo, sei stato gentilissimo e ti ringrazio per la disponibilita’, speriamo di vederci magari ad un tuo concerto
Grazie a te ! …o senno’ quando serve un corista per Russell Allen ! (ride)

Ahhahh….grande !! a presto ciao !!
Stefano Gazzola

Tags: Gianbattista ManentiintervisteThe Unity
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