Il 2026 vede il ritorno anche dei tedeschi Stormhammer, band dal nome forse non troppo altisonante ma dalla lunga esperienza (più che trentennale!) e dalla discretamente prolifica ma assolutamente costante produzione studio. Il nuovo lavoro, chamato “Wrath Of The Hammer”, è l’ottavo disco studio (nono se includiamo anche la raccolta di brani ri-registrati da zero) e ci raggiunge a nove anni dal precedente “Seven Seals” col quale avevamo accolto l’ingresso dell’allora nuovo cantante Manuel Nox. Date le premesse, il nuovo album si propone di gettare le basi di nuova era per il power metal europeo: ci riesce? Secondo me solo in parte.
Un piccolo grande disclaimer è tuttavia doveroso: salvo pochissime band, a me il power metal non piace e il mio giudizio dell’album sarà dunque prettamente tecnico e oggettivo. Il nuovo Wrath Of The Hammer è un solido macigno di epico power metal mischiato a pesante fraseggi heavy, che attingono direttamente alla scuola degli anni 80 ma soprattutto degli anni 90: Primal Fear e Brainstorm sono le formazioni che mi vengono in mente ascoltando il disco. Disco che, tra l’altro, continua appunto questa svolta più heavy ed epica che gli Stormfall avevano intrapreso negli ultimi anni.
Non intendo dilungarmi troppo sull’album, il songwriting è discretamente ispirato e sufficientemente solido. Le melodie colpiscono a dovere e il riffing è poderoso come ce lo si aspetta. Questo è forse il maggior pregio e al tempo stesso il peggior difetto del lavoro: “Wrath Of The Hammer” è esattamente come te lo aspetteresti, conferma pienamente le aspettative e soddisfa, senza però sorprendere, non più di tanto. Ciò non toglie che i fan della band e dell’heavy/power metal avranno pane per i loro denti.
Voto: 6/10
Francesco “Grewon” Sarcinella
















