Due parti di Alice Cooper, una di The Who, un tocco di Bon Jovi e una spolverata di Motley Crue.
Eppure nell’insieme ha un’originalità tutta sua che non ha niente a che vedere con un’operazione amarcord o con la stucchevolezza di qualcosa di già sentito. “Truth”, il secondo album della band canadese Storm Force, uscito lo scorso 25 settembre con l’etichetta BraveWords Records è un tuffo nel rock melodico e classic arena rock degli anni ’80 e ’90 ma con onestà interpretativa: Patrick Gagliardi, accompagnato Greg Fraser (chitarra e cori), Mike Berardelli (basso) e Roger Banks (batteria) non sembra per nulla intenzionato ad essere la brutta copia di band di successo dell’epoca, come esperimenti già visti fin troppe volte negli ultimi anni, ma offre un’esperienza vocale tale da restituire dignità a un genere spesso inflazionato, almeno in passato.
La maturità degli arrangiamenti fa intuire una produzione old style che si tiene a distanza da una digitalizzazione perfezionista ma fredda e i brani spaziano da sonorità più sperimentali alle classiche ballad hard rock. Una cosa è certa, ascoltando “Truth” per la prima volta si ha l’impressione di essere saltati su una linea temporale diversa, di quelle di chi ha vissuto la gioventù tra gli ’80 e i ’90 o di chi avrebbe voluto viverla in quel periodo.
E se è vero che si sente un po’ di Bon Jovi nell’intepretazione di “I’ wasn’t finisce to living you” e un po’ di “Won’t get fooled again” degli Who nel riff di “Between the lines” o ancora i graffi di una voce alla Alice Cooper in “Anti social media” un brano che fa scendere direttamente negli abissi del personaggio di Sammy Curr nel film “Trick or Treat” o nel sound dei Morley Crue con “Karma’s bitch”, l’album “Truth” è un lavoro onesto e intelligente. Un melodic rock canadese che non ci si aspetta e che avremmo forse voluto ascoltare prima.
Voto: 8,5/10
Arianna Fisicaro

















