Quarto album per questa grande Heavy/Power Metal band statunitense. L’alta qualità della musica dei nostri, rispetto al solito Power standardizzato e sterotipato, è dovuta soprattutto al fatto che i nostri sembrano essere molto affezionati, almeno chitarristicamente parlando, alle proprie predilette influenze dell’Heavy Classico, soprattutto quello di Iron Maiden e Judas Priest. Spesso e volentieri, difatti, ci troviamo a contemplare in seno alle composizioni le consuete partiture di chitarre armoniche “gemelle”, anche in alcuni licks di pochi secondi o addirittura a supporto delle strofe cantate, ma tutte sempre ben amalgamate nell’Heavy sound che rappresenta la Sacra Sostanza Metallica di cui è composto questo “Force Of Will”. Ad ogni modo, i nostri dimostrano di essere un quintetto molto, molto ben affiatato, capacissimo di far rivivere il Sacro Spirito del Metallo all’interno della loro dimensione musicale. Intendiamoci: tutta la band mostra una perizia musicale perfetta, soprattutto un cantante come Jim Rutherford, che ha il pregio di essere espressivo e mai stereotipato o eccessivo. Ma quest’album mostra di essere principalmente una delizia per chiunque ami la Chitarra con la C maiuscola, in ambito Classic Metal. Tanti sono gli intrecci chitarristici di ottima fattura che la coppia di asce da battaglia Bob Ballinger e Carlos Alvarez incastonano con rara maestria nelle composizioni. Sarà forse questo l’inconfondibile trademark dei Power Theory? Ben venga. Soprattutto per un chitarrista come me. Visto, allora, che per fare un ottimo disco di chitarra non serve fare a tutti i costi un disco di shredding? Basta fare un bellissimo, epico e musicalmente gustoso Heavy Metal album con scintillanti partiture di chitarra ben incastonate in songs che, anche compositivamente, funzionano alla grande, proprio come accade in “Force Of Will”. Beh, i nostri sono riusciti a far questo con una naturalezza disarmante. Trasformando brani come “Mountain Of Death”, “Th13teen” e l’iniziale title-track con la sua intro strumentale “Morior Invictus” (ascoltatela e poi ditemi se non rivangate, almeno concettualmente, “Hellion+Electric Eye” dei prediletti Judas Priest) in qualcosa di veramente epico, soprattutto grazie a partiture chitarristiche superbe, tra l’altro prodotte alla grande. Forse una durata di 56 minuti è leggermente prolissa ma… con “Force Of Will” i Power Theory si dimostrano una band capace di rivalutare la chitarra elettrica nel Metal come poche altre bands. E degna, quindi, di una label chiamata “Pure Steel Records”. Ho parlato.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















