Anvedi quanto so’ cattivi gli Onslaught! E non danno tregua! 38 minuti di Thrash robustissimo, con il vero e puro stato d’animo inkazzato che fu appannaggio dell’epoca d’oro del genere. Produzione pulita e adulta quanto calibrata di energia che non vi dico, una band che pare una macchina da guerra alimentata da un milione di alkaline, ritmiche da battaglia senza pausa alcuna, ricchi solos ed una performance vocale spesso e volentiero ai limiti del Death. Chi sono gli Onslaught? Mica sono novellini, miei cari metallaretti di oggi! Sono, modestamente, una band che ha fatto la storia del genere. E non ne vuole proprio sapere di attaccare gli strumenti al chiodo. Ma quando la fiducia dei fans è ben riposta, dato che il risultato è quello descritto, non possiamo far altro che esclamare, bentornati Onslaught. Unici veri e storici alfieri del Thrash britannico degli ’80s. E se siete qui per restare, non possiamo far altro che far tanto di cappello, dato che al giorno d’oggi esistono tante di quelle persone che avrebbero bisogno delle bordate sui denti di cui voi, modestamente, siete capaci. Lo svecchiamento del Thrash Metal, effettivamente, è un sintomo. Poiché vi sono troppe cose che non vanno nel 2020. E ci vuole una bella vagonata d’energia in musica, con tanti rabbiosi testi che contestano la violenza imposta dalle alte sfere. Sappiamo ancora farlo? Oppure ci siamo imbacuccati il cervello come i prolet del romanzo “1984” di Orwell? Vi è un solo modo di farci ricrescere i neuroni andati atrofizzati: comprare ed ascoltare allo sfinimento “Generation Antichrist” degli Onslaught. E che il Metallo regni sovrano ancora una volta!
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli
















