Ciao ragazzi, benvenuti su Giornale Metal.it…
Ciao e bentrovati, grazie per questa opportunità!
Personalmente non vi conoscevo come band e per me siete stati una bella scoperta dopo che ho ascoltato i due pezzi presentati in questi giorni ovvero “Atlantidea Suite Parte 1” e “You Don’t Know”. Per chi non vi conoscesse, potreste raccontare qualcosa di voi, com’è nato il progetto “Oceana” etc…
Grazie per l’apprezzamento! Oceana è una band a tutti gli effetti che affonda le radici della propria storia negli anni ’90, precisamente nel 1994. Nel 1996 producemmo un demo su cassetta e un EP in formato CD contenente il demo e altri due brani. Fino al 1998 invece abbiamo registrato del materiale mai pubblicato che abbiamo “rispolverato” in occasione della lavorazione di “The Pattern”, dopo una pausa durata un quarto di secolo dovuta ad impegni personali dei membri della band, tra cui l’entrata in pianta stabile di Massimiliano nei Novembre ai tempi di “Arte Novecento”. Non c’è mai stata una decisione presa a tavolino di fermarci definitivamente o di scioglierci, quindi è stato spontaneo tornare in attività.
Parliamo di “The Pattern”, la vostra prima fatica discografica prossima alla pubblicazione (29 gennaio per “Time To Kill Records”). Dopo tanti anni di attivitàˆ siete giunti a questo importante traguardo. Come vi sentite? E’ una bella soddisfazione?
Siamo assolutamente felici e soddisfatti: aver lavorato con artisti del calibro di Dan Swano e Travis Smith è stato quantomeno corroborante e sono entrambi nomi importantissimi nello sviluppo di Oceana come realtà musicale, perchè siamo letteralmente cresciuti godendo dei loro lavori negli anni. Il suono che Dan ha dato all’album, occupandosi del mix e del mastering e rispettando pienamente le nostre idee in merito a ciò che volevamo ottenere, ha un che di magico e sognante e allo stesso tempo potente e definito. Ne siamo entusiasti. Anche l’artwork di Travis ci ha letteralmente investiti: gli sono bastati pochissimi input per giungere a ciò che è possibile vedere in copertina, è come se ci avesse capiti “al volo”!
“The Pattern” è un lavoro che ascoltandolo richiama fortemente a quel Prog melodico un po’ sullo stile degli Spock’s Beard ad esempio. In un periodo pieno di band che fanno del tecnicismo il loro “mantra”, sentirne che punta più sul melodico e sull’atmosfera, fa estremamente piacere anche se azzarderei più a definirvi come una band che strizza l’occhio si al Prog ma anche al Gothic. Come vi definite a livello di sound?
Sicuramente gothic e prog sono due realtà musicali che è possibile ritrovare nel nostro sound che non prescinde dalla melodia e che non si pone particolari paletti o mire specifiche. Massimiliano è un compositore eclettico e versatile. Questo fa di Oceana una realtà musicale con molte sfaccettature e il risultato ha sempre un carattere piuttosto personale. Per noi tutti, inoltre, elementi quali varietà e libertà di espressione sono importantissimi ed è quindi possibile trovare nelle nostre canzoni richiami, generi ed atmosfere diverse tra loro.
La tracklist del disco è composta anche da pezzi originariamente composti 25 anni fa e sono canzoni che erano presenti nel vostro Ep omonimo…
Si, abbiamo voluto ripercorrere, rispettandone la cronologia, la nostra storia come band. Il disco apre con i pezzi dell’EP, si passa al mini “A Piece Of Infinity” mai uscito, dopodichè ci sono “Spoiled” e “Atlantidea”, la cover di “The Unforgiven” e, per finire, “You Don’t Know” che è la composizione più recente in assoluto, nata nel 2019 e che stata scelta come singolo sin dal primo momento. Abbiamo cercato di modificare il meno possibile i nostri vecchi pezzi: erano già stati arrangiati e curati a suo tempo, quindi ci siamo limitati a ri-registrarli al meglio e a curare di più l’esecuzione.
Far uscire un debutto in piena pandemia, non è da tutti. E’ un po’ surreale e grottesco. Come state vivendo tutta questa situazione di crisi globale?
Questa pandemia senz’altro è un ostacolo che ci siamo trovati a fronteggiare, rinviando l’uscita dell’album: di sicuro non è piacevole lavorare tra restrizioni, blocchi veri e propri e incertezze sulle tempistiche. In questo momento cerchiamo di sfruttare le possibilità che abbiamo nell’immediato come ad esempio comporre nuovo materiale, sviluppare nuove idee e suonare insieme ogni volta che ci è possibile. Una cosa che ci aiuta molto e che rende meno pesante questo momento storico così particolare è l’essere circondati da persone preparate e capaci nel proprio lavoro, come ad esempio Enrico Giannone, il boss di Time To Kill Records che sta facendo un ottimo lavoro. Eravamo già in corsa quando è iniziato tutto questo e non abbiamo voluto mollare il colpo: in attesa di salire sul palco ci teniamo occupati sforzandoci costantemente di migliorare qualsiasi aspetto della nostra realtà musicale.
Lavorare con un’autentica leggenda come Dan Swanš deve essere stata per voi una goduria…
Assolutamente! Dan è, e resta, una delle massime influenze per Massimiliano come musicista, come compositore e come produttore. Non avremmo potuto scegliere nessun altro a cui affidare “The Pattern” e anche i restanti membri della band sono suoi fan accaniti da tanti anni! La sua musica e le sue produzioni ci accompagnano sin dalla prima adolescenza ed è stato per noi un grande onore poter collaborare con lui.
Domanda forse un po’ fuori contesto: Cosa ne pensate delle realtà Metal romane? Roma ha sempre avuto una bellissima scena, ovviamente parlo da esterna essendo toscana…
Roma è una piazza che continua a sfornare eccellenti realtà musicali nel Metal di ogni tipo. E’ una città in costante fermento ed evoluzione. Possiamo citare, a tal proposito: gli Shores of Null, i Lapis Niger, gli Inno e gli storici Novembre, tutte band con grande personalità, originalità e composte da grandi professionisti.
La nostra chiacchierata finisce qua. Potete salutare i nostri lettori!!
Grazie a te, Sonia, e a Giornalemetal.it per questa intervista. Un grande abbraccio ai nostri fans!
Sonia Giomarelli















