I Nidhoeggr, combo elvetico, ch è dedito ad un folk metal abbastanza riconoscibile e con palesi rimandi ad alcuni gruppi molto noti delle terre teutoniche e scandinave. Il loro nuovo album dal titolo “Arise”, che non centra nulla con quello dei Sepultura, ci portano strutturalmente a cavallo di band come gli Haggard, si… lo so benissimo che gli Haggard non fanno folk ma la band fa un mix pesante di attitudini e di suoni, a cui affiancare le formule di arrangiamenti tipici di Finntroll, Ensiferum e TYR.
Parto dalla voce, che è un growl corposo e parecchio espressivo, che in alcuni punti mi ricorda Johan Hegg degli Amon Amarth. Si affiancano dei synth interessanti, ma forse un pochino troppo alti di volume; al punto che in alcune situazione sovrastano parte delle chitarre. Questi synth recuperano a piene mani da quello che gli Haggard fanno con gli strumenti acustici (ma gli Haggard sono la metà di mille non a caso). Quindi troviamo: fiati, clavicembali, fisarmoniche, archi e molto altro ancora che “escono” dalle tastiere. Chitarre e basso sono funzionali, ma non eccellono come intenzione e pathos e, come ho già scritto sopra, leggermente tenute più basse di voce, batteria e synth. Direi che non è un buon modo di equalizzare i brani.
Batteria interessante per quello che riguarda la ricerca e la cura del suono; meno per quello che riguarda la “novità”. metà dei brani in levare in stile polka(o Finntroll se volete), l’altra metà con la doppia cassa a mitraglia intervallata da stacchi di piatti parecchio prevedibili.
Avrei fatto un pochino più attenzione al songwriting, agli arrangiamenti ed al mix e master finale.
Resto perplesso, inoltre, di alcune scelte di campo di somigliare parecchio, forse troppo, ad alcuni gruppi pagan, death e folk scandinavi di cui ho già fatto menzione sopra. Capisco l’esserne ammaliati e voler provare a fare la stessa cosa, ma non sempre il “facciamo come loro” porta ad un risultato ottimo. In questo caso abbiamo un lavoro dignitoso, ma che manca parzialmente di inventiva.
“Onward”, “Desolation”, “The journey”, “Scorched earth” e “Twilight zone” possono essere le cartine tonrasole delle mie parole. Come sempre date un ascolto e cercate le vostre tracce preferite.
Album a cavallo tra folk, melodic death e pagan metal interessante, ma nella media. Speriamo che il prossimo lavoro sia più personale e meno “ispirato” da terzi e che vi sia una valutazione più “pragmatica” dei volumi degli strumenti.
Voto: 6,5/10
Alessandro Schümperlin















