Si profila un mese intensissimo per i Nanowar of Steel che toccheranno ben 30 città in un tour europeo che possiamo dire della consacrazione internazionale di questo gruppo tanto demenziale nei testi e nell’immagine quanto potente e qualitativamente elevato nell’ offerta musicale.
Non sono un fan della prima ora, li ho scoperti recentemente grazie a una performance di stralusso nell’ambito del Lucca Comics and Games dove loro sbaragliarono il folto pubblico accorso per ascoltarli.
Proprio dal vivo i Nanowar of Steel esprimono il massimo delle loro straordinarie qualità di funamboli della musica, sempre in bilico fra la caricatura musicale e un livello esecutivo da grande band “normale”.
Con loro ho raggiunto un record : nella mia ultraquarantennale carriera di metal, iniziata nel 1980 in una Londra dove nasceva la NWOBHM, mai era successo di rimanere fuori a un concerto metal, per capienza massima raggiunta. E’ accaduto proprio con loro a Livorno, un paio d’anni fa al the Cage, non esattamente un luogo piccolo.
Li seguono un nutrito numero di fans, che sanno a memoria i loro brani come “Il Cacciatore della Notte” che contiene il catartico coro “Barbagianni”, accompagnato dal fluttuare delle mani, che mi ha rapito definitivamente.
Detto questo, i Nanowar of Steel hanno fatto le cose in grande, realizzando un ep proprio per questa tournee di trenta date europee, con 4 brani cantati in inglese e che sarà venduta nella sua dimensione fisica, secondo le loro dichiarazioni, solo durante i concerti al classico tavolo del merchandise, diventando un motivo in più per partecipare a queste vere e proprie feste, raccolte sotto il nome di “Across Europe Tour” nome autentico, dato che gireranno davvero tutto il continente.
Visto che a supporto della band romana, Gatto Panceri 666 al basso, Potowotominimak e Mr. Baffo alla voce, Mohammed Abdul alla chitarra e
Uinona Raider alla batteria, ci saranno gli Uuhai direttamente dalla Mongolia, hanno chiamato l’Ep The Genghis Khan EP to End All Genghis Khan EPs?, titolo dissacratorio, che è anche il brano che apre questo prodotto, con un power metal molto originale, con voce molto satura e i soliti cori di grande presa, arricchito da un assolo orientaleggiante. Echi di Rammstein in “Feet and Greet” ma poi si mischiano molti spunti per un brano che sfiora anche la discomusic, nel classico stile di questi grandi musicisti coadiuvati qui dall’Amaranthe Mikael Sehlin. “Iride” è un grande brano in stile thrash\power metal che era già uscito come singolo e che dimostra la grande potenza metallica dei Nanowar of Steel. L’ep si chiude con “Klotin”, con l’ospite Enrico De Lorenzo degli Hideous Divine, che si muove sulle stesse direttive del brano precedente.
Insomma, anche se sono molti (anche nella redazione di Giornale Metal) a storcere il naso, secondo una sorte capitata ai molto simili Elio e le Storie Tese, i Nanowar of Steel, con questo tour dimostrano tutta la loro capacità di mobilitare pubblico e calamitare interesse. Per loro un voto a questa investitura internazionale, più che all’Ep in se stesso, comunque molto buono…
Voto 9 / 10
Massimiliano Paluzzi















