Attenzione!! L’articolo contiene spoiler. Quindi se non volete rovinarvi la sorpresa leggetelo dopo aver ascoltato l’album. Dopo il fantastico “Italian Folk Metal”, uscito nel 2021, attendevamo al varco gli immarcescibili Nanowar Of Steel. La firma del contratto con la Napalm Records ha sicuramente dato la svolta alla carriera del gruppo parodistico romano, elevandoli fino alle vette dell’Olimpo. Ma per loro questo è stato un nuovo punto di partenza, perché la qualità della musica e la grande sagacia nei testi non ha fatto che aumentare anno dopo anno. Dopo un lavoro cantato interamente in italiano, non potevano che sfornarne un altro cantato principalmente in inglese (senza trascurare la lingua madre e lo spagnolo). La scelta come al solito paga, perché “Dislike To False Metal” ti costringe ad ascoltare ed esaminare i testi, cercando di coglierne ogni sfaccettatura. La bellezza poi sta nel notare particolari diversi ad ogni successivo ascolto. Rispetto al precedente lavoro, la proposta musicale è più eterogenea andando, a “perculare” generi e band anche molto distanti tra loro.
Un ottimo esempio è l’iniziale “Sober”, la cui vittima sacrificale sono gli Alestorm e il loro pirate metal. Qui Mr. Baffo è un maestro nell’imitare la voce di Christopher Bowes e il resto della band strepitoso nel riprodurre il sound tipico della band scozzese. Il testo naturalmente è strepitoso, ma non voglio togliervi la sorpresa. Del primo singolo “Winterstorm In The Night” (feat. Madeleine Liljenstam degli Eleine) penso che saprete ormai tutto, ma il symphonic metal della canzone è da annoverare tra i più bei pezzi del gruppo. Poi trattare un argomento come la forfora non è alla portata di tutti. “Disco Metal” l’avrete già consumata di brutto e vi sarete accorti della genialità necessaria per poterla concepire. Il mix di musiche disco anni 90 sovrapposte e concatenate in maniera divina fanno coppia con le citazioni (tra le quali Francesco Salvi e l’Armata delle tenebre di Sam Raimi, tra molte altre) rendendo il tutto strepitoso. Con “Muscle Memories” ci si inoltra in lidi Nickelback, per parlare di gente che per dimagrire diventa schiava della palestra e degli integratori. Un testo per certi versi veritiero, ma reso divertente in maniera impeccabile. Uno dei top però si raggiunge con “Chupacabra Cadabra” (creatura mitologica che succhia il sangue e uccide specialmente le capre), dove tra ritmi caraibici, power e un testo assurdo ma geniale (sulla scia di “Vegan Velociraptor”, della quale resuscita uno dei personaggi principali) veniamo catapultati, attraverso una suite di 9 minuti (tra spagnolo e inglese), nei neurodeliri dei Nanowar Of Steel. Poi arriva l’ennesimo capolavoro. “Pasadena 1994”. Neanche nei nostri sogni più arditi avremmo mai potuto pensare ad un crossover tra i Nanowar e i Sabaton. La canzone, che vede come ospite Joakim Broden, è una tipica song della band di Falun ed è ispirata alla Waterloo calcistica italiana, ovvero la sconfitta ai rigori in finale contro il Brasile nella coppa del mondo 1994 (con tanto di telecronaca di Bruno Pizzul).
Questo album non molla un colpo e con la successiva “Metal Boomer Battalion” si vola per lidi altissimi. Musica alla Manowar, ritornello che ti si pianta in testa al primo ascolto (sulla falsariga di “Armpits Of Immortals”) e le lyrics che trattano dei leoni da tastiera, ovvero vecchi metallari che sono rimasti ancorati agli albori del genere o prima. “Dimmu Boogie” è rock and roll allo stato brado, ritmo e divertimento. Dal vivo sarà un must. In “Protocols (Of The Elder Of Zion) Of Love” i nostri beniamini si cimentano nel sound delle boy band (un nome su tutti, Backstreet Boys) con risultati eccellenti. Ancora una volta il testo è da incorniciare (citando le teorie e i complotti che girano sul web, dalle scie chimiche, all’11 settembre o all’area 51), così come l’omaggio ad una famosissima canzone dei Survivor. Siamo alla fine e la qualità non accenna mai a calare. “The Power Of Imodium” (vi lasciamo immaginare le parole) è una cavalcata di power sinfonico alla Rhapsody Of Fire, perfetta in ogni sua peculiarità. Se poi aggiungiamo che è stata rivisitata (secondo i loro canoni) “Bohemian Rhapsody” dei Queen, ci si trova davanti l’ennesimo masterpiece.
Inutile girarci intorno, questo lavoro merita il massimo dei voti. Immagino quindi che vi starete chiedendo come mai abbiamo dato 9 e non 10. Semplicissimo, se abbiamo imparato qualcosa dai Nanowar Of Steel è che quando pensiamo che siano arrivati al top, riescono sempre ad alzare l’asticella.
Siamo certi che “Dislike To False Metal” piacerà al nutrito gruppo di fan che i nostri eroi hanno in tutto il mondo, come siamo certi che non mancheranno i loro detrattori. Ma non vi preoccupate, i Metal Boomer Battalion sono come gli Zampuriani, Gabonzo li distruggerà ovunque essi siano. Ti vogliamo bene Gabonzo!
Voto: 9/10
Fabrizio Tasso















