Come illustrai in una mia precedente recensione di un altro disco, capita purtroppo molto spesso che band sostanzialmente power metal ma accompagnate da una voce femminile (solitamente lirica) vengano definite “symphonic metal” anche se poi a conti fatti di sinfonico non hanno nulla. Un po’ quello che fino a 15-20 anni prima avveniva col gothic metal, un altro genere in cui venivano (erroneamente) inserite tutte le female-fronted metal bands. Finalmente, posso ben dire che non è proprio il caso dei Mystfall, una compagine proveniente dalla vicina Grecia e autrice di un sound che a mio avviso possiamo definire davvero la quintessenza del symphonic metal: sontuosi arrangiamenti supportati da un potente riffing e ritmi forsennati di batteria, il tutto sugellato da una voce femminile lirica e completata da cori polifonici di ampio spessore. Il nuovo album in uscita si chiama “Embers Of A Dying World” ed è per la precisione il secondo della band ellenica, sotto contratto con la Scarlet Records che da sempre ha un occhio (o faremmo meglio dire “orecchio”) di riguardo verso questo tipo di sonorità.
Parto subito col dire che questo album è lungi da poter esser definito un capolavoro e non è nemmeno particolarmente innovativo in una nicchia musicale ormai purtroppo satura e stagnante; tuttavia, le frecce nella faretra dei Mystfall sono molteplici e in grado di soddisfare l’ascoltatore. Parto nel descrivere la produzione, trovandola alquanto… strana. Strana nel senso che in alcuni punti del disco trasmette un senso di immensa cura e ricercatezza e pulizia dei suoni in fase di mixaggio, in altri sembra volutamente un po’ più scarna e seminale. A farne le spese in questo secondo caso è la voce da soprano della cantante Marialena Trikoglou: nei momenti in cui viene lasciata a sè stessa sembra un po’ più debole e appare leggermente poco affine al metal. Tuttavia, quando le si consente di salire di nota e di essere supportata dai cori e controcanti, dà il meglio di sè e impressiona l’ascoltatore senza riserve.
Il risultato complessivo del disco richiama un po’ i primi Visions Of Atlantis ma aggiungendovi una maggiore cura nella ricercatezza dei suoni e nella complessità degli arrangiamenti orchestrali. Il punto forte di “Embers Of A Dying World” è infatti proprio l’aspetto sinfonico, puro e perfettamente levigato, capace di fluire come una marea e di colpire dritto al bersaglio, perlomeno per gli amanti del genere: non sfigura infatti nemmeno se paragonato a formazioni più blasonate come i Nightwish, gli Xandria o gli Edenbridge.
Concludendo, non riesco a isolare particolari momenti degni di plauso e lode, tuttavia il disco si difende molto bene e mi complimento dunque con chi ci ha lavorato, per aver realizzato un buon album e una più che dignitosa riconferma per i Mystfall dopo il precedente debutto “Celestial Vision”.
Voto: 6/10
Francesco “Grewon” Sarcinella















