Dopo l’accoglienza molto positiva della title track “Far From God”, i Moonspell tornano con “Cross Your Heart”, nuovo singolo che apre simbolicamente il prossimo album in studio, atteso per il 3 luglio 2026 via Napalm Records.
Il brano arriva dopo un periodo di intensa attività live, tra cui la recente esibizione al Wave Gothic Treffen, e conferma una band ancora profondamente legata alla propria identità sonora.
“Cross Your Heart” apre il nuovo album: che ruolo ha all’interno del disco?
È il punto di ingresso. Una porta d’accesso emotiva e concettuale. Dopo “Far From God”, che guardava a temi più spirituali e decadenti, questo brano sposta lo sguardo sulle strade, sui percorsi che ci separano e ci uniscono. È una canzone che parla di movimento, ma anche di perdita.
Il pezzo sembra molto legato all’immaginario delle strade e dei “luoghi di passaggio”. Da dove nasce questa idea?
Nasce dall’osservazione reale. Siamo una band che ha viaggiato moltissimo, e questo ti cambia il modo di vedere le cose. Le strade non sono solo spostamenti: sono luoghi pieni di storie, di incidenti, di promesse mancate. I piccoli memoriali che si vedono ovunque, ad esempio, sono diventati parte di questo immaginario.
Dal punto di vista musicale, “Cross Your Heart” richiama anche il passato dei Moonspell. È una scelta consapevole?
Sì. Ci sono elementi che ricordano l’era di Irreligious, ma non è nostalgia. È più un dialogo tra ciò che eravamo e ciò che siamo oggi. Abbiamo voluto mantenere quell’atmosfera gotica classica, ma con un suono più affilato, più moderno.
Il nuovo album è descritto come frutto di cinque anni di lavoro e dubbi. Che tipo di processo è stato?
Non è stato lineare. Ci sono stati momenti di blocco, di ripensamento, ma anche di riscoperta. Alla fine abbiamo capito che non dovevamo inseguire nessuna tendenza. Dovevamo solo essere sinceri con la nostra identità. E questo ha reso il disco più oscuro, ma anche più libero.
Tematicamente, “Far From God” e il nuovo materiale sembrano muoversi tra amore, morte e simbolismo gotico. È ancora il vostro linguaggio principale?
Sì, ma non come semplice estetica. Vampiri, lupi mannari, simboli religiosi: non sono decorazioni. Sono modi per parlare di emozioni reali. Colpa, desiderio, perdita, redenzione. È questo il cuore del Gothic Metal per noi.
“Cross Your Heart” ha anche un forte elemento riflessivo sulla mortalità. È corretto?
Assolutamente. È una canzone che parla della fragilità della vita. Siamo tutti in movimento, ma non sappiamo mai quanto tempo abbiamo. È un promemoria, quasi un giuramento: vivere pienamente, finché possiamo.
Il nuovo album viene definito come una “rinascita” della band. Ti ritrovi in questa definizione?
Sì, ma non nel senso di ricominciare da zero. È una rinascita perché abbiamo scelto di non ammorbidire nulla. È un disco più duro, più diretto, ma anche più emotivo. Non è nostalgia: è una dichiarazione.
Guardando al percorso dei Moonspell, cosa rappresenta oggi questo nuovo capitolo?
Rappresenta continuità e consapevolezza. Abbiamo iniziato come una band giovane, impulsiva. Oggi siamo più riflessivi, ma non meno intensi. Se qualcosa è cambiato, è la profondità con cui affrontiamo le stesse ombre di sempre.
















