Secondo lavoro per Manoluc, interessante realtà proveniente dal Friuli-Venezia Giulia, a distanza di 5 anni dal debut “Carcosa”.
Il quartetto ha deciso di auto produrre queste 9 tracce che ci presentano una sapiente e superba miscela di sonorità estreme (black e death su tutte) con suoni più classic, voci in screaming, growling, pulite, parlato…tutto a servizio di un nuovo, l’ennesimo, viaggio…
Viaggio nell’anima, già dal titolo, (avete notato? Asa NIsi MAsa), condotto nella nostra lingua madre, con un tributo, neanche tanto velato, al cinema italiano (Fellini e Pasolini su tutti) e ad un certo modo di raccontare la parte più intima, più onirica, di ognuno di noi.
L’impatto musicale è devastante, una scarica continua di sonorità estreme, ma sempre lucide, che ci guidano attraverso il viaggio di cui vi parlavo, un cammino interiore, fatto di tanti estremi, di tanta sofferenza e di tante cadute, di vittorie, di ricerce, di mete raggiunte e di sogni infranti.
La vita di ognuno, quella vita che andrebbe vissuta, malgrado tutto, malgrado tutti e malgrado noi stessi!!!
Questo è un album più maturo di quanto si possa immaginare, ottima anche la ricerca dei suoni, che ben accompagna quella egregia dei testi…
Le varie anime della band, emergono e si fondono lungo lo sviluppo di ogni stesso brano, mescolando vari generi, ma restituendoci un’impronta davvero genuina di questo quartetto che vorrei godermi live prima possibile, con la certezza che, accompagnati da luci e ambientazione giusta, questi pezzi avranno il potere di devastare molti malcapitati nel profondo…soprattutto quando la band rallenta l’andatura e scava con dei solos mirati…
“…questa è la notte in cui il ritratto…forse il nostro stesso…muove gli occhi…”
Voto: 8.5/10
Francesco Yggdrasill Fallico
















