C’è sempre una prima volta, anche per un recensore. È la prima volta, infatti, che mi trovo a parlare di una band carioca di progressive metal: i Maestrick, che il prossimo 2 maggio pubblicheranno il nuovo album “Espresso Della Vita: Lunare” via Frontiers Music. E già dal titolo si intuisce che non sarà un viaggio musicale convenzionale.
Il disco è la seconda parte di un concept iniziato con il precedente “Solare”, un’opera che rappresentava il viaggio di un giorno in treno come metafora della vita stessa. Alla fine di quel disco, il protagonista – un anziano viaggiatore – scende dal treno e scopriamo che il suo nome è Dante. Da qui prende forma “Lunare”, che continua e approfondisce quella narrazione esistenziale.
Il concept si arricchisce di riferimenti simbolici: proprio come Dante Alighieri, il personaggio attraversa inferno, purgatorio e paradiso, non solo nella vita, ma talvolta anche nell’arco della stessa giornata. Da qui la scelta di usare nomi italiani per gli album e dividerli in tre movimenti.
Musicalmente, “Espresso Della Vita: Lunare” è un’opera ricchissima. I Maestrick dimostrano un’abilità fuori dal comune nel fondere progressive metal, rock sinfonico, musica classica, world music e sonorità brasiliane. Il risultato è un sound sofisticato ma accessibile, che potrà entusiasmare gli amanti di band come Dream Theater, Haken, Jinjer, Spirit Box, ma anche i cultori di Queen, Yes, Muse e Gentle Giant.
Gli arrangiamenti sono curati in ogni minimo dettaglio, l’esecuzione tecnica è impeccabile, e l’intero progetto risulta ispirato e coinvolgente. L’album riesce a essere tanto intimo quanto epico, spingendosi oltre i limiti classici del genere e offrendo qualcosa di davvero fresco in ambito prog.
Consigliato agli amanti del progressive metal più colto ed eclettico.
Voto: 7,5/10
Bob Preda















