Prima incursione solista del leader dei Crowbar Kirk Windstein. Dopo un’esperienza trentennale con il gruppo madre il nostro, in virtù di una vena compositiva mai doma, grazie alla quale ha partorito i brani qui presenti nell’arco degli ultimi due anni, si ritaglia un periodo di pausa dai tour per ultimare la produzione di “Dream In Motion”, nel quale si occupa di incidere voci, basso e chitarre, affiancato alla batteria e agli effetti sonori dal suo più longevo collaboratore Duane Simoneaux, produttore tra l’altro proprio dei Crowbar. Il risultato non è dissimile da ciò che il nostro propone con la band di provenienza. Dopotutto, ci troviamo difronte uno dei precursori del sottogenere Sludge/Doom Metal. Solo che “Dream In Motion” appare maggiormente orientato verso scenari intimisti, profondi e di natura squisitamente personale. Fin dall’iniziale title-track possiamo goderci momenti di grezzo e viscerale Metal rallentato ma alquanto “rockeggiante”, mentre altrove le ignorantissime distorsioni Sludge si gemellano con sufficiente disinvoltura con delle parti chitarristiche più pulite ed effettate, dal sapore DarkWave ottantiano. La voce di Kirk cerca di essere il più possibile espressiva, profonda, tanto nelle parti più rabbiose quanto negli sprazzi più melanconici. Il risultato colpisce per profondità, soprattutto gli amanti delle sonorità Doom/Sludge. Un genere che, ricordiamolo sempre, fa del minimalismo una delle sue armi migliori. L’album solista di Kirk Windstein si presenta insomma come un fiume in piena di stati emotivi, musicalmente descritti con l’espressività minimale dello Sludge, convincendo in pieno l’ascoltatore abituale di tali lidi sonori.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli
















