Già 4 anni orsono il veterano singer norvegese Jorn Lande ci aveva deliziato con un album di covers Rock/Metal, reinterpretando con la sua energica e roccheggiante voce molti classici di Queen, Dio, Sabbath etc. Siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio, e visto che il nostro ci ha preso gusto, ecco qui in uscita, sempre per la mitica Frontiers, il suo secondo, sostanzioso cover-album (sono presenti come bonus anche dei nuovi mixaggi di brani dal precedente, tra i quali spicca “Hotel California” degli Eagles). Stavolta ad esser reinterpretati sono brani, ad esempio, di Bryan Adams, Don Henley, Santana, Foreigner, Deep Purple, e ancora una volta Dio (se nel precedente era stata ripresa “Rainbow In The Dark” ora è la volta di “Mystery”). Che dire? Nonostante i cover-albums attualmente in giro stiano diventando troppi… il fascino della voce di Jorn è troppo forte per trascurare “Heavy Rock Radio II”. Secondo il sottoscritto, i picchi più alti di reinterpretazione sono raggiunti innanzitutto con la cover di “Nightlife” dei Foreigner, la trascinante ed energica versione di “Bad Attitude” dei Deep Purple e, sul finale dell’album, tra le suddette bonus, quella bellissima “Ride Like The Wind”, scritta da Christopher Cross ma ben conosciuta da tutti i metallers grazie alla versione che i Saxon incisero più di 30 anni fa sull’album “Destiny”. La peculiarità più singolare dell’album è invece rappresentata da una cover molto hardeggiante di un brano di Peter Gabriel intitolato “The Rhythm Of The Heat”. Grossomodo, Jorn non si smentisce. La sua grande voce Rock, sempre in piena forma, è sempre adatta all’interpretazione dei classici dell’Hard&Heavy, e particolarmente al versante più melodico ed americaneggiante del genere. Oltretutto, quest’album è caratterizzato da una produzione eccellente, in puro stile Frontiers, e da un ventaglio di ottimi musicisti, soprattutto italiani, più o meno assidui collaboratori della Frontiers (uno tra tutti: l’ormai rinomato tastierista Alessandro Del Vecchio), il che fa lievitare in maniera repentina la qualità globale del lavoro. Che si attesta su un livello davvero mirabile. Per questo motivo, consiglio vivamente il cover-album in questione, tanto ai fans di Jorn quanto più generalmente agli appassionati del miglior Hard Rock di classe. Un’occasione per riscoprire alcuni classici, con la “classeggiante” e potente voce di Jorn Lande a far da pigmalione nella storia dell’Hard&Heavy.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















