Terzo disco per i “Joel Hoekstra’ s 13” che a distanza di due anni pubblicano questo “Crash of life”, l’album non si discosta stilisticamente dai suoi due predecessori.
La differenza “sostanziale” e’ data solo dall’avvicendamento dietro al microfono: se nel primo disco vedevamo alternarsi alla voce Jeff Scott Soto e Russell Allen, nel secondo Russell era l’ unico cantante solista con Soto ad occuparsi dei cori, qui entra Girish Pradhan ed esce il singer dei Symphony X (Soto sempre presente come corista).
Come “mera” timbrica vocale, Pradhan non si discosta particolarmente da Allen ma quest’ultimo aveva una marcia in piu’ riuscendo a dare quel valore aggiunto alle composizioni e al disco in generale.
Altra differenza tra “Crash of life” e “Running Games” e’ data dalle parti corali cantate da Jeff Scott Soto, in questo nuovo disco risultano meno relegate in secondo piano, la voce di Jeff e’ riconoscibilissima e non declassata solo a semplice “backing vocals” (come nel brano “Over You” per citare un esempio).
Tra gli episodi migliori troviamo l’opener “Everybody Knows Everything”, mentre “Crash of life” e “Not tonight” hanno il sapore di gia’ sentito, in particolare la seconda risulta troppo simile a “Take What’s mine” (quasi un clone a livello di refrain) contenuta su “Running games”.
L’ apporto di Derek Sherinian, inteso come “keyboard hero”, procede a sprazzi a seconda delle tracce e dal contesto in cui le tastiere vengono inserite all’interno dei brani : possiamo trovare il “tocco” di hammond in
“I Would Cry For Love” , oppure delle venature progressive in “Damaged Goods”.
In definitiva “Crash of life” e’ un buon disco di hard rock, ma niente di trascendentale, meno ispirato rispetto a “Running Games” , visto che mancano brani dal grande impatto emotivo.
Un passo indietro, una piccola “involuzione” dal punto di vista del song-writing.
Sostituire uno come Russell Allen non e’ un’ impresa facile, ma va anche detto che la sua “eventuale” presenza non avrebbe spostato molto gli equilibri e il giudizio finale del disco (forse mezzo punto in piu’ lo avrebbe guadagnato) che si attesta comunque sul “buono”.
Voto: 7/10
Stefano Gazzola















