Sono figli della mia amata Trinacria, questi agrigentini Ironthorn, arrivati al loro secondo full-length a due anni di distanza dal precedente “After The End”, del quale questo “Legends Of The Ancient Rock” è una sorta di seguito dal punto di vista lirico-concettuale”.
La front cover esprime il punto stesso di partenza, le cinque ombre (sicuramente i nostri 5 musicisti) vagano attraverso le rovine di una città distrutta, con la consapevolezza di essersi svincolati dalle effimere certezze e convinzioni, liberi da falsi discorsi e lontani dai miraggi delle Terre Promesse, in un ambiente nel quale spicca una roccia di chissà che strana entità e che cela al suo interno qualcosa di misterioso.
Il viaggio lirico/musicale si articola attraverso dieci tracce di metal classico, con impronte di quel rock che tanto abbiamo amato nella nostra vita, supportati da liriche (perdonate la mia non precisa analisi, ma la mia copia digitale non contiene i testi) che, stando ai titoli e a ciò che riesco a comprendere, spaziano dalla figura mitologica di Prometeo che spezza le catene e si avvia verso la conoscenza, nella riuscita “The Seed Of Fire”, con un grandissimo Roberto Tiranti in qualità di ospite; fino ad un brano molto intimo quale “Ladro Del Tempo”, che è una sorta di scontro tra padre e figlio, sostenuto da un ritmo cadenzato ed incalzante.
Tanti gli assoli presenti, come nella migliore scuola rock, ad opera dei due bravissimi chitarristi Maurizio Liberto e Gabriele Misuraca, egregiamente sostenuti dal ritmo mai calante di Eliseo Bonacasa al basso e Antony La Marca alla batteria.
Al cantante Luigi Pullara spetta il compito di muoversi attraverso le rovine con la speranza di risorgere come in “Phoenix”, il brano dedicato alla nostra martoriata Sicilia, introdotto e chiuso dalle note del fiscaletto e del tamburello, come da tradizione popolare e che è, per chi vi scrive, un colpo al cuore!
Eh si, questo brano mi ha davvero colpito nel profondo, sia per la sua bellezza musicale, sia per il concetto che lo anima, di rinascita dalla distruzione e allo stesso tempo di nuovo inizio dopo una partenza…visto che mi trovo a scrivere queste parole, lontano dalla mia terra e dai miei affetti più cari.
Prima che la lunga e strumentale title track chiuda il lavoro, spetta al primo singolo “The Call Of Silence”, riassumere tutta la classe contenuta in questo grande lavoro…gran bel crescendo, ritornello che ti entra subito in mente e ti fa venir voglia di ascoltare ancora questo album, frutto di passione e sacrificio!
Il metal più classico è sempre vivo ed in ottima forma, grazie ad una band orgogliosamente italiana!
Davvero bravi ragazzi!!!
Dimenticavo…a voi cari ascoltatori, il piacere di scoprire tutti i riferimenti contenuti all’interno di “Legends”, brano egregiamente piazzato in apertura…
“…I’m waiting for the call of silence Ignorance, this is my only nightmare!
Voto: 9/10
Francesco Yggdrasill Fallico















