Non hanno bisogno di presentazione gli In Tormentata Quiete. Una band storica del panorama Metal Italiana che ha saputo ritagliarsi un ruolo di assoluto rispetto grazie ad un sound interessante ed un uso sapiente della lingua italiana per le lyrics dei pezzi.
Per chi comunque non li conoscesse, è doveroso fare un piccolo excursus biografico: nascono a Bologna a fine anni ’90 come band dedicato al Black Metal sinfonico per poi virare verso sonorità più prettamente legate all’Avantgarde e al Gothic. Il loro esordio omonimo datato 2005, presenta ancora una forte componente Black e nel secondo “Teatroelementale”, i nostri abbracciano la progressione e l’avanguardia.
Tuttavia la loro peculiarità che li ha sempre contraddistinti, è stata l’anima teatrale e drammatica che ha caratterizzato il loro approccio alla musica, a ciò si aggiunge la voglia di affrontare tematiche importanti come la filosofia e la concettualismo legate anche alla loro terrà di origine, l’Emilia Romagna.
“Krononota” uscito lo scorso 19 febbraio sempre per My Kingdom Music, abbraccia ancora quell’approccio ora mistico, ora filosofico che aveva già caratterizzato la struttura sonora del precedente “Finestatico”. Una copertina inusuale, bellissima e mistica la quale va ad introdurre un lavoro di pregevole caratura. L’eterogeneità e la voglia di sperimentare su più generi, prende vita attraverso pezzi ad esempio “Sapor Umbro” la quale si struttura su una componente Metal e nasconde al suo interno un piccolo intermezzo Folk, nel mentre le voci pulite e in scream delle tre voci Marco Vitale, Davide Conti e Samantha Bevoni quasi a ricordare le due anime tormentate e quiete della band emiliana, quella più melodica e l’altra più estrema.
Ne “Lo Sguardo d’Anteo” affiora un piccolo siparetto con una tipica musica degli anni ’20, il tutto avvolto da un contesto sonoro di Metal pesante in cui fa capolino il suono di una fisarmonica (Daniela Tagliani) che segue il motivo. Il Black Metal degli esordi torna dirompente in “Abbraccio d’Emilia”, uno dei migliori pezzi del disco che prevede anche un piccolo omaggio a Claudio Villa e alla sua “Voglio Vivere Così”. La presenza di Simone Mularoni nell’assolo di “Color Daunia”, del sax in “Urlo del Tempo” e la sperimentazione sull’Hip Hop della finale “KronoMetro” vanno a completare un quadro musicale variegato, interessante e stimolante per l’ascoltare.
“Krononota” è un dipinto in musica che porta a compimento l’idea concettuale e sonora di una band validissima del nostro panorama con la consapevolezza e speranza che possano fare ancora fare meglio e affinare ancora di più il proprio sound in un prossimo lavoro. Certo è che gli In Tormentata Quiete meritano un ascolto almeno una volta nella vita e una visibilità da parte dei veri appassionati di buona musica.
Voto: 10/10
Sonia Giomarelli















