Ritorno in grande stile per la formazione bergamasca delle HELLFOX: dopo essersi fatte conoscere e apprezzare tre anni fa con l’album di debutto The Call, il quartetto torna grintoso e deciso a far parlare di sé, proponendo un interessante death/gothic metal di chiara ispirazione scandinava. L’etichetta scelta è la piemontese Rockshots Records, che cura band di rinomanza internazionale come gli Extrema, ma anche gruppi meno noti – e a mio avviso meritevoli – come i Metatrone.
Per chi non avesse mai ascoltato le HELLFOX, può essere utile citare alcuni riferimenti per comprendere meglio il sound proposto: tra le band più affini ci sono i Graveworm e i Draconian degli ultimi anni. Tuttavia, a differenza di questi, che fanno largo uso di growling e screaming, le HELLFOX prediligono un cantato pulito, malinconico ma al tempo stesso energico, riservando il growl a un ruolo di accompagnamento e supporto.
I brani che compongono The Spectrum of Human Gravity possiedono tutti un fascino peculiare e risultano ben incastrati tra loro. Questo aspetto, a mio avviso fondamentale, rende l’album un’opera “viva” e coerente, non una semplice raccolta di tracce scollegate. È un risultato tutt’altro che scontato: non solo i testi e i contenuti contribuiscono alla coesione generale, ma anche l’aspetto strumentale suggerisce una progettualità curata e consapevole.
Unica piccola critica: avrei gradito una maggiore attenzione all’effettistica sulla voce pulita. In alcuni passaggi sembra lasciata un po’ “scoperta”, e la chitarra solista – mixata a un volume piuttosto basso rispetto alla ritmica – non riesce a sostenerla come dovrebbe. Con un impianto audio adeguato e una buona equalizzazione, però, questo difetto si attenua e la resa sonora complessiva resta comunque di ottimo livello. Personalmente, avrei inserito qualche assolo in più per dare maggiore respiro a certe tracce: se è vero che il death metal scandinavo non lo richiede, il gothic metal lo permette e spesso lo valorizza.
Un plauso meritato va anche a chi ha curato l’artwork di copertina: davvero suggestivo e in piena sintonia con le atmosfere proposte, capace di catturare l’attenzione fin dal primo sguardo.
The Spectrum of Human Gravity è un album che mantiene le promesse. Pur lasciando spazio a miglioramenti futuri – come sempre accade nei percorsi artistici autentici – le HELLFOX, con questo secondo lavoro, dimostrano di aver imboccato la strada giusta per una crescita solida e coerente.
Voto: 7,5/10
Francesco “Grewon” Sarcinella















