Situazione particolare, molto particolare. Gli Hand of fate sono una band greca dedita ad un “epic and symphonyc… rock and metal”, dicono loro, ma nei fatti è il “classico” power con voce femminile e massicci innesti orchestrali. La band si formò nel 2014 e nel 2018 fecero uscire questo lavoro.
Solo a fine 2023 decisero di farlo, o forse è meglio dire rifarlo, uscire in formato digitale su tutte le piattaforme di streaming ed ecco spiegato perché l’etichetta è sia “autoproduzione che l’aggiunta del 681771 Records DK2.
Detto questo entrando nel merito delle otto tracce proposte abbiamo un lavoro che per il periodo in cui usci avrebbe potuto avere parecchio seguito se fosse apparso su più piattaforme. ora purtroppo “suona datato” ma non vecchio sia chiaro.
Strutture sonore in linea con il power al femminile stile Nightwish, ma con meno parti di lirico, e se vogliamo quasi più stile Epica. MA ripeto spesso prendete gli accostamenti con le pinze, perché seppur con i dovuti distinguo del caso la band presenta materiale apprezzabile, principalmente per la scelta vocale femminile di non spingere troppo sul “finto lirico” che è straziante, ma proponendo una vocalità molto buona ed una propria anima sotto quel frangente.
Per il resto abbiamo tastiere in primo piano con chitarre a corollario, se non per i soli ovviamente, delle batterie che fanno la loro parte senza eccedere in un senso o nell’altro. ed un basso percepibile in più punti ma non troppo visto che le orchestrazioni e i synth coprono alcune frequenze del basso.
Scelte di mixer in linea con le band di cui sopra a cui si aggiunge un pizzico di Therion, e lo si percepisce molto in una traccia che menzionerò tra poco.
Delle nove tracce debbo dire che “Enchanted” non mi dispiace, anche grazie a degli stacchi di tempo che inspiegabilmente mi ricordano i Therion, “The gift” che si fa apprezzare anche per l’inserto acustico di chitarra, la opener “No plaything” e il singolo “Temptation” possono essere le canzoni che possono spiegare in note quello che ho scritto fino ad ora.
Alla fine il lavoro della band è buono nel complesso, dispiace che dalla formazione ad oggi non abbiano altro se non riproporre il materiale dello scorso decennio. speriamo che decidano di fare altro e che non sia una ennesima riedizione delle vecchie tracce.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















