Bloodphemy, band olandese, dedita ad un Death vecchio stile e che dalla loro reunion nel 2015, o ripartenza se vogliamo, hanno recuperato l’inattività durata 12 anni rilasciando ogni due anni un album. E se stanno alla loro media il prossimo album cadrà quest’anno; vedremo. Stando alla mia frase iniziale per darvi le coordinate sonore siamo in mezzo a Entombed, Dismember e Grave.
Le strutture sonore e compositive sono quelle e non si scostano molto dalle band di cui sopra. come sempre dico non è mai un bene al 100% ma non è neppure un male. Dipende sempre da cosa vuole fare la band e cosa decide di trasmettere. Se l’intento è quello di rimanere in linea con il suono di fine anni novanta e primissimi duemila del Death svedese, la band ha fatto il suo. Se l’intento è quello di emergere, purtroppo il risultato non è ottimale. Siamo di fatto a del Death di 20-30 anni fa e purtroppo la platea di chi potrebbe essere interessato a queste sonorità si sta, ahimè, riducendo.
Dall’altro lato gli affezionati a quel suono lo ricercano in modo maniacale.
Oltre alle strutture abbiamo i suoni che sono molto “old fashioned” seppur siamo così tanto lontani da “Wolverine blues” o da “Dismember” o da “Massive killing capacity”.
Troviamo quindi batteria a rullo, con suoni provenienti dal lontano 1995. Chitarre con riff veloci e stacchi rallentati che a volte risultano interessanti, basso non percepibile come spesso accade nel metal estremo e voce super gutturale e profondissima. post produzione come le sonorità appena accennate provenienti dalla fine degli anni ’90.
Tracce come “Convoluted reality”, “Metamorphic disposition”, “Demented masquerade” e “Dawn of malevolent” vi posso dare un’idea delle mie parole. come spesso scrivo date un’ ascolto e decidete le vostre canzoni preferite.
Concludendo, perché non vi sono molte cose da aggiungere, siamo di fronte ad un lavoro: onesto, diretto e ben assestato in un certo ambito. Forse provare a fare qualche passo fuori dal “recinto” definito dalle band che al-ai compositori e arrangiatori piacciono non avrebbe guastato e avrebbe reso un servizio migliore alla band stessa. Magari il correre e recuperare i dodici anni di silenzio sparando album così veloci ma non troppo dissimili ai predecessori (album e band di riferimento compresi) non ha aiutato
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin
















